C’E UN NUOVO PATTO TRA MERKEL E MACRON PER FAR FUORI L’EUROPA

Il 22 gennaio Francia e Germania firmeranno il nuovo Patto di Aquisgrana. Obiettivo: far fuori l'Italia, i sovranismi e l'idea di "comunità europea"

Di Vincenzo Sofo

Non ne parla nessuno ma il 22 gennaio sarà una data chiave per il futuro del continente europeo. Settimana prossima infatti la Merkel e Macron firmeranno il Patto di Aquisgrana, ossia un’intesa per aumentare il grado di integrazione e cooperazione tra i due paesi per rafforzare l’asse franco-tedesco.

Di fatto è l’avvio di un tentativo di costruzione di una sorta di impero franco-tedesco: il patto prevede infatti progetti per facilitare i frontalieri che si muovono tra i due paesi, per costruire una difesa e una zona economica comuni, prevedendo la progressiva armonizzazione delle rispettive fiscalità e normative varie (es. sul lavoro), politiche comuni sulla gestione dei confini e via dicendo. Un’operazione di unificazione che vede il suo culmine in due operazioni:

  • la costituzione di un parlamento comune tra Francia e Germania (che dovrebbe riunirsi due volte all’anno) in cui stabilire le linee di azione comune;
  • l’azione internazionale della Francia per fare in modo che anche la Germania ottenga un seggio permanente al Consiglio di sicurezza Onu.

Il fatto è che la Germania merkeliana ha sempre più difficoltà a dominare l’Unione europea: i risultati fallimentari delle politiche imposte ai territori soprattutto del Sud europa hanno fatto sorgere con sempre più potenza la rivendicazione dell’autodeterminazione da parte di questi ultimi. Rivendicazioni fino a poco tempo fa confinate all’opposizione (seppur crescente) ma che ora hanno iniziato a diventare agende politiche dei governi, soprattutto con l’arrivo dei sovranisti al comando dell’Italia, paese fondatore nonché una delle economie più importanti dell’UE.

La messa in discussione delle regole europee (che garantivano il predominio tedesco), la richiesta di redistribuzione della ricchezza dai paesi più avvantaggiati a quelli più sfavoriti e di condivisione del debito e la costruzione di un’Europa operante per il bene di tutti gli Stati membri non piacciono alla Merkel che invece concepisce l’Europa come spazio di influenza tedesca. E poiché questa influenza sta trovando sempre più ostacoli, sta pensando di concentrare la sua azione su un’ambito territoriale più circoscritto: la cosiddetta Kerneuropa, un nucleo di paesi fidati e allineati agli interessi germanici.

Che cosa c’entri la Francia in tutto ciò è presto detto: seppur sta storia dell’asse franco-tedesco non abbia in realtà portato benefici alla Francia (vedasi gilet gialli per rendersi conto che il popolo francese è stato anch’esso danneggiato tanto quanto noi da questa UE), essa serviva alla Francia per millantare un potere che in realtà stava via via perdendo e alla Germania per nascondere un potere che stava via via acquisendo. E oggi serve a Macron, messo al potere per rispondere a interessi sovranazionali più che nazionali e perciò in forte crisi di consenso, per far sembrare che – nonostante stia rendendo sempre più deboli i francesi – la sua politica stia rafforzando la Francia.

L’unica cosa evidente è che con questa mossa i due leader puntino a colpire l’Italia sovranista e con essa l’idea di un’Europa che sia comunità e non dominio di popoli.

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