TRASCENDENTE

Il fatto che più impressiona negli sviluppi attuali del dibattito sulla scienza, è l’arroccamento su posizioni dogmatiche degli “scienziati”, per cui vi sono delle Verità Inequivocabili, accettate dagli esperti che contano, che devono dirigere il comune sentire e l’organizzazione della società. Essi decidono quali sono i fatti da accettare e quali da scartare.

Eppure la semplice trasposizione di modelli fisico-matematici in campi quali quelli della medicina internistica o ancor di più della psichiatria e della psicologia clinica denuncia tutta la fallacia dell’operazione. In altre parole, la psicologia non dovrebbe continuare a scimmiottare la fisica, ma trovare un suo metodo che si adatti a tutti i fenomeni di suo interesse, non escludendo quelli che non rientrano nelle spiegazioni prefabbricate, e per cui, però, vi è notevole evidenza empirica.

La scarpa (la teoria) si dovrebbe adattare al piede (i fatti) e non il piede (tagliando le esuberanze) alla scarpa già confezionata. Si tende cioè a rigettare e ad occultare tutto quello che non si adatta alle teorie che vanno per la maggiore, accettate dalle consorterie che comandano in nome della nuova Religione nata con la rivoluzione francese, e non certo con Galileo. La scuola di Piero Angela e del suo Cicap (la nuova inquisizione che vigila sull’ortodossia) fa da riferimento “divulgativo” all’ortodossia utile al sistema di Potere vigente.

Che esista una enorme mole di fatti ben documentati che non vengono presi in considerazione dalla comunità scientifica ortodossa, che tende ad occultarli, trascurarli, banalizzarli, criminalizzarli, ridurli a spiegazioni ridicole, è comunque un dato di fatto su cui c’è ben poco da contestare.

In particolare, vi è un accumulo impressionante di “circostanze straordinarie” che mettono in crisi profonda tutto il sapere precostituito.

Come può ad esempio un cervello in gravissima ipossia (e prossimo alla morte) costruire delle esperienze elaboratissime quali quelle riportate, in modo estremamente ripetitivo e indipendente dalle varie culture e credenze religiose o laiche, quali quelle registrate nelle svariate migliaia di casi delle esperienze pre-morte o NDE (near-death experiences) raccolte, ad esempio, anche in modo sistematico, in corsie di emergenza di ospedali di tutto il mondo?

Un cervello senza ossigeno non è attivo e non può produrre immagini ed esperienze, tanto meno così vivide ed elaborate (tunnel con luce e figure al soggetto più o meno familiari defunte o divine) quali quelle riferite dai pazienti “resuscitati”. E se quelle esperienze fossero riferibili a momenti precedenti o successivi al picco dell’ipossia, come sono possibili le testimonianze di esperienze fuori-dal-corpo (od OBE, out-of-body experiences) per cui il “resuscitato” fornisce dettagli estremamente precisi di cosa era successo in sua prossimità o anche nelle vicinanze, da una localizzazione diversa da quella da cui si trovava il suo corpo? Va ricordato che questo tipo di esperienze è stato riportato anche da persone atee e da medici quali ad es. il neurochirurgo Alexander, che ha descritto il suo caso nel libro “Proof of Heaven” (2012).

Tali  esperienze si avvicinano alle esperienze allucinatorie in cui viene percepita la presenza di una persona morente o deceduta non fisicamente presente e alle esperienze di conversione religiosa sconfinanti nel misticismo. Ciò che le accomuna è una importante alterazione della coscienza personale col mondo esterno.

“L’ipotesi che la coscienza sia il prodotto di processi cerebrali, o che la mente sia la pura concomitante soggettiva di eventi neurologici, è stata e rimane l’assunzione quasi universale nella neuroscienza e nella psicologia. Investigazioni di certe circostanze straordinarie, tuttavia, rivelano fenomeni che mettono in questione questa assunzione.” (E. Kelly et al, Irreducible Mind, 2009). Infatti, come il precursore Myers aveva capito già alla fine del XIX secolo, l’esplorazione di circostanze straordinarie può rivelare limiti nel modello corrente dell’identità mente-corpo e la necessità di un modello esplicativo più ampio.

Edward Kelly è uno psichiatra della Virginia University che studia a fondo questa materia e ha prodotto sul tema anche un libro più recente “Beyond Physicalism” (2015), insieme a psichiatri, psicologi, fisici, filosofi.

Oltre agli innumerevoli casi eclatanti riportati nei libri di Kelly, a cui rimando, voglio ricordare almeno tre altri riferimenti importanti per chi vuole approfondire l’argomento. In primo luogo il libro di O’Donnell “Future, Memory and Time” (1996), in cui introduce il concetto di “precall” contrapposto a recall (“prechiamo” verso richiamo mnestico), attraverso cui spiega le varie possibilità di premonizione, arrivando a fornire anche regole per addestrarsi a mandare la memoria in avanti, verso eventi che non sono ancora avvenuti ma che appaiono già presenti in uno spazio-tempo bidirezionale. In secondo luogo l’imponente raccolta di episodi della vita di Gustavo Rol “L’uomo dell’impossibile” (Franco Rol, 2015), in cui figura tra i protagonisti anche Piero Angela. Rol è stato un fenomeno dotato di impressionanti poteri “paranormali”, a cui si sono rivolti i maggiori statisti mondiali del suo tempo per averne indicazioni, e le sue incredibili performances sono testimoniate da medici, scienziati, giornalisti, artisti, etc.

Per ultimo concludo con Giuseppe da Copertino, monaco del XVII secolo, “il santo dei voli”, i cui fenomeni di lievitazione sono attualmente al centro degli studi di Kelly e collaboratori. Vi sono, infatti, centinaia di testimonianze dei suoi voli durante le estasi, verificate da tutti i più importanti personaggi della sua epoca, tanto da far scrivere a Goffredo Sebasti, autore del documentato libro “Il caso Giovanni da Copertino” (2003): “Negare tutto ciò significherebbe inoltre supporre un mostruoso complotto, una truffa organizzata, significherebbe tacciare di falso collettivo generazioni di testimoni oculari, religiosi e laici, e liquidare come falsa una ponderosa documentazione originale, tra l’altro ben conservata, completa, relativamente recente e a disposizione di tutti. Significherebbe considerare come contraffatta anche la ricchissima raccolta epistolare, costituita da lettere originali pervenute da molte corti d’Italia e d’Europa, conservata ad Osimo e in diversi altri archivi, a disposizione di chiunque volesse consultarla”.

E conclude (e questa è anche la mia conclusione): “Queste arcane, <oltraggiose> manifestazioni mistiche, in stridente contrapposizione alla nuova logica che scaturirà dall’epocale evento della Rivoluzione francese, non saranno forse una pesante sfida a quella <Ragione> che verrà divinizzata di lì a poco?”

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