Sovranismo e identita’, intervista all’on. Carlo Fidanza

Una interessante intervista a Carlo Fidanza

Intervistiamo Carlo Fidanza, parlamentare di Fratelli d’Italia molto attivo a Milano e in Lombardia. Da sempre un referente del mondo sovranista e identitario su tutto il territorio nazionale. Carlo è tra i fondatori del partito guidato da Giorgia Meloni ed è stato il vice segretario di Azione Giovani.

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Caro Carlo, Mattarella ha detto no a Savona, che ne pensi?

Siamo una nazione a sovranità limitata, ci considerano ormai una colonia tedesca. È un fatto di una gravità inaudita che, nonostante gli opinionisti si sforzino di giustificare sul piano costituzionale, non ha precedenti nella storia repubblicana. E si somma al mancato incarico al centrodestra, che era la strada da seguire fin da subito perché questa è la coalizione che è arrivata prima alle elezioni. Invece Mattarella pur di non dare l’incarico a Salvini aveva minacciato di fare ciò che ha fatto oggi: nominare un governo tecnico di sua fiducia, senza alcuna legittimazione popolare. Era tutto già scritto.

Giorgia Meloni ci è andata giù pesante, sei d’accordo con lei?

Si, stiamo valutando con fior di costituzionalisti con la schiena dritta i presupposti per una messa in stato di accusa del Presidente secondo l’articolo 90 della Costituzione. Ovviamente questo percorso, se verrà attivato, dovrà andare di pari passo con l’approvazione di un emendamento alla legge elettorale per introdurre il premio di maggioranza che noi FdI già chiedemmo mesi fa. Non ci ascoltarono ed è finita così. Bastano pochi giorni per modificarla poi si può chiudere anche la parentesi Cottarelli e restituire la parola agli italiani.

Noi crediamo che però ci sia qualcosa di strano, che Salvini e Berlusconi siano stati capaci di fare lo sgambetto al movimento 5 Stelle uscendone rafforzati. In Lega c’è Bagnai, perché Savona?

Bagnai ha posizioni più forti di quelle scritte nel contratto di governo e nessuna esperienza istituzionale pregressa. A quel punto l’obiezione di Mattarella sarebbe stata in qualche modo più fondata. Savona invece era una figura inattaccabile, in linea con le posizioni, peraltro piuttosto blande, contenute nel contratto. Per questo a maggior ragione il veto sul suo nome è ingiustificabile.

Benissimo, capiamo il ragionamento, ma perché Matteo Salvini non avrebbe accettato Giosgetti al posto di Savona? Noi crediamo che la svolta si sia avuta dopo che Berlusconi, potendo essere rieletto, ha dichiarato ufficialmente di non appoggiare la maggioranza e che il CdX non era finito. Oggi il CdX è sopra il 40%, per te è una ricostruzione azzardata?

Che Berlusconi avesse chiesto a Matteo di far saltare il tavolo non è un mistero, eppure io penso che il tentativo di Salvini sia stato sincero. Lo dico dalla posizione di chi come noi non lo aveva condiviso evidenziandone tutte le criticità e aveva già annunciato che non avrebbe votato la fiducia al governo giallo-verde. Una posizione di estrema coerenza, quella di Giorgia Meloni, che non ha esitato a comportarsi da patriota nel momento in cui la Patria è stata ancora una volta vilipesa e umiliata. Una coerenza che vale doppio, proprio perché non si trattava di difendere un nostro ministro o un nostro governo, ma un principio più alto come l’indipendenza nazionale.

Salvini non ha detto nulla contro Mattarella ieri sera (nella nostra valutazione servirà dopo le nuove elezioni a dare l’incarico a Salvini), Berlusconi lo ha elogiato, la Meloni lo ha attaccato. Un Cdx per tutti gli elettori o confusione in atto?

Salvini ha in testa solo le elezioni ma mi auguro che, se verrà presentata la richiesta di impeachment, la voterà insieme a noi e ai 5 stelle. Le dichiarazioni di Berlusconi filo-Mattarella francamente mi hanno stupito negativamente: la sensazione è che un certo cerchio magico aziendale lo allontani sempre di più dal sentire comune del popolo. Lui che è stato il primo dei populisti oggi assume posizioni per tenere buono lo stesso establishment che nel novembre 2011 lo ha mandato a casa. Spero che nei prossimi giorni si possa fare chiarezza e provare a ricostruire un centrodestra unito, che rimane l’unica prospettiva di governo serio per questa nazione. Di certo per noi la sovranità nazionale é l’elemento dirimente.

Carlo, il due giugno sarai ospite a un convegno in Domus Orobica sulle politiche identitarie organizzato dal Fronte Identitario, per te quanto è importante l’identità? Nel ragionamento del Fronte Identitario, che si autodefinisce di ispirazione comunitarista, l’identità ha inizio con il passaggio di usi e costumi come tradizioni e cultura da padre in figlio, concordi?

Intanto ringrazio gli organizzatori per l’invito, mi confronto sempre volentieri con chi fa dell’identità la propria bandiera. Viviamo in un mondo che ci vorrebbe tutti apolidi, atei e asessuati: senza Patria, senza Dio e senza neppure un’identità sessuale e familiare, monadi perfette da piegare al consumismo e al relativismo.

Bene, ora dai un sospiro di sollievo a chi legge: quale futuro positivo ci attende?

Siamo in giorni cupi per la nostra Nazione, piegata da chi la vuole sottomettere e umiliata da chi la dovrebbe difendere. Ma c’è un vento della Storia che non si può fermare e questo soffia dalla parte delle identità dei popoli, contro il mondialismo e il relativismo culturale. La battaglia sarà durissima ma sono convinto che alla fine prevarremo.

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