E FU COSÌ CHE RISCOPRIMMO IL MEDIOEVO

Centocinquant'anni per demolire il mito dei "secoli bui"

Una delle prime edizioni che rivalutarono il Medio Evo, sfidando la leggenda nera e mostrando le sue meraviglie artistiche fu la casa editrice Zodiaque. Fondata nel 1953 dal monaco benedettino dom Angelico Surchamp, nato a Troyes nel 1924 che è scomparso proprio agli inizi di marzo.

Negli anni Ottanta era abbastanza difficile trovare dei libri sul Medioevo che non riproponessero la leggenda nera sui quelli che erano chiamati “secoli bui”. A fare luce sulla civiltà di quei secoli dal punto di vista religioso, culturale e artistico poche coraggiose case editrici e tra queste le Edition Zodiaque. Fondata nel 1953 dal monaco benedettino dom Angelico Surchamp, nato a Troyes nel 1924 che è scomparso proprio agli inizi di marzo di quest’anno all’età di 94 anni.

Grande appassionato d’arte, studia con l’astrattista Albert Gleizes (1881-1953), battezzato col nome di Josè, prende il nome di Angelico, per la grande ammirazione per il Beato Angelico, quando entra nell’abbazia benedettina di La Pierre-Qui-Vire nella parte centrale del Morvan, zona montagnosa della Borgogna. Il suo amore per l’arte e l’arte cristiana in particolare lo porta a far nascere, prima una rivista, nel 1950 e poi, l’anno successivo, la casa editrice che arriva ad avere un catalogo ricchissimo (150 titoli) dedicato all’arte e alla civiltà del medioevo anche se il primo volume, scritto proprio da Surchamp, sarà dedicato all’arte astratta, suo primo amore. La casa editrice si dedica alla diffusione della conoscenza dell’arte romanica iniziando dalla Borgogna, culla del romanico cristiano, per poi allargarsi al romanico di tutta la Francia, ma anche dell’Italia e dell’Europa intera dal Belgio alla Germania fino alla penisola Iberica, alle isole britanniche e al mondo scandinavo.

Il nome Zodiaco, voluto per la casa editrice, rappresenta un simbolo e il “desiderio di ritrovare una vera nozione del tempo basata sulle leggi di natura” e il ritorno “a una vita normale, inscritta nel flusso voluto da Dio”. “Noi pensiamo – dicono gli estensori del sito www.romanes.com – che l’arte ci interessa nella misura in cui sfocia nell’umana avventura”. La presenza dei segni zodiacali sulle chiese romaniche rappresentano ancora qualche cosa di misterioso, ma di stimolante per lo studioso dell’arte medioevale e tali erano dom Angelico e i suoi collaboratori. E per loro parlare dello zodiaco significava parlare del tempo, quello naturale “che si misura il movimento dei pianeti nella sfera celeste”. Purtroppo le difficoltà nella gestione della tipografia monastica hanno portato, l’anno successivo ai festeggiamenti per i cinquanta anni di attività, nel 2002, alla vendita al gruppo PVC-DDB. La tipografia dell’abbazia, che ha visto all’opera tanti monaci, è stata poi costretta alla chiusura.

Zodiaque contribuisce con la sua storia alla riscoperta dell’arte romanica mettendo in evidenza la dimensione spirituale attraverso splendide fotografie in bianco e nero che fanno toccare con mano la luce che si irradia da quelle pietre attraverso un vero e proprio “breviario visivo”. Ma non solo le fotografie,  anche i testi di autori importanti arricchiscono le opere, primo fra tutti Raymond Oursel (1921-2008) che ha firmato, assieme ad altri venti titoli, La Civiltà del Medioevo (Zodiaque, 1968) portata in Italia da Jaca Book nel 1982. Volume nel quale si viene introdotti alla civiltà medioevale demolendo la leggenda nera, ma senza sostituirla con alcuna leggenda rosa. La realtà storica viene descritta nei volume di Zodiaque e le pietre fotografate parlano più di ogni altro testo. Jaca Book ha avuto il grande merito di riproporre parte del catalogo sull’Europa romanica fino alle nuove iniziative editoriali di Zodiaque che, dagli anni 90 hanno descritto l’arte religiosa nel resto del mondo. Uno degli ultimi volumi è dedicato al medioevo armeno (2000). Chi negli anni Ottanta ha amato questi volumi sentirà un grande affetto per il monaco che grazie al suo amore per l’arte e l’arte cristiana medioevale ha fatto tanto per la verità storica in un modo molto “moderno” per l’epoca unendo una ricca iconografia a testi profondi e scientificamente validi con molte indicazioni utili per un utilizzo come guida turistica dei volumi proposti.

Andrea Bartelloni per lanuovabq.it

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