FAKE NEWS? L’ENNESIMA LEGGE BAVAGLIO

Le bufale girano e continueranno a girare, ma qui si vuol mettere un bavaglio agli editori "scomodi"

Voi non siete normali, avete bisogno di un medico bravo

Così tuonava circa un mese e mezzo fa Matteo Salvini al Parlamento Europeo durante uno dei suoi interventi. L’oggetto della questione, riguardava il tema di discussione scelto dal Parlamento in quella giornata: le fake news e le bufale su Facebook.

Siamo in piena emergenza terrorismo, il fenomeno dell’immigrazione è ormai fuori controllo e i signori di Bruxelles – che stando ad alcuni dati costano ai cittadini europei circa 1 miliardo e 790 milioni di euro l’anno – non trovano nulla di meglio da fare che discutere di “bufale online”. Roba da ricovero immediato. Cosa si nasconde però dietro questa “guerra alle fake news”?

Il ragionamento è abbastanza semplice. Negli anni ’80 e ’90, la politica riusciva a veicolare il consenso attraverso i canali televisivi. La televisione, spesso controllata dai partiti tradizionali, era il principale divulgatore di notizie e di conseguenza riusciva anche ad indirizzare il pensiero e la coscienza politica dei cittadini. Passato remoto naturalmente. Con l’avvento della rete questa strategia dei “poteri forti” si è inceppata, ed ecco che, nel corso degli anni, numerose tematiche sono divenute oggetto di discussione sui media nazionali grazie anche al contributo di numerosi “ think-thank” del web, che da anni si impegnano facendo controinformazione. In sintesi, la televisione è controllabile mentre la rete no. Una situazione sicuramente preoccupante per i burocrati europei che, soprattutto in questi ultimi anni, stanno capendo quanto si sia ampliato il divario tra loro ed il popolo.

A noi – uomini liberi – quindi non disturba affatto etichettarli come dei “pazzi”, anzi, per certi versi ci diverte evidenziare la loro sempre maggiore incoerenza associata alla completa inutilità del ruolo che rappresentano. Facce da “straccio umido”, come disse qualche anno fa Nigel Farage dell’Ukip inglese riferendosi a Van Rompuy, ex Presidente della Commissione Ue. In fondo come facciamo a dargli torto? In Grecia, grazie alla Troika e alla complicità del governo nazionale, è stata privatizzata la sanità, svenduti i monumenti storici al migliore offerente, smantellata l’industria nazionale. Un paese – la Grecia – in cui il tasso di mortalità infantile è salito di quasi il 35% negli ultimi 9 anni. Un greco su quattro non ha i soldi per curarsi e vive in una situazione di estrema povertà. In Italia il “ritornello” è abbastanza simile. Migliaia di esodati per colpa della “Legge Fornero”, scuole che cadono a pezzi, disoccupazione giovanile in costante aumento, crescita del PIL pressochè inesistente, parliamo di un vero e proprio disastro.

Mentre loro pensano alle fake news e alle bufale i popoli europei periscono a colpi di spread e di austerity, questa è la dimostrazione evidente di quanto distante sia Bruxelles dai problemi dei cittadini europei, una distanza incolmabile e per certi versi soffocante. Ha quindi ragione Matteo Salvini, infatti nonostante i vostri “bavagli” c’è chi continuerà comunque a dire la verità e a fare controinformazione. Quasi dimenticavo, l’invito ad andare da un “medico bravo” rimane sempre valido.

Gianmarco Monaco

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