BASTA CON LA FROTTOLA CHE GLI IMMIGRATI CI TOLGONO IL LAVORO

Trovate un'altra motivazione per non volerli sul territorio, perché quella vecchia scusa non sta in piedi

Immigrato, profugo, migrante, chiamatelo come volete. Certo è che negli ultimi anni è su di lui che il dibattito si inasprisce e su di lui si giocano diverse interpretazioni su cosa sia giusto fare. Un mio punto di vista l’ho presentato in un’intervista alla Voce d’Italia e rinnovo la logica per cui gli europee si dovrebbero unire agli immigrati, profughi, migrati o come volete chiamarli per sovvertire il sistema capitalista, unico vero colpevole dello sfruttamento dei popoli e delle persone.

La questione sul perché vengono indotti a venire in Europa è semplice. Servono ad abbassare i salari minimi e spesso ancora più bassi, la volontà di coloro che detiene il potere economico è quella di sostituire la manodopera europea con una più economica e pronta a tutto per competere con i paesi in Asia.

Quindi tutta la questione sul perché vanno aiutati prima gli italiani e gli europei si basa solo su fattori economici? NO, assolutamente no. Il primo punto da affermare e su cui NON è possibile transigere è il senso di appartenenza e il sentimento di condivisione. Coloro che dicono “bisogna aiutarli” hanno ragione, va fatto e lo si deve fare perché è fondamentale aiutare i deboli, le persone in difficolta. Ma c’è una questione che va considerata.

Prendiamo a esempio una famiglia, la sua composizione riguarda anche i parenti stretti, quelli di sangue e poi quelli acquisiti. Tutti, non c’entra se si è di sinistra, destra, centro, apartitici o quel che volete voi. Tutti se hanno delle possibilità aiuteranno prima il proprio parente bisognoso e poi, nel caso vi fosse la possibilità, lo sconosciuto. È un fatto normale e giusto, perché la famiglia è la cellula della società in cui viviamo e la nostra società è costruita da coloro che ci hanno preceduto. I nostri padri, le nostre madri, sono coloro che con il sacrificio hanno permesso a questo paese di esistere e divenire una potenza mondiale. Il rispetto dei loro sacrifici passa anche da scelte ben precise, prima i figli di coloro che hanno contribuito a fare grande il nostro paese.

È in questa logica che deve essere interpretato il pensiero “prima gli italiani” e non perché ci rubano il lavoro, non per una questione di carattere economico come spesso si sente dire da coloro che agiscono in difesa del nostro popolo. La questione è di principio, è etica, è morale non economica. Non è neomarxista.

Una seconda questione importante è quella demografica, ci viene spiegata l’importanza dei migranti etc. in relazione al calo demografico del nostro paese. La prima idea sensata di chi spiega l’accoglienza dei profughi dovrebbe essere quella di attivarsi per politiche di crescita demografica e poi, nel caso, prendere in considerazione la “sostituzione” di una popolazione con un’altra, cioè se un popolo va verso l’estinzione e non è possibile praticare un sistema di aiuto per ringiovanirlo è comprensibile prendere in considerazione l’accoglienza per rimpiazzare la diminuzione della popolazione. Ma oggi, i profughi, migranti e immigrati che sono non vengono a sostituire ma sono “mantenuti” da chi in Italia paga le tasse e questo mantenimento avviene sulle spese di coloro che sono in difficoltà economica. Se si spende per un emergenza come l’immigrazione sarà naturale che le risorse utilizzate non saranno più accessibili per altro tipo di emergenze ed è così che troviamo i migranti in hotel e i terremotati in tenda a meno 5 gradi. Ma la questione è ancora più grave, tutti coloro che si occupano di economia sanno bene che una popolazione cresce e si sviluppa grazie all’aumento della popolazione, al contrario delle logiche strampalate di Thomas Robert Malthus, e se in Italia il calo demografico porta a un calo di crescita è anche vero che, seguendo questa logica, noi sfruttiamo il continente africano importando da loro persone a sostituzione della nostra popolazione che non si rigenera e condannando loro a restare un paese impossibilitato a una crescita e a uno sviluppo.

Le cause che portano diverse popolazioni a spostarsi sono molteplici e in ogni modo le si guardi la verità è una sola: bisogna unire tutte le forze per rispondere all’attacco del sistema capitalista e ai suoi interessi di arricchimento tramite lo sfruttamento.

Fabrizio Fratus

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