LA PARABOLA DI SAN FRANCESCO E DEL MONTE DEI PASCHI DI SIENA

In verità fu San Francesco a creare MPS ma non fu per derubare i risparmiatori

C’è stato un tempo in cui l’economia sapeva guardare in viso le persone, anzi le rispettava: si chiamava economia di mercato, formula squisitamente italiana, anzi toscana, che ebbe la sua massima manifestazione nel XVI sec, ovverosia con l’Umanesimo.

La divisione del lavoro, la libertà d’impresa, la competizione erano positive sfacettature del bene comune, volto a condividere e mai a escludere. La stessa parola company, derivando dal latino cum panis, ovvero colui col quale condivido il pane, fa comprendere quanto l’economia premoderna avesse un approccio diverso alla persona e la competizione fosse di tipo cooperativo e non posizionale: per raggiungere un obiettivo bisogna mettersi assieme (cum=con, petere=andare verso), Cesare già ne parlava nel de bello Gallico.

Ma cosa c’entra il MPS, con San Francesco e questi con l’economia di mercato? Ebbene c’entra e molto, perchè coloro che fondarono i monti di pietà furono i francescani ed il MPS nacque proprio come monte di pietà, strumento – allora – di fuoriuscita dalla povertà. Infatti, nella sua regola, S. Francesco combatte la miseria che schiavizza ed induce al peccato. Il mercato era quindi – a quel tempo – luogo di umanizzazione e di democrazia, ove le persone incontrandosi stabilivano relazioni e nessi di reciprocità.

Oggi invece il MPS è un perfetto simbolo dell’economia di mercato di tipo capitalistico: non più luogo di umanizzazione, ma di scontro, nel quale la competizione posizionale è volta ad escludere gli altri giocatori o, meglio, a farli fuori. Ma è anche e soprattutto simbolo di quanto economia e politica abbiano invertito i ruoli: laddove l’economia era il regno dei mezzi e la politica dei fini, ora è l’economia il fine e la politica, subalterna, un mero mezzo non più idonea a porre un argine ad una economia che, scevra del valore autentico della parola ed in nome di un individualismo libertario, ha speculato e tutt’ora specula mortificando la dignità umana.

Quindi? Quindi non ci dobbiamo inventare nulla: agli ingessati esperti che parlano di crisi celandosi dietro tautologici discorsi funzionali a far sentire l’interlocutore uno sciocco qualsiasi, è d’uopo opporre l’esperienza, senza con ciò sottintendere che si debbano abbandonare i progressi conquistati. Semmai, nell’economia della conoscenza, quale è quella odierna, tutti siamo chiamati a pensare ed a condividere per essere competitivi, mentre alla politica è chiesto di riappropriarsi del suo ruolo.

Silvana M. Ramorino

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1 Commento su LA PARABOLA DI SAN FRANCESCO E DEL MONTE DEI PASCHI DI SIENA

  1. DIPARTIMENTO FAMIGLIA LEGA NORD LIGURIA // 10 gennaio 2017 alle 16:32 // Rispondi

    Ciao Marco,

    grazie dell’aggiornamento.

    ti giro un articolo nato dallo scambio tra gli appartenenti a questo “contenitore di pensiero” che gentilmente hanno tradotto in articolo il mio pensiero..povera me, debbo stare attenta: qui tutto finisce subito in rete!

    Mi piace

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