ECCO PERCHÈ VOTARE ADESSO RIPORTEREBBE RENZI AL GOVERNO

La proposta di legge elettorale del PD è il "Mattarellum", che però si potrebbe rivelare una fregatura per Salvini

Se è vero che il primo obiettivo del segretario della Lega Nord è quello di andare al voto il prima possibile, è anche vero che le condizioni in cui ci andrebbe il centrodestra non sono positive. Il Partito Democratico ha tutto l’interesse nell’ andare al voto con il Mattarellum, la legge nata dopo il referendum del 1993 in cui i collegi sono uninominali e a sistema maggioritario (per il 75% degli eletti) e il restante 25% con metodo proporzionale con sbarramento al 4% senza preferenze; infatti, contro tutte le previsioni, nel 1996 grazie a questo metodo il centrosinistra vinse sul centrodestra e Prodi andò a governare il paese per circa 3 anni.

Il metodo è vantaggioso per il PD perché premia il candidato con la maggioranza relativa nel collegio. Ma cerchiamo di capire come funziona: prendiamo ipoteticamente un collegio elettorale e ipotizziamo che ci sia un candidato del PD, uno del M5S e uno del Cdx. Il candidato eletto sarebbe colui che ottiene un voto più degli altri, il metodo vuole premiare il maggiore referente del territorio in relazione all’appartenenza politica. Ma è realmente così? Davvero gli elettori hanno potere decisionale? No, al contrario di quanto si dice, il metodo elettorale denominato Mattarelum è assolutamente negativo e non contribuisce alla scelta dei candidati. I candidati nei collegi uninominali sono sempre espressione di accordi e spesso non sono rappresentativi del territorio, un collegio “forte” sarà spesso consegnato a un candidato con potere nel partito.

Se questo è il problema per quanto riguarda l’elettore del partito democratico per un elettore del centrodestra è ancora peggio: se infatti la coalizione sarà composta da Lega, FdI e Forza Italia, gli elettori della Lega si troverebbero in molti collegi candidati di Forza Italia o di Fratelli d’Italia come quelli di FI e di FdI troverebbero quelli della Lega. Immaginiamo un elettore della Lega a dovere votare per un rappresentante di Forza Italia… Un candidato del partito iscritto al Ppe in Europa e che sostiene le politiche della Merkel, per esempio.

Il Mattarellum ha poi una parte corrispondente al 25% dei parlamentari eletti con sistema proporzionale con sbarramento del 4% senza preferenza; quindi la legge proposta dal PD è impostata in modo tale che gli eletti siano diretta emanazione delle segreterie di partito e non realmente rappresentanti del territorio: una legge che premia la maggioranza relativa per collegio e non la rappresentanza territoriale dei partiti a livello nazionale.

Ma perché Matto Salvini sostiene questa legge elettorale? Il motivo principale è quelle di andare ad elezioni il prima possibile: ma se si andasse a elezioni con il Mattarellum si premierebbero il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle e non certamente una coalizione di CDX (sempre che si riesca a creare) che per arrivare a oltre il 30% dei consensi nei diversi collegi uninominali dovrebbe accordarsi con qualsiasi tipo di organizzazione, cosa che potrebbe allontanare molti elettori. Inoltre c’è un ulteriore problema, il Mattarellum non garantirebbe un governo ma, probabilmente, creerebbe le migliori condizioni per un ulteriore “inciucio” a livello di rappresentanza parlamentare in quanto nessun partito otterrebbe la maggioranza degli eletti e quindi si sarebbe obbligati, per formare un governo, a strane alleanze.

A che cosa servono le primarie? Un’altra strana idee che circola tra i segretari di centrodestra è quella delle primarie per scegliere il candidato al governo della coalizione: in realtà questo metodo ha dei limiti è molto pericoloso. Da una parte in Italia non c’è una legge per cui l’indicazione dettata dai partiti è vincolante per il mandato a formare un governo da parte del presidente della Repubblica (vedi vicenda Bersani) e soprattutto non è vero che ci vince le primarie sia per forza (anzi) colui che gli elettori di una coalizione vorrebbero alla guida del paese. Il grosso rischio è che Salvini, credendo di essere vincente sulla base dei sondaggi e del consenso popolare, si ritrovi poi brutte sorprese. Infatti:

  • I sondaggi si basano sulle intenzioni e non sul reale comportamento degli elettori;
  • Salvini ha un ottimo seguito ma non tiene conto che, soprattutto al centro-sud, gli elettori sono condizionati da motivazioni ben diverse dalla semplice opinione politica;
  • Persino a Milano, ad esempio, il segretario della Lega è stato battuto in termini di preferenze dalla Gelmini nonostante sia fuori discussione la differenza di seguito che hanno i due politici.

L’idea che siano un buon metodo per “eleggere” il rappresentante di coalizione, nasce dunque da valutazioni che però non tengono del sistema e della tradizione elettorale italiana. La vera questione è: perché nessuno promuove un sistema elettorale basato sui metodi con cui si eleggono i sindaci e i presidenti di Regione? Un sistema sicuro che garantisce la governabilità e la rappresentanza reale dei partiti.

Fabrizio Fratus

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1 Commento su ECCO PERCHÈ VOTARE ADESSO RIPORTEREBBE RENZI AL GOVERNO

  1. La risposta era la legge elettorale italicum. Meglio una coalizione larga di centrodestra che solo il PD a governarci! I guai dell’Italia non sono colpa della merkel ma della incapacità’ dei manager delle industrie, dell’inesistente senso nazionale e del macigno chiamato spesa corrente e debito pubblico.

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