BASTA UN SÌ PER UN GOVERNO TECNICO AD ÆTERNITATEM

Il 4 dicembre si avvicina...

La fatidica data si avvicina. Il 4 Dicembre dovremo barrare SÌ o NO; certo poi ci sarà qualcuno, anzi probabilmente parecchi visto l’andazzo delle consultazioni degli ultimi anni, che se ne starà a casa e se ne infischierà altamente.

Il 4 Dicembre siamo chiamati ad una “svolta epocale “, secondo una parte del vulgus in melius, secondo l’altra in pejus. I sostenitori del SÌ, ossia principalmente quelli che votarono NO alla devolution del 2006, considerandola quasi quale attentato alla costituzione dello Stato, ora invece pretendono di convincerci che votando SÌ il nostro Bel Paese migliorerà. Le suddette persone sostengono sia assolutamente necessario un cambiamento. Io potrei anche essere concorde nel “cambiare”, nel “migliorare”. Ma a tal punto mi chiedo, e domando pure a questi smaniosi “rivoluzionari”: quale cambiamento?

Al netto della riduzione dei componenti il Senato con conseguente taglio delle spese, operazione surrettizia e che presenta diverse falle perché qualcuno deve ancora spiegarmi la riallocazione dei dipendenti del Senato stesso ed addirittura si ipotizza un loro aumento; al netto del superamento del bicameralismo perfetto paritario, anche qui trattasi di ennesima “porcata”, giacché il “nuovo” Senato potrebbe intervenire su qualsiasi ddl, nonchè votare tutte le leggi costituzionali ed intervenire circa le relazioni con la UE; a prescindere dall’abolizione del CNEL (che non viene abolito, ma solo rimosso dalla Costituzione, NdR) e dalla revisione delle competenze Stato/Regioni, modifica anche questa che andrebbe a comportare caos e scontri costanti tra il primo e le seconde, insomma, tralasciando questi tecnicismi, seppur importanti, qui siamo di fronte ad un evidente annichilimento della Società. Progressivamente i nostri governi guidati da tecnici mandatari della Troika ci stanno privando di tutti i nostri diritti sociali, barattando ciò con l’elargizione di diritti civili.

E arriveremo al punto in cui saremo privati anche di questi ultimi. Concedendo tutto a tutti, nessuno avrà più niente.
Abbiamo perso la nostra sovranità in nome di un’Europa che non rispetta i suoi Popoli, molti di noi hanno perso il lavoro, molti non lo troveranno mai, altri rinunciano alla salute (trattasi di principi sanciti nella nostra Carta Costituzionale), tantissimi hanno perso la propria dignità e la mattina quando si svegliano provano vergogna a guardare se stessi nello specchio.

Il 4 Dicembre io non dico NO a Renzi o alla bella Maria Elena. Essi sono solo marionette guidate da burattinai molto più pericolosi. Il 4 Dicembre io dico NO ad un’Italia serva delle plutocrazie, NO ai suicidi di padri di famiglia che senza lavoro non hanno più il coraggio di guardare in faccia la propria moglie ed i propri figli, NO all’annientamento dei nostri Valori, delle nostre Tradizioni, NO alle lobbies, NO all’individualismo, NO a tutto ciò che ci ha condotto a questa situazione e che ci condurrà all’oblio.

Tutti insieme, componendo un grande fronte comunitario, votiamo NO per noi stessi, per le nostre famiglie, per la nostra Libertà.

Kevin Bonetti, ovvero Il Siriano

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