Buttafuoco: “Il 4 dicembre si vota No per il broncio della Boschi”

RASSEGNA: L'intervista de 'Il Populista' al giornalista Pietrangelo Buttafuoco

Nei suoi editoriali Pietrangelo Buttafuoco non ci risparmia mai cultura, tradizione e sostanza etica della politica. E non lo fa neanche in questa chiacchierata scanzonata in cui la fragile Italia viene messa a nudo parlando dei suoi più grandi commedianti, da una parte Silvio Berlusconi e dell’altra Matteo Renzi, figli di Mediaset per ragioni diverse.

Pietrangelo, in un recente editoriale hai affermato che alla fine Berlusconi spera vinca il Sì al Referendum, anche se Forza Italia si schiera per il No. L’uomo soffre di bipolarismo, o è solo un acuto preservatore dei suoi interessi?

Per lui, e stiamo parlando del geniale protagonista di un ventennio tutto arci-italiano, vale un solo comandamento: “Non si scherza con la mobilia”. Quel che lo riguarda è il suo stesso patrimonio. Ed è ovvio che abbia in uggia tutto il formalismo della politica politicante. Tiene in vita, per quel che resta, il poco di Forza Italia. La destina al No nell’attuale campagna referendaria mentre alla sostanza del suo “mobilio” affida l’urgenza di far vincere il Sì, ovvero, tenere in vita, il più a lungo possibile, il Governo Renzi. Fa testo quello che dice Fedele Confalonieri, non certo quello che dichiara Renato Brunetta.

Bernardo Caprotti si è spento dopo una vita a lottare contro i padroni “rossi” nel mondo dei supermercati. Post morte lascia una eredità: “Mai vendere alle Coop”. Una storia come quella di Esselunga fa lustro all’Italia liberale. Politicamente esiste ancora quel prato elettorale del centro-destra?

Il prato elettorale del centro-destra è, in realtà, una prateria. Corrisponde alla stragrande maggioranza degli italiani cui è negata da sempre – vorrei dire già dal 1948 – una rappresentanza politica e culturale. È un’area dalla forte identità da sempre defraudata. Venne infatti tradita dalla Democrazia Cristiana che volle trascinare le masse votanti nel baratro del centro-sinistra. E venne poi umiliata quando, da “popolo delle partite Iva”, dovette costringersi alla “proletarizzazione”. Oggi, infatti, ogni libera professione altro non è che una variante del precariato. Una storia come Esselunga è solo un’eccezione, peraltro coincidente con la biografia del proprio fondatore. La norma, invece, è quella di un’economia sempre più marginale nel mercato.

Il Papa è stato duro contro la “teoria gender” insegnata nelle scuole, che potrebbe portare i bambini a cambiare corso nel loro orientamento sessuale o comunque esaltare comportamenti non in linea con la natura. Qual è la tua posizione?

La mia posizione personale è, se è possibile ancora più a destra di quella del Papa. Non intendo esaltare comportamenti non in linea con il Disegno di Dio, l’Altissimo.

La Costituzione ha bisogno di una rottamazione? E se sì, questa targata Boschi-Renzi può portare beneficio alla governabilità e all’efficienza del Paese?

So soltanto che voto no. E voto no perché così… CONTINUA A LEGGERE

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