A SAPERE CHE MI BECCAVO L’HIV, NON CI VENIVO A LETTO CON TE

Magari non scopare col primo che passa aiuterebbe

A Milano, con una cadenza regolare, viene lanciato il solito e terribile allarme sociale del virus HIV: 26.000 nuovi sieropositivi accertati in Lombardia. Per la precisione, i giornali riportano che circa 13.000 sono a Milano e che 900 sono casi acclarati di AIDS. E solo a sentire la parola AIDS, correlata a morte, crea terrore.

Ma fermi tutti: la Regione, nostra salvatrice, scende in campo per salvarci! E lo fa tramite il consigliere Fabrizio Cecchetti il quale, sempre molto attento soprattutto alle coppie omosessuali, presenta un emendamento approvato all’unanimità. In sostanza stanzia 30.000 euro per la campagna di prevenzione per malattie sessualmente trasmissibili, con particolare attenzione nei confronti dell’AIDS. L’assessore Massimo Garavaglia si è lanciato oltre e ha assicurato 60.000 euro per gli anni successivi. Samo contenti e felici quando le persone che ci governano sono attente e difendono la salute dei cittadini. Ma a noi qualcosa non torna e vorremmo che una volta per tutte, senza farsi un po’ fregare da lobbies farmaceutiche e interessi particolari ci spiegassero alcune cose riguardo l’HIV.

Abbiamo trovato su youtube un efficace documentario dal titolo HIV INFORMA: “La Scienza del Panico” – Quello che non ti hanno detto sull’aids; in cui diversi ricercatori e medici spiegano alcune cose su questa grave malattia. Nel video troviamo Vincente Soriano, direttore del lab. di Immunopatologia dell’AIDS, istituto di Sanità Carlos III che presenta delle argomentazioni molto interessanti sui dati relativi alla Spagna e alla diffusione della malattia. Troviamo Marco Ruggiero, professore molecolare all’Università di Firenze che presenta studi cinesi in cui si pratica sesso senza protezione tra gay non si riscontrano casi di HIV; o Peter Dueseberg, virologo e docente di biologia molecolare e cellulare dell’Università della California che spiega che non vi è nessuna certezza che l’aids si trasmetta sessualmente o Juliane Sacher, dottore, specialista nel sistema immunitario, aids e cancro racconta che in uno studio durato 10 anni in California, nel quale 442 coppie con un partner sieropositivo e l’altro negativo non registrarono casi di contagio (tutti i rapporti furono senza protezione). Per non parlare del fatto che non vi è un test uguale e specifico in tutti i paesi che dimostri la vera sieropositività, tant’è che molti pazienti a cui venne diagnosticato l’HIV erano in realtà sani. Tra le questioni sollevate vi è quella del test, sembrerebbe che facendo il test per l’Hiv dopo avere fatto un vaccino si risulti positivi. Nel video sono state sollevate diversi quesiti che andrebbero analizzate senza guardare agli interessi di molte case farmaceutiche. Ma ancora più interessante è la promozione dei profilattici contro la diffusione della malattia. Noi del Talebano ci occupammo di questo problema circa due anni fa per un dibattito televisivo sull’Aids con Rosaria Iardino a Vero Tv e scoprimmo che Il professor Joannes .P.M. Lelkens, anestesiologia all’Università di Maastricht e docente di fisiologia all’Istituto “MEDO” di Kerkrade (paesi Bassi) per la famiglia e l’educazione sostiene che la probabilità di rimanere incinta utilizzando costantemente, in ogni rapporto sessuale, il preservativo varia il 9% e il 14%. Questo significa che se 100 coppie usassero per un anno intero esclusivamente il preservativo come anticoncezionale circa il 12% di donne rimarrebbero incinte. Il dato è confermato dall’Associazione degli ostetrici e ginecologi ospedalieri italiani (Aogoi).

Quindi? Questo studio prova che gli spermatozzoi possono passare attraverso il preservativo. Lelkens fa notare che il virus dell’AIDS e` piu` piccolo degli spermatozoi (0,1 micron) e perciò passa con più facilità attraverso i fori del profilattico. La tesi del prof. Lelkens è sostenuta da altri studi? Certamente e sono molteplici, prendiamo quello compiuto da C.M. Roland, capo della sezione “Proprietà dei polimeri” del Naval Research Laboratory di Washington, apparso in un articolo della rivista specializzata Rubber World del giugno del 1993.

“Sulla superficie del preservativo – scrive Roland – la struttura originale appare al microscopio come un insieme di crateri e di pori. Più importante per la trasmissione dei virus è la scoperta di canali del diametro medio di 5 micron, che trapassano la parete da parte a parte. Ciò significa un collegamento diretto tra l’interno e l’esterno del preservativo attraverso un condotto grande 50 volte il virus”. Sappiamo che la sanità è un “businness” e sappiamo che spesso coloro che legiferano su prevenzione e malattie sanno poco o nulla e spesso hanno specifici interessi. Non è certamente il caso da noi segnalato, Cecchetti come Garavaglia si muovono per sincera lotta al problema, ciò che a noi ci preme comprendere è se la metodologia sia corretta e se non sia ora di fare chiarezza su molte questioni sanitarie spesso presentate come problemi e in realtà utili ad arricchire cause farmaceutiche interessate ai grossi profitti.

Fabrizio Fratus

 

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