CRONACHE DALLA PROVINCIA (DI LATINA)

Ancora il biogas

Io vi vedo. Non ci credete? Allora ve lo dimostro, voi siete lì comodi e paciosi in provincia, nella bella e poco considerata provincia italiana, lontano dalla grande città e pensate di essere al sicuro. E’ vero anche che spesso vi sentite distanti anni luce dalle polemiche riguardanti il futuro assetto dello Stato e delle autonomie locali, come se la cosa non vi possa minimamente toccare. Voi dall’interno della vostra “turris eburnea” non capite cosa possa cambiare per voi se “passa il Si al referendum” oppure no, ebbene vi sbagliate clamorosamente. Leggete quanto sta accadendo nell’Agro Pontino e poi ne riparliamo.

Il vecchio detto “non c’è più sordo di chi non vuole sentire” con tutta evidenza è stato coniato per definire il  Consiglio Provinciale di Latina, ma nulla osta che potrebbe ben adattarsi al vostro in futuro, infatti egli ci ha dato una chiara prova di quanto tenga in considerazione le esigenze dei cittadini e del territorio in materia di ambiente e rifiuti. Basta leggersi la recente delibera 12 del 10/05/16 per capire la volontà dell’Organo Provinciale (nel frattempo divenuto non più eletto dai cittadini come rischia di essere il nuovo Senato made in Renzi & Boschi ma a voi questo interessa poco, vero?) di spalancare la porta a nuovi inceneritori, discariche e centrali biogas sul nostro territorio, già abbondantemente piagato da tali sciagure. Gli effetti della delibera si riflettono su un vasto territorio che ovviamente comprende la mia città cioè Aprilia ma non solo, estendendo i suoi effetti in pratica in tutto il nord della provincia, nonostante essa sia già piagata da ben nove impianti legati al ciclo dei rifiuti, ma evidentemente ciò non ha placato gli appetiti di “qualcuno”. Questo “qualcuno” evidentemente, aveva mal digerito il “Nuovo Piano Rifiuti Regionale” che seppur timidamente, ha cercato di porre un argine allo strapotere delle lobby affaristiche legate al ciclo dei rifiuti definendo come non necessari nuovi impianti e discariche.

Quindi è cosa evidente che mentre un organo elettivo con tutte le sue problematicità e storture, arriva ad un punto di non poter più assecondare i voleri dei “signori della munnezza”, e cerca di mettere un argine anche se in modo balbettante, poi arriva in soccorso un organo “nominato” che sfugge a qualsiasi controllo di democraticità e termina il lavoro sporco. Con tutta evidenza i Consiglieri della Provincia ritengono il nostro territorio vocato ad essere la pattumiera della regione o peggio, un tumorificio. Le statistiche del Registro Nazionale Tumori e diversi studi già lo attestano. Questo con buona pace di cittadini, agricoltori e imprenditori del comparto turistico che sull’ambiente vorrebbero poter avere garanzie di tutela legate al loro lavoro. Vale la pena sottolineare come tali indicazioni, provengano da un organo che dimostra di essere “sintonizzato” non sulle esigenze di presidio della salute dei cittadini, ma sui desideri di certi gruppi di potere e imprenditoriali sempre più famelici e che non hanno più lo spauracchio del “controllo popolare”, visto che i politici seduti sugli scranni provinciali non passano per un voto dal basso. Questa è la plastica rappresentazione di come i presunti processi di riforma costituzionale, siano attraversati da un forte intendimento anti democratico e di superamento del necessario rapporto con i territori.

Tale spirito li porta a privilegiare le richieste delle lobby  e anteporle a quelle dei cittadini, soprattutto quando in ballo c’è da decidere tra “denaro” e “salute” e per puro caso è sempre la seconda a rimetterci. Questa è buona ragione per votare NO al referendum di ottobre, e soprattutto è un messaggio molto chiaro. Voi vi ritenete al sicuro? Bene, vi sbagliate poiché arriveranno anche da voi se non li fermiamo. E i “nostri” cosa intendono fare? Una posizione la vogliamo prendere? Nel mio piccolo l’ho fatto, sabato 25 giugno ci sarà una conferenza con gli esponenti del mondo agricolo dal titolo “Biogas no, Agricoltura si” ad Aprilia (LT). Faremo sentire forte e chiara la voce di coloro che si oppongono alle logiche di sfruttamento dei territori e delle risorse naturali e che, con tali provvedimenti, colpiscono la salute dei cittadini seminando morte, sofferenza e distruzione. Se vogliamo essere alternativa a questo modo di fare politica e amministrazione, è questo il momento di schierarsi altrimenti vuol dire che si è scelto di stare dalla parte sbagliata della barricata.

Emanuele Campilongo

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