QUANDO L’EX MOGLIE TRASLOCA CON LA PROLE…

Finalmente arriva giustizia per i padri separati

La madre di una minore non può vivere in Sicilia se la casa coniugale e l’ex marito stanno a Trento.La Corte di cassazione, con la sentenza n. 43292, ha confermato la condanna per la mancata esecuzione dolosa degli obblighi del giudice (articolo 388 del codice penale) nei confronti della ricorrente, madre di una bambina di otto mesi, che aveva pensato di mettere più strada possibile tra lei e il suo ex marito andando a vivere in un paese dell’estremo sud mentre il padre della piccola viveva in una città del Nord.
Una sentenza storica che abbiamo deciso di commentare con Fabrizio Fratus, saggista vicino all’associazione dei papà separati della Liguria. Ecco l’intervista:

Finalmente una vittoria per i genitori a cui non viene permesso vedere i figli, cosa ne pensi?

“Si, la Cassazione ha stabilito che un genitore non può ostacolare la visita al figlio da parte dell’altro e nel caso lo faccia potrebbe perdere l’affidamento condiviso e deve risarcire il danno non patrimoniale”

Lo afferma la Corte di Cassazione con la sentenza n. 6790/16, depositata il 7 aprile, accogliendo il ricorso di un padre separato contro la decisione della Corte territoriale che riduceva l’entità del risarcimento del danno non patrimoniale in suo favore (inizialmente quantificato in 50.000 euro) e a carico della ex. Sono molti i casi simili?

“Purtroppo sono moltissimi e i figli vengono utilizzati come arma contro l’ex amato. È un atto squallido e decisamente da vigliacchi. Finalmente i giudici stanno comprendendo come procedere e speriamo in comportamenti più “normali”. I figli risentono moltissimo di queste situazioni ecco perché l’associazione dei Papà Separati della Liguria ha pubblicato un nuovo volume sul dramma delle separazioni; questa volta a raccontare sono i figli”

Il libro curato da Mauro Lami si chiama “Con i loro occhi”, un titolo molto interessante. Spiegaci quest’opera.

“Il progetto è interessante, dopo il primo volume curato da Miriam Pastorino (il delirio e la speranza) in cui a raccontare erano i padri ecco la visione da parte dei figli di cosa è per loro la separazione dei genitori. Vi sarà anche un terzo progetto e sarà la visione delle donne, anche loro vivono un dramma”

Ma tu cosa c’entri con questo libro?

“Da qualche anno collaboro con Lami e la sua associazione e ho contribuito con un racconto. La storia è quella di Giulio, un bambino di Milano i cui genitori si separano. La sua difficoltà a comprendere e il suo dramma interiore. La mia idea, ripetuta in tutti gli incontri coi padri separati, è quella che i figli dei separati avranno molte più difficoltà ad amare e si chiuderanno in se aumentando l’individualismo già insito in tutta la società”

In alcuni tuoi articoli hai presentato l’idea per cui la società è “indirizzata” verso un modello basato sull’individualismo e la libertà soggettiva. Confermi questa tua idea?

“Assolutamente si. È talmente evidente quanto sta succedendo. Ci sono molteplici elementi sociali per comprendere che la direzione è quella da me presentata. Il sistema di potere vuole assolutamente le persone scollegate tra loro, atomizzate e indipendenti. Si destruttura la famiglia per rendere uomini e donne soggetti “liberi”, si creano le guerre di genere (seminare odio con l’idea del femminicidio), la pornografia come l’ho descritta nel mio ultimo libro “l’ideologia del godimento” e molti altri fatti rappresentano una società il cui unico scopo è quello di vivere per se stessi”

Ma perché tu pensi quanto hai appena spiegato?

“La nostra società occidentale vive nell’iper capitalismo e il sistema si basa sul consumo, se i consumi diminuiscono nascono molti problemi economici. Una famiglia consuma meno di due soggetti singoli con figli, per esempio. Faccio un esempio: da una casa se ne devono utilizzare due, se prima il consumo era diviso e quindi attento in una logia ci “scala” con due case si aumentano i cosumi di: energia elettrica, riscaldamento, cibo, tasse, spese condominiali… Non serve che vada avanti? Vero! Poi aggiungiamo la rivalsa nei confronti dell’altro e quindi più consumi per realizzare i desideri dei figli. Le spese per le vacanze”

Ciro Troise per La Voce d’Italia

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