IL FEDERALISMO È FUTURISTA. IL FUTURO È FEDERALISTA

Perché zang tumb tumb

Anno Domini 1919. Macerie ovunque, ma la guerra è vinta. Dieci anni dopo il Manifesto del Futurismo, Marinetti raccoglie una ventina di scritti politici nel volumetto Democrazia Futurista.

Un libercolo veloce, onirico, piuttosto disomogeneo: cioè, futurista (sicuramente, non Talebano).

Dopo (quasi) cento anni, vogliaMo riportare il breve passaggio di questo manuale dell’antipassatismo in cui l’autore (anche con le parole del poeta Paolo Buzzi) propugna il decentramento. E lo facciamo per una serie di motivi: primo, per l’attualità delle parole; secondo, per confutare la vulgata dei futuristi fassisti (e quindi centrallisti); terzo, perché zang tumb tumb.

In Italia bisognerebbe essere incoscienti per non comprendere che la chiave di volta del miglior assetto pubblico (ed io aggiungo la sola piattaforma positiva sulla quale si dovrebbero impiantare le imminenti elezioni) è il Decentramento. [..] Ma io lo dico fin d’ora: per ben decentrare, bisogna che si trovi già saldamente impiantato il telaio organico delle Amministrazioni centrifughe. Si potrà e si dovrà, ben inteso, fare tutta una rifusione di forze burocratiche, liberamente scambiabile, dal centro alla periferia, per tenere conto di tutti i lavoratori disponibili e delle conseguenze diverse.

Ma il montaggio dei pezzi dislocati non potrà essere fatto che intorno ai motori fissi di produzione etnica che già si trovano al loro posto. Lo Stato si scinderà in Regioni che le Provincie ricostituiranno sulla base delle loro tradizioni storiche, economiche, politiche e burocratiche.

I Comuni, prendendo alla lor volta fiato, oltreché dalle proprie tradizioni, in Italia magnifiche, dalle nuove correnti energetiche della vita nazionale, meglio producendo e meglio ricavando dall’àmbito costituzionale alleggerito, dinamizzati dallo stesso insveltimento del ritmo pubblico locale [..].

Perché tutti son d’accordo che i servizi miglioreranno se decentrati, non solo, ma ridotti d’organico. Date a dei giovani d’ingegno e di volontà una pattuglia pur scarna di lavoratori: e libertà d’azione e pieno senso di responsabilità. Ciò che fu fatto nelle trincee, si farà negli uffici.”.

In conclusione del discorso, tranchant conclusione marinettiana: “Bisogna procedere immediatamente al decentramento amministrativo; fare di ogni amministrazione uno strumento agile e pratico, diminuire di due terzi gli impiegati, raddoppiando gli stipendi dei Capi-servizio e rendendo difficili ma non teorici i concorsi. Dare ai Capi-servizio la responsabilità diretta e il conseguente obbligo di alleggerire e semplificare tutto.

Tutto ciò non basta, bisogna per raggiungere ad un’agile amministrazione decentrata poco costosa, semplificatrice e pratica, abolire l’immonda anzianità in tutte le amministrazioni..

Il futuro, poi, non è stato futurista.

AC

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1 Commento su IL FEDERALISMO È FUTURISTA. IL FUTURO È FEDERALISTA

  1. Solo i mafiosi si oppongono al federalismo, e in italia la mafia esiste, purtroppo.

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