DOMUS OROBICA: C’È ANCORA CHI È SOLIDALE

...e pensa a noi

Jesus gives the bread to a beggar on beige background

Oggi intervistiamo Laura, 36 anni, di Bergamo, da due anni portavoce dello spazio sociale identitario Domus Orobica in merito ad un’iniziativa di raccolta alimentare per famiglie italiane colpite dalla crisi economica.

Buongiorno Laura, lei è la portavoce dello Spazio Sociale Identitario Domus Orobica può dirci, in breve, di cosa si tratta?

Domus Orobica nasce a Bergamo nel 2014 con lo scopo di aggregare persone e realtà sociali (comunità, associazioni, gruppi di solidarietà, ecc..) della provincia dando vita ad uno spazio, slegato da partiti, che sia in grado di formare ragazzi, fare comunità e mettere in cantiere iniziative di carattere social-politico, culturale e solidale animate da valori comuni di “Dio, Patria e Famiglia”.

La vostra iniziativa di raccolta alimenti fa quindi parte di queste attività?

Esattamente, la raccolta alimenti è da inquadrare all’interno di un progetto, l’“Italia, frates”, che Domus Orobica ha lanciato a fine ottobre.

Italia, frates?

Si, “Italia, Frates” è un progetto di aiuto solidale che abbiamo deciso di creare a seguito delle crescenti richieste di aiuto che Domus Orobica ha ricevuto da parte di tante, troppe, famiglie italiane che a causa dell’attuale situazione economica si trovano in grossa difficoltà. Il nostro progetto è, a parole, molto semplice: aiutare quanti più nostri connazionali è possibile portando loro generi alimentari, abiti, beni di prima necessità, generi per l’infanzia, ecc.. Semplice a parole appunto, nella pratica come fate? Nella pratica i nostri militanti agiscono ai due capi della corda; da una parte si occupano di diffondere il progetto in maniera da ottenere quante più donazioni possibili e dall’altra di trovare e verificare tutte quelle famiglie o quelle piccole realtà solidaristiche, fuori dall’occhio dei media e dal circuito delle solite note “ONLUS”, a cui destinare i beni raccolti.

Prima hai parlato di abiti, generi per l’infanzia, ecc.. ma di fatto la raccolta al momento è solo di alimenti?

Come “Italia, frates” vogliamo riuscire a coprire quanti più beni di prima necessità risulti possibile ma, come detto prima, il progetto ha preso vita solo a fine ottobre e, nella pratica, è partito da meno di un mese; abbiamo ritenuto più efficace concentrarci inizialmente su beni di fondamentale importanza come gli alimenti, ma è un tutto in divenire.

Può dirci di più sul criterio di preferenza nazionale?

Molte delle famiglie che si trovano nella consolidata situazione di non riuscire ad arrivare a fine mese si scontrano davanti alla realtà di uno stato assente di fronte alle loro richieste di aiuto, ad istituzioni che spesso e volentieri emettono aiuti sociali prima a clandestini ed immigrati e poi, se avanza, lasciano le briciole ai contribuenti nostrani. Altra tragica difficoltà che tanti nostri fratelli si trovano ad affrontare è quella delle troppe fantomatiche “ONLUS” che, invece che aiutarli, sono sempre più impegnate ad assicurarsi gli stipendi a fine mese o a lanciarsi nel business dei “profughi”. Preciso che la scelta di aiuto ai soli italiani non è dettata da nessun intento discriminatorio o razzista ma dal semplice ritenerci in dovere di aiutare prima tutti i nostri connazionali messi in secondo piano dallo stato; crediamo che in una così drammatica situazione sociale una realtà come Domus Orobica, che trova nel patriottismo un proprio valore fondante, debba in primis occuparsi dei nostri fratelli.

Questo e altri tipi di progetti, quindi, fanno parte di un nuovo modo di “fare politica” che state portando avanti in Domus?

Premetto che non è un modo di agire esclusivo della Domus Orobica; sono, infatti, sempre più numerose le realtà della cosiddetta area “nazionalpopolare” che si stanno slegando dalle vecchie ed obsolete logiche di fare politica datate di qualche decina di anni e che hanno portato il mondo identitario a perdere, di fatto, qualsiasi battaglia politica e sociale intrapresa. Riteniamo fondamentale sviluppare reti di connessione tra tutte queste realtà imparando a muoversi secondo nuove logiche e schemi che mirino in primis ad aiutare concretamente il nostro popolo in ogni campo (sociale, culturale,ecc), mettendo i tornaconti politici e feudi personali da parte.

Se qualcuno fosse interessato a donare degli alimenti o contattarvi?

È possibile portare le proprie donazioni direttamente in Domus tutti i secondi venerdì del mese dove abbiamo allestito un apposito spazio di raccolta. Se qualcuno volesse contattarci per domande sul progetto, collaborare con noi o per ricevere aiuto può scriverci una mail a domusorobica@outlook.com o tramite cellulare al numero che trovate facilmente sul nostro sito web. Naturalmente garantiamo il massimo della riservatezza.

La Redazione

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