VENDOLA: LA NUOVA CICOGNA SI CHIAMA “DOLLARO”

Se si paga, è un bene o un servizio

Molti si scandalizzano – giustamente, sia chiaro – per l’affitto dell’utero di una poveraccia indonesiana. È sicuramente un atto ignobile di chi è ricco e mercifica il corpo altrui comprandolo a peso d’oro. Ma prima ancora della mercificazione totale ultracapitalistica che ottiene il consenso di questi comunisti da burla, vi è l’atto della produzione. La mercificazione, la compravendita, la reificazione del corpo di una disperata è conseguente alla produzione… in laboratorio di un bambino. Ebbene, ormai quasi tutti danno per scontato quello che scontato non è: la produzione di un essere umano in laboratorio. La fabbrica degli esseri umani in provetta. Ovvero la “fecondazione assistita” (notare l’ipocrisia della scelta di questi termini rassicuranti, tipo “interruzione di gravidanza” invece di aborto) è un’assoluta porcata. Il trionfo dell’anti-natura.

Oggi anche tante coppie naturali composte da un uomo e una donna regolarmente sposati si fanno fare in nome di un immaginario “diritto alla paternità o maternità” (quando sento la parola “diritto” metto mano alla pistola) un bel bambino nuovo di zecca dai tanti dottor Frankenstein presenti su piazza. Persino la Chiesa ormai tace su questa manipolazione della natura e della vita tramite la quale la nascita dei bambini avviene in laboratori che sono ormai delle fabbriche. Chi oggi condanna la fabbricazione di esseri umani in laboratorio? Chi ne parla? Chi solleva il dibattito? Nessuno ne parla. Il dottor Frankenstein è stato banalizzato.

Così la tecnica, il dominio dell’uomo sulla natura, si è trasformata nel dominio dell’uomo sulla stessa fabbricazione e manipolazione della vita umana. In fabbrica si costruiscono bambini e poi si vendono dopo l’affitto di un corpo di donna, se la madre biologica non è disponibile. Produzione e vendita. Facile, no? Il dottor Frankenstein diventa pure ricco. Se poi lo Stato sociale non si tira indietro (il “compagno” Vendola ha conquistato la paternità grazie a disponibilità di capitale che i “compagni” gay-operai si sognano, NdR) allora il dottor Frankenstein te lo passa la mutua. Chi si ferma a pensarci? Chi si ferma a pensare che quando la vita viene prodotta artificialmente e venduta (o passata dal servizio sanitario nazionale, fa lo stesso) abbiamo già oltrepassato ogni limite? Che siamo già ampiamente in quel deserto nichilistico che nasce dalla morte di Dio nel cuore dell’uomo (spesso persino del prete) e dalla dimenticanza dell’Essere? Chi si ferma a pensarci? Quei caproni che si fanno chiamare “laici” con orgoglio e che mirano solo al superamento di ogni limite ed ogni decenza? O quei pretoni che sanno parlare solo di “solidarietà”, “accoglienza”, “immigrazione”, “mafia” come se esistesse solo la dimensione orizzontale dell’uomo e non quella verticale? Siamo arrivati al punto in cui solo porci queste domande rischia di non essere più accettato. Non bisogna essere nemici del “progresso” e dei sacri diritti umani immaginari. Guai! Vietato porre domande e vietato indignarsi. E così l’oscurantismo del progresso ci conduce a trionfale sventura.

Martino Mora

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