FAMIGLIA CRISTIANA SI ACCORGE CHE VENDOLA È COMUNISTA. E LUI DIVENTA CAPITALISTA

Bruschi anticlimaz dell'erede di Gramsci

Da giorni ormai impazza sui social e nei principali mass media italiani il battage sulla maternità (o paternità? Arcobalenità?) surrogata di Nichi Vendola, dalla sua relazione con il compagno alla venuta del nascituro. Ora dirò che il gossip è un qualcosa che odio, vista la morbosità che spesso porta con sé, la noia del doversi occupare di vite altrui e di relazioni amorose, come se la nostra, di vita, non fosse già sufficientemente complicata.

Non so nemmeno se sarà complicata la vita del piccolo, sinceramente non me ne frega poi molto, starà ai suoi genitori, veri o presunti tali, due o tre, tre o quattro l’accudirlo come meriterà, quando io magari avrò da pensare ad accudire i miei, portando a casa dei soldi che il buon Nichi già possiede, dopo una lunga carriera politica spesa a parlare di politica, di Sinistra, di ambiente, di ecologia e diritti civili e tante belle cose.

C’è da dire che il tema diritti civili, maternità surrogate, matrimoni omosessuali ha ampiamente rotto le palle. Da mesi questo siparietto per pochi eletti, in tutti i sensi immaginabili, viene elevato a concione filosofica totalitaria, nella quale se non si esprime una posizione ci si ritrova come quei quarantenni che al bancone del bar siedono aspettando un drink, mentre il resto della sala balla. Se poi al bancone ci viene un uomo, una donna, un metrosexual, un asessuale, un agender o chi per lui, sarà solo il destino a raccontarcelo, così come sarà solo il destino a dirci se la gravidanza del piccolo figlio di Vendola gli avrà riservato il ricordo della madre e del rapporto con lei durante il periodo della gestazione, o se un assegno un po’ più gonfio del solito portà sfidare uno scritto di Pasolini o la natura ad oltranza.

Una sfida interessante, dal vago sapore ferrettiano. Diceva il cantautore dei furono CCCP che non tutti possono, tendendo le braccia, afferrare la sorte e schiaffeggiarle la faccia. Sarà in questo che l’epopea vendoliana ricorda il comunismo a qualcuno, il nostro alla fin fine ha schiaffeggiato la sorte e la natura, non l’ha certo fatto con l’operaio della Breda o il cassaintegrato, l’ha fatto con un bel paccozzo di soldi, ha inseguito il sogno americano a casa sua, se l’è preso e portato a casa. C’è pure qualcuno che ha l’ardire di rimproverare a Vendola il suo non essere di Sinistra, il suo aver tradito i valori di questa fazione, l’aver abbandonata a sé stessa una tradizione politica fatta di povertà, umiltà, sacrifici quotidiani, lotta, pane duro e preoccupazioni quotidiane.

A me pare invece che Vendola oggi rappresenti la Sinistra meglio di chiunque altro. Rappresenta appieno un termine borghese, adatto ad un sistema borghese, costruito nelle aspettative e nelle esigenze di un sistema borghese. Ci sarà squadrismo fascista in chi lo critica, ma di certo non c’è comunismo in lui o nel compagno, nel più ampio senso del termine, declinato, per sorte di fazione, da termine politico a termine amoroso.

Non c’è l’adesione ad un messaggio rivoluzionario ma c’è la piena ed opportunistica persecuzione di un modello di vita liberal, in cui il diritto civile diventa anch’esso un surrogato del diritto sociale, in cui lo status individuale di cittadino del mondo mentalmente aperto si consacra, in cui un italico bozzolo diventa apolide farfalla, che con il battito delle proprie ali ammalia una generazione di senza lavoro, senza patria, senza identità e senza prospettive.

La sinistra, cara Famiglia Cristiana, caro popolo del Family Day e cari italiani è proprio questa. È la sinistra delle allodole e delle galline, dei gay pride, della lode alla Costituzione più bella del mondo, è l’altra faccia del centrodestra, quello che magari votate pure, pensando che rappresenti valori contrari al caro Nichi Vendola e ai suoi uomini, di partito e non. La sinistra è la faccia presentabile del sistema borghese, è il veicolo dei valori capitalistici presentati attraverso il manto elegante del Progresso, dell’abbattimento di tutto, delle barriere, delle frontiere, delle fortezze. Più che schiaffeggiare la sorte, che ormai le è amica, schiaffeggia le grandi ideologie del Novecento, schiaffeggia il socialismo, l’ideale marxista, schiaffeggia il Gramsci che criticava l’innesto degli ovuli, schiaffeggia l’Engels che parlava degli eserciti industriali di riserva, schiaffeggia il Togliatti antieuropeista, schiaffeggia il padre di famiglia oberato dai debiti e dalla puzza del proprio androne multiculturale.

Non c’è niente di surrogato, paradossalmente, in questa Sinistra. A Vendola vanno fatti i complimenti perché più di altri, che ancora giocano a fingersi rivoluzionari, ci ricorda cos’è oggi la Sinistra, cosa vuol dire oggi essere di Sinistra, definirsi progressisti, cianciare di Costituzione, di Diritti Civili, di antifascismo. Significa accettare un ruolo di comprimari, di corresponsabili, di soci e promotori del capitalismo, della globalizzazione, della negazione di sé e della propria storia.

Buona Sinistra a Vendola e ai suoi elettori, ché io mi tengo quel fascista di Marx, il razzista Engels e pure quel bigotto medievale di Gramsci.

Alessandro Catto per azioneculturale.eu

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1 Commento su FAMIGLIA CRISTIANA SI ACCORGE CHE VENDOLA È COMUNISTA. E LUI DIVENTA CAPITALISTA

  1. Quando si sacrificano i diritti sociali sull’altare dei diritti civili e si confondono i desideri con i diritti, l’individualismo capitalista trionfa sovrano e gli ideali di sinistra vanno a farsi f…..e.

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