RENZI? USCITO DALLA PENNA DI TOLSTOJ (NOVODOROV IN “RESURREZIONE”)

Un'analizi psicologia, ma nemmeno troppo

Mi hanno sempre convinto le teorie che i tratti caratteriali, come pure le fisionomie umane, si ripetano e non siano un “unicum”. Le persone si possono cioè catalogare in gruppi con caratteristiche simili, talora sconvolgenti come nei gemelli identici, nello spazio geografico e anche nel tempo.

Paradigmatico mi sembra il passo che riporto di seguito del grande Lev Tolstoj, nel quale è descritto un personaggio pseudo-rivoluzionario che, per quanto ne possa sapere, assomiglia in modo impressionante al puzzle mass-mediatico e all’impressione viscerale ricavato sulla persona dell’attuale presidente del consiglio non eletto italiano. Certamente ci saranno dovute differenze, ma non mi sembrano tali da poter affermare: “ogni riferimento a fatti e persone reali è puramente casuale”.

“Le capacità intellettuali di quest’uomo-il suo numeratore-erano grandi; ma la sua opinione di sé-il suo denominatore-era così sproporzionatamente alta che aveva da tempo superato le sue capacità intellettuali.

La vita spirituale di quest’uomo era diametralmente opposta a quella di S. S era una di quelle persone di indole essenzialmente maschile, le cui azioni derivano e sono determinate dall’attività del pensiero. N invece apparteneva alla categoria delle persone di indole essenzialmente femminile, per cui l’attività del pensiero è rivolta in parte a raggiungere gli scopi imposti dal sentimento, e in parte a giustificare le azioni provocate dal sentimento.

Tutta l’attività rivoluzionaria di N, anche se egli sapeva eloquentemente spiegarla con argomenti molto convincenti, appariva a Nechljudov [il protagonista di “Resurrezione”] fondata solo sulla vanità, sul desiderio di primeggiare. All’inizio, grazie alla sua capacità di assimilare i pensieri altrui e riferirli esattamente, nel periodo degli studi, nell’ambiente degli insegnanti e degli studenti dove questa capacità è molto apprezzata (ginnasio, università, laurea), aveva avuto il primato, e ne era soddisfatto. Ma quando si fu laureato e smise di studiare e quel primato cessò, all’improvviso… per ottenere il primato in una nuova sfera mutò completamente le sue idee e da liberale gradualista divenne un estremista, un esponente di… Grazie al suo carattere privo di quelle qualità morali ed estetiche che generano i dubbi e le esitazioni, ben presto occupò nel mondo rivoluzionario la posizione di dirigente del partito, che appagava il suo amor proprio. Una volta scelta la direzione, non dubitò e non esitò mai più, e perciò era convinto di non sbagliare mai. Tutto gli sembrava straordinariamente semplice, chiaro, indubitabile. E data la ristrettezza unilateralità del suo punto di vista, davvero tutto era molto semplice e chiaro, e occorreva soltanto, come diceva, essere logici. La sua presunzione era così grande che poteva solo respingere gli altri, o sottometterli. E poiché la sua attività si svolgeva fra giovanissimi, che prendevano la sua illimitata presunzione per profondità di pensiero saggezza, la maggioranza di si sottometteva, e degli aveva grande successo negli ambienti rivoluzionari. La sua attività consisteva nel preparare l’insurrezione in cui avrebbe dovuto prendere il potere e convocare la costituente. Alla costituente si sarebbe dovuto presentare un programma redatto da lui. Ed era assolutamente sicuro che quel programma esaurisse tutti i problemi e non si potesse non attuare.

I compagni lo stimavano per il suo coraggio e la sua determinazione, ma non lo amavano. Quanto a lui non amava nessuno e trattava tutte le persone notevoli come rivali, e avrebbe volentieri agito con loro come i vecchi maschi delle scimmie agiscono con i giovani, se avesse potuto. Avrebbe strappato tutte le intelligenze, tutte le capacità agli altri, purché non ostacolassero il dispiegarsi delle sue. Trattava bene solo le persone che si inchinavano davanti a lui.… Così trattava in viaggio l’operaio K , che aveva indottrinato, Vera e la graziosa G , entrambe innamorate di lui. Pur essendo in linea di principio per l’emancipazione femminile, in fondo all’anima considerava tutte le donne stupide e insignificanti, escluse quelle di cui gli capitava spesso di innamorarsi sentimentalmente, come adesso era innamorato della G, e allora le considerava donne eccezionali, delle cui virtù solo lui aveva saputo accorgersi.

La questione dei rapporti fra i sessi gli sembrava, come ogni altra questione, molto semplice e chiara e del tutto risolta dalla pratica del libero amore.

Aveva una moglie fittizia e un’altra vera, da cui si era separato, convinto che fra loro non c’era amore autentico, e adesso aveva intenzione di contrarre un nuovo matrimonio libero con la G.”

Ed ecco una serie di caratteristiche sintetiche che si possono estrapolare dalla stupenda descrizione del tipo umano fornitaci da uno dei massimi scrittori di tutti i tempi, conoscitore dell’animo umano più di ogni psicologo mai esistito:

  • La grandiosa opinione di sé supera di gran lunga le capacità intellettuali, non eccelse.
  • La vita spirituale è di tipo “femminile”, nel senso che non è guidata dall’attività di pensiero, bensì è l’attività di pensiero che è volta a raggiungere gli scopi e le azioni promossi dal tono affettivo.
  • La vanità e il desiderio di primeggiare sono le motivazioni praticamente uniche. La carenza o assenza di qualità morali ed estetiche costituiscono paradossalmente un vantaggio: non ha i dubbi e le esitazioni che frenano i più. Non ama nessuno e l’unico rapporto interumano che accetta è la sottomissione.
  • La convinzione di non sbagliare mai lo sorregge. Non ha bisogno di riscontri ambientali. È di fatto indipendente dai risultati raggiunti.
  • La complessità della società e della vita è semplificata e incanalata in schemi rigidi e poveri, che tutto presumono di spiegare. Fa programmi semplicistici che devono essere attuati e devono avere per forza attuazione e successo. Di fatto costruisce un sistema illiberale di autoconservazione del potere.
  • Un punto fondamentale è la squalifica dell’intelligenza altrui, che potrebbe dar adito a controargomentazioni e ostacoli alla sua ascesa.
  • L’illimitata presunzione è scambiata per profondità di pensiero e saggezza da molti, proprio a causa del successo che riesce a ottenere. Questo genera la contagiosità sociale dell’accettazione del personaggio.
  • Due presupposti che lo sostengono sono: lo pseudo-giovanilismo e la pseudo-emancipazione femminile. In fondo considera tutte le donne stupide e insignificanti, escluse quelle di cui si innamora e fa assurgere, temporaneamente, a posizioni di rilievo.

A me le somiglianze con il personaggio politico attuale sembrano impressionanti. C’è qualcuno che concorda con me?

Paolo Cioni

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