COMUNITARISMO ALIMENTARE: PREFERIRE I PRODOTTI DELLA NOSTRA TERRA

Perché diventare vegani quando si può essere carnivori e vivere alla grande?

Sono passate poche settimane dall’allarme lanciato dall’Ordine Mondiale della Sanità sulla carne lavorata, che l’ha di fatto annoverata tra gli alimenti potenzialmente cancerogeni; in realtà quanto rimbalzato su tutti i mass media non è certo una notizia, anzi diremmo che è una non notizia.

È ben risaputo da anni che cibi come wurstel, salami, insaccati di ogni genere, affumicati, carne in scatola e tutti quei prodotti poco naturali non dovrebbero essere consumati perché aumentano notevolmente il rischio di contrarre un tumore. A dirlo, da sempre, sono stati il Fondo mondiale per la ricerca sul cancro, come pressoché tutti i centri di ricerca sulle cause alimentari del tumore.

La relazione tra ciò che mangiamo e il tumore è alta, ma alla maggior parte delle persone sconosciuta. I dati parlano chiaro: più la nostra alimentazione diviene di tipo industriale e più ci si ammala di cancro. Finalmente anche l’OMS lo ha specificato e ha introdotto la carne trattata nel gruppo 1 delle sostanze che causano il cancro (quelle a pericolosità più alta, come il fumo). Certo, questa collocazione della carne trattata nel gruppo 1, alla pari del fumo, non equipara i due prodotti: il fumatore aumenta di 20 volte il rischio di contrarre il tumore al polmone, mentre mangiando carne rossa ogni giorno incrementa il rischio di un cancro all’intestino solamente del doppio in relazione a chi la mangia saltuariamente.

Ma coloro che sono attenti all’argomento “cibo- tumori” sono consapevoli che la nostra tavola è piena di prodotti che contribuiscono notevolmente all’aumento della possibilità di contrarre un cancro. Il consumo costante di grassi animali, zuccheri nelle diverse forme, prodotti chimici nei cibi e quant’altro, assieme a sedentarietà, stress, qualità dell’aria e approccio alla vita sono gli elementi che contribuiscono in modo generale all’incredibile e costante aumento dei tumori nella società occidentale. La modernità per molti ha migliorato la qualità della vita, ma se non guardiamo in modo superficiale quanto ci viene raccontato, scopriamo molte situazioni che non solo non hanno migliorato la nostra qualità della vita, ma al contrario l’hanno decisamente peggiorata.

La tecnologia, in parte, ha certamente contribuito a rendere la nostra vita migliore. Come negare l’utilità dell’energia elettrica in casa, il frigorifero come l’acqua calda? Questi elementi “moderni” hanno contribuito al cosiddetto benessere… Mentre ve ne sono altri che l’hanno decisamente peggiorata: una semplice calcolatrice, per esempio, ha portato le persone a non utilizzare più la capacità di calcolo. Gli odierni smartphone hanno negato l’idea di organizzarsi in relazione al tempo facendo in modo che tutti possano essere in contatto e cambiando quindi ogni appuntamento anche poche decine di minuti prima dell’incontro. Le automobili come gli scooter, senza prendere in considerazione il fattore inquinamento, hanno aiutato alla vita sedentaria.0

L’elogio della società moderna da parte di molti è quanto di più sbagliato che si possa fare; la modernità come ogni fatto della vita può essere utile come dannosa. Crediamo che vi siano molteplici possibilità per migliorare la nostra qualità della vita e il pensiero comunitarista, come in tante altre situazione, ci viene in aiuto. Come detto sopra il cibo e l’alimentazione sono fattori determinanti per l’aumento del cancro nella società in cui viviamo: spesso non abbiamo reale idea di cosa mangiamo e se consideriamo che molti prodotti sono importati e confezionati a migliaia di chilometri di distanza capiamo subito che conterranno conservanti…

Mentre i prodotti locali, del territorio, “a km 0” saranno freschi e facilmente verificabili nel loro confezionamento prima di metterli a disposizione del consumatore. L’economia alimentare di tipo comunitarista, quindi, contribuisce notevolmente a fattori come: controllo di ciò che si mangia, prodotti freschi, alimentazione più sana, economia locale, sviluppo di una rete di collaborazione e nel medio lungo periodo diminuzione dei tumori causati dall’alimentazione. La società industriale ha certamente contribuito allo sviluppo di patologie precedentemente sconosciute, oggi possiamo integrare il sistema industriale in un contesto comunitario e migliorare realmente la nostra qualità della vita sia in forma materiale che spirituale.

Fabrizio Fratus

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