CARO SALVINI, LIBERACI DAL BERLUSCA (Noi ti suggeriamo di farlo così)

Su Barbadillo, Vincenzo Sofo spiega come liberarsi una volta per tutte del Cavaliere

Il dibattito sul futuro del centrodestra non può che partire da una considerazione, che ho già espresso su Il Talebano: chi vuole la fine di Renzi, non può oggi pensare di fare a meno di Salvini. Semplicemente perché è lui a essere riuscito a restituire un minimo di buon umore a un area politica demoralizzata dal ventennio berlusconiano. Messo il punto su chi è oggi il leader, c’è però da capire quale debba essere il progetto giusto.

La situazione attuale. Oggi Salvini guida un movimento che è sì il primo per consensi nel centrodestra, ma che ha la metà dei voti rispetto al Pd e soprattutto che non può dire oggi di essere il primo antagonista a Renzi, ruolo che sondaggi alla mano detiene il Movimento 5 Stelle. Se si andasse a votare oggi, Salvini non potrebbe dunque pensare di affrontare la sfida in solitario ma sarebbe costretto a sedersi al tavolo del centrodestra. Con due elementi di difficoltà: il primo, che la somma aritmetica delle percentuali non funziona quasi mai e dunque allearsi a Berlusconi non è detto che significhi mettersi automaticamente in tasca un +11% (anzi); il secondo, che Berlusconi & Co. non hanno tutta questa voglia di far sì che Salvini venga incoronato leader e quindi potrebbero inventarsi sgambetti fatali.

La strategia nel breve termine. Se si andasse al voto nel breve, forse a Salvini potrebbe convenire fare un passo indietro per essere bruciato. Facendo semmai da tessitore affinché il candidato di coalizione sia uno che abbia il favore di tutti garantendo la non dispersione dell’elettorato ma al contempo sia uno organico al progetto da costruire. Maroni o Zaia, ad esempio. E intanto lavorare per vincere alle prossime determinanti competizioni amministrative di Milano, di Roma e magari della Sicilia. Se oggi è impossibile azzoppare Renzi dal Parlamento, è possibile farlo dai territori. Così potrebbe addirittura pensare di candidarsi direttamente nel capoluogo lombardo e individuare due suoi alter-ego (sempre organici) negli altri due luoghi.

Il progetto di medio-lungo termine. Preso atto che il vecchio modello di centrodestra è risultato fallimentare, il primo passo è certamente la sua rottamazione; ma la sfida che Salvini deve vincere per sbaragliare tutti è la sua sostituzione con un modello nuovo. Un po’ sull’esempio di Grillo, ma fondandolo su basi politiche culturali e ideologiche più solide. E considerando che Renzi sta abilmente occupando sempre più lo spazio al centro, quello di moderati liberal eccetera, il terreno più fertile per il Matteo di Milano non è altro che quello identitario. Cadere nella tentazione di provare a fare il post-Berlusconi sarebbe fatale, poiché questo ruolo se lo è già conquistato il Matteo di Firenze. Mentre esempi stranieri come quello di Marine Le Pen in Francia indicano che quella strada è giusta. Con che formula? Quella che possa garantire continuità, senza rinnegare il passato ma attualizzandolo al presente. Dunque, poiché abolire la Lega Nord sarebbe sbagliato e Noi con Salvini non ha sfondato, la strada migliore resta quella della Lega dei Popoli.

La costruzione della leadership. Fino ad ora Salvini ha dato prova di grande capacità nell’attrazione del consenso. Ora deve iniziare a rimodellare la sua figura per far sì che sia considerato affidabile referente non solo per la protesta ma anche per il governo. Per farlo, accanto agli slogan dovrà emergere sempre di più la parte dei contenuti, imprescindibile per accreditarsi con l’elettorato qualificato (quello che alla fine determina gli equilibri). E che rende indispensabile il ruolo della cultura e un rapporto stretto con intellettuali di riferimento. Bisogna poi considerare che il consenso attratto è oggi virtuale e molto instabile, essendo di tipo mediatico. Basterebbe che le televisioni (strumenti governati non certo da lui) gli tolgano la visibilità in favore di Grillo Berlusconi o di qualche personaggio nuovo, che il danno sarebbe fatto. Per fidelizzare e fare in modo che questo voto di opinione si strutturi e diventi voto di appartenenza, è necessario dotarsi di una rete capace di portare sui territori il messaggio, fatta di referenti giovani e di qualità, che dimostrino alla gente che Salvini si sta dotando di una squadra in grado davvero di portare novità e competenza e, quindi, di sostituirsi a Renzi e ai suoi.

di Vincenzo Sofo (tratto da www.barbadillo.it)

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1 Commento su CARO SALVINI, LIBERACI DAL BERLUSCA (Noi ti suggeriamo di farlo così)

  1. BASTEREBBE CHE UN PO’ DI IMPRENDITORI lombardi e in generale del nord italia decidessero di sostenere la lega invece che quei maramaldi di forza italia. è una vergogna che il mondo imprenditoriale del nord non abbia il coraggio di fare una scelta coraggiosa, dando fiducia a una forza genuina e battagliera come la lega. che per far sentire la sua voce deve elemosinare tra i pensionati e del debbio.

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