ABORTI OMOSESSUALI

(Il titolo non è un insulto, eh)

Premessa. Ovviamente mi metto nei panni di un abortista che reputa inalienabile la legge 194 in ogni suo articolo. Vediamo come questo possa diventare omofobo (chissà se la legge Scalfarotto lo vieta).

Dal 1978 ammazzare il proprio figlio (così si evita di chiamarlo bambino lasciando qualche alibi ai detrattori) non solo è legale, ma anche un gesto d’amore (meno male che i feti passano nell’utero materno solo 9 mesi, altrimenti per il compleanno avrebbero avuto anche la scusa).

Senza metterci qui a discutere sui fattori etici, morali, economici e filosofici di tale scelta, oggi ci limiteremo a mettere in pratica un grande insegnamento dei Romani; il divide et impera in questo caso contrapporre due ideologie tra loro che sono in voga specie tra i giovani, ma contrapposte in almeno un punto, per vedere cosa ne viene fuori.

Istruzioni per l’uso.

  • Questo è un esperimento che potete tranquillamente fare con le persone per testare la loro coerenza, l’intellettualità, la capacità di tenere a freno l’irascibilità ed infine, dulcis in fundo, metterle l’uno contro l’altro – per la serie il terzo gode – oppure scatenare un conflitto interiore da coerenza (ammesso e non concesso che ce l’abbiano). Nel caso i cui si verifichi una sclerata d’altri tempi, scartate immediatamente l’individuo poiché è un “troll” da paccottiglia e non merita che la derisione.
  • Questo esperimento funziona ottimamente con le seguenti categorie di persone: omosessuali abortisti, abortisti omofili (cioè a favore degli omosessuali) e simpatizzanti.

Postulato. All’art. 4 della legge 194 vediamo che questa cita quanto segue:

Per l’interruzione volontaria della gravidanza entro i primi novanta giorni, la donna che accusi circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito, si rivolge ad un consultorio pubblico istituito ai sensi dell’articolo 2, lettera a), della legge 29 luglio 1975 numero 405, o a una struttura socio-sanitaria a ciò abilitata dalla regione, o a un medico di sua fiducia.

Noterete come abbia evidenziato alcune parole dalle quali si potrebbe ipotizzare uno scenario di aborto per questioni di scelta sessuale.

Ragionamento.

Supponiamo che ci sia una donna omofoba per questioni che a noi non ci interessano (per altro essere omofobi non è reato, applicarlo si) e ci sia un meccanismo (anche ipotetico) col quale si potrebbe riuscire a capire se il feto una volta nato possa manifestare omosessualità. Tipo qui, ma nemmeno tanto.

Ipotizziamo che, come nel video, la donna incinta si riscontri in quell’archetipo di persona ed essendo omofoba voglia far terminare la sua gravidanza perché il bimbo disturberebbe gravemente il suo status psichico (omofobia) per le sue condizioni sociali. Nota: va detto che su tutta la legge 194 non sono menzionate in alcun modo motivazioni razziali di alcun tipo (neanche sull’orientamento sessuale) quindi si può abortire per qualunque motivo.

La domanda da porre quindi all’ipotetico omosessuale abortista od abortista omofilo et similia è dunque la seguente: “considerereste l’aborto ancora un diritto ed un gesto d’amore oppure omofobia?”

È ovvio che nelle persone sopra indicate si scatena una sorta di conflitto interiore e, siccome a me piace fare statistiche, non mi bastava farmi due risate sui paradossi altrui al fine per farli sentire a proprio disagio sfottendo i poveri mal capitati o star lì a gustarmi inerme i loro 20 GB di insulti, ma li ho anche campionati ed i risultati sono elencati sotto.

  1. Mi hanno insultato ad oltranza (trollaggio da paccottiglia);
  2. Hanno cercato di sminuire questo ragionamento basandosi sul mio curriculum (argumentum ad auctoritatem), le mie conoscenze in materia scientifica (argumentum ad auctoritatem), ortografica (argumentum ad personam), i miei errori passati (strow man) ecc. (tipico di chi usa gli inganni basandosi sulle fallacie logiche;
  3. Mi hanno dato dell’omofobo (quindi l’aborto non è un diritto);
  4. Mi hanno dato del pazzo razzista (come sopra);
  5. Mi hanno denunciato (mai pervenuto nulla) per omofobia (fatta od ipotetica visto che sono un maschio e non posso partorire?);
  6. Mi hanno denunciato (mai recapitato nulla del genere) per pedofilia (non c’entra nulla, ma fa sempre il suo effetto sperando di intimorirmi per farmi desistere col terrore psicologico, ma non ha funzionato);
  7. Mi hanno detto che era comunque un diritto (quindi sono omofobi per i punti 3 e 4 e vanno denunciati per i punti 6 e 7 di questo elenco);
  8. Risposta non pervenuta (questi sono i più furbi);
  9. È un gesto d’amore (ma se lo faccio da dopo nato però non lo è, perché?);
  10. È un gesto d’amore poiché una madre omofoba farebbe solo del male a quel bambino” (l’unica risposta decente ricevuta su non mi ricordo quante persone).

L’unico punto che vale la pena di analizzare a mio avviso è il 10; la risposta è sincera ma non attacca e spiego nelle conclusioni il perché.

Conclusioni. È ovvio che la domanda è a trabocchetto poiché qualunque risposta si desse ne scaturirebbe una possibile leva psicologica da apporre alla persona in questione.

Nel caso in cui risponda l’individuo è omofobo, nel caso in cui risponda NO l’aborto non è un diritto, ma solamente in quel caso; se ne deduce che diventerebbe un privilegio solo per gli ipotetici omosessuali, ma non spiega loro cos’hanno in più degli altri? Nulla, quindi è anticostituzionale poiché non è imparziale.

Se fatta questa domanda contemporaneamente su un molteplice campione di più persone la rissa è assicurata e non c’è nulla di meglio che mettere due alleati l’uno contro l’altro per trasformare una certezza in incertezza potendone trarre solamente che l’omosessualità e l’aborto sono due abomini.

Soluzione alla domanda. Ora siccome conosco quanto sono infide certe persone, sicuramente rigirerebbero la domanda per vedere cosa rispondono i detrattori dell’aborto e dell’omosessualità pensando che così finisca 1-1 palla al centro per continuare a bivaccare nelle loro autoconvinzioni.

Nulla di più falso, ovviamente: la soluzione c’è ed è la seguente.

Chi è contrario all’aborto per l’articolo 4 della legge 194 la risposta già ce l’ha per il motivo per la quale ha fatto un figlio, per poter amare qualcuno indipendentemente da come vien fuori. Io mio figlio me lo terrei così come sarebbe e lo dico da omofobo (così mi descrivono i miei detrattori).

Chi abortisce per i punti che non sono elencati nell’articolo 4 di suddetta legge, non lo fa per motivi di poco conto, lo fa solo per causa di forza maggiore e non perché gioca al suicidio con le mammane, ricattando i legislatori che se non gli danno la possibilità di condannare a morte senza processo il proprio figlio, si infilano i ferri della maglia nell’utero dando via ad un’emorragia interna lasciando intendere che un cadavere è meglio di due.

Daniele (un lettore)

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