FAMILY DAY: UN MESE DOPO

Ora siamo più lucidi per analizzare lo scontro di civiltà

Dal Corriere della Sera del 20 giugno 2015:

C’è a Roma una manifestazione contro i diritti civili, è una cosa più unica che rara che ci siano persone che manifestano contro i diritti di altre persone. Dobbiamo prendere atto che ci sono molte complessità ma il governo è molto deciso». Lo ha detto Ivan Scalfarotto, sottosegretario alle Riforme e ai rapporti con il Parlamento, a margine dell’evento di apertura del Milano Pride oggi nel padiglione degli Stati Uniti, ad Expo.

In questa frase di Ivan Scalfarotto è tutta l’essenza della situazione, quella che viene ad emergere dopo la manifestazione sulle politiche per la famiglia del 20 giugno a Roma. Quella di Scalfarotto è una presa di posizione che dà voce alla società basata sui “diritti” di cui ha parlato con grande chiarezza la prof. Barcellona al convegno del 14 marzo a Roma e la cui relazione è stata trascritta su CS  in “L’era del post-umano: la genesi della società attuale“. La globalizzazione richiede la dissoluzione dei “corpi solidi” sociali per tendere ad una società “liquida” (Bauman) nella quale il termine stesso di “diritti” subisce una trasformazione da principi giuridici posti da una legge, a “valori” che in quanto tali diventano superiori alla legge.

Questo passaggio dal patto ai diritti si accompagna ad un generale riassetto delle dinamiche ordinamentali, al binomio sovranità della politica – legge, quindi volontà generale, va sostituendosi il binomio diritti – corti (tribunali ndr). L’aspettativa di giustizia che ogni diritto simbolicamente condensa indica infatti come suo naturale interlocutore il giudice, un giudice che può garantirlo anche contro una legge che illeggittimamente li limiti. Ma questa fondazione dei diritti ci narra anche dell’eccentricità dello Stato perché la legge, da centrale e sovrana che era stata, nell’800 e anche nel ‘900, diviene sempre più eccentrica e contingente, addirittura sospinta verso la periferia del sistema delle fonti, diventa “parte” del diritto, non tutto il diritto. (G. Barcellona)

Questo passaggio dal “diritto legge” al “diritto valore” spiega la frase di Scalfarotto. Ma allora il confronto sociale da dinamica democratica sul volere della maggioranza e il rispetto della minoranza diventa uno scontro tra valori e quindi uno scontro di civiltà del tipo descritto dal politologo statunitense Samuel Phillips Huntington nel 1996. L’idea dello scontro nasce come risposta alla tesi promossa nel 1992 da un altro politologo, Francis Fukuyama, nel saggio “La fine della storia e l’ultimo uomo”, la società globalizzata e liquida (che ormai rappresenta l’Occidente) si scontra con altre civilizzazioni non ammettendone la possibilità se non come residui del passato che dovranno cedere il passo al suo modello in quanto unico possibile dopo un percorso evolutivo che nel XX secolo ha eliminato per selezione naturale i competitori.

E come residuo del passato vengono infatti viste oggi le posizioni di chi si oppone alla ristrutturazione-destrutturazione della famiglia naturale che la Costituente indicava come nucleo fondante della società. Si tratta quindi di un passaggio da un tipo di famiglia fondante una società basata sui corpi solidi ad un tipo di famiglia basata sulla società liquida indicata come una inevitabile evoluzione e alla quale non è accettabile opporre resistenza.

Dopo la manifestazione di massa del 20 giugno a favore della famiglia fondata su uomo e donna si manifesta con evidenza una linea di faglia che era già presente ma confinata in una minoranza marginale che la Storia avrebbe presto reso parte del passato. Cosa accadrà adesso che non sarà più possibile pensare ad una marginalizzazione del dissenso?

Le possibilità sono due:

  1. Tornerà a prevalere il concetto di “diritto” come principio giuridico, e allora il confronto sfocerà in una mediazione che garantirà il più possibile tutte le parti.
  2. Si affermerà il concetto di “diritto” come valore, deciso arbitrariamente in sedi sovranazionali, e allora in questa ottica le rivendicazioni della parte ritenuta “ingiusta” non potranno essere prese in considerazione.

Come si vede in gioco c’è la stessa natura della società liquida globalizzata e in quanto tale non solo nella realtà italiana, per il globalismo rinunciare al “diritto valore” significherebbe inserire nel sistema un’eccezione, un elemento destabilizzante che costituirebbe un precedente alla lunga fatale alla nuova visione sociale. Secondo la visione di Huntington in Piazza S. Giovanni il 20 giugno è stata tracciata una linea di faglia.

Chi prima della manifestazione era preoccupato di non creare contrapposizioni in realtà non aveva e non ha una visione strategica della situazione, lo scontro non è nella presenza di una piazza alternativa, le piazze sono la democrazia e quando scompaiono lasciano il posto al totalitarismo, lo scontro è nella posizione di chi abbraccia il principio globale del “diritto valore”.

Quale sarà la risposta a questo stato di cose lo sapremo chiaramente quando verranno discusse e votate le leggi Scalfarotto e Cirinnà.

Enzo Pennetta

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: