LA FINE DELLA LIBERTÀ

Sta arrivando, ci speriamo

Desfile del orgullo gay en Madrid, 2013.

Libertà è la parola d’ordine da diversi anni. Ma cosa è la libertà? Questa parola quale specifico senso ha nel suo concetto fondamentale? Normalmente intendiamo la condizione per cui una persona può pensare, esprimersi e agire in modo libero, cioè senza condizionamenti.  Questa definizione, comunque sia, è certamente lontana da ogni sua applicazione. Nessuno è libero da condizionamenti e da idee provenienti dalla cultura dominante.

Mi dicono: se trovi uno schiavo addormentato, non svegliarlo, forse sta sognando la libertà. Ed io rispondo: se trovi uno schiavo addormentato, sveglialo e parlagli della libertà. (Khalil Gibran)

Crediamo che la nostra libertà passi dall’emancipazione economica, dall’avere accesso al denaro e quindi ad avere la “libertà” di acquistare tutto, beni materiali come beni immateriali. Il Denaro è il dominatore di questo nostro mondo occidentale dove ogni rapporto si distingue in relazione alle possibilità e all’accesso verso la ricchezza. Maggiore disponibilità  = maggiore libertà. Un assioma che fa comprendere bene che stiamo parlando di una libertà di tipo individuale e di soddisfazione del proprio desiderio personale. Il danaro può questo, cioè può comprare beni e soddisfare realmente molti desideri ma non può certo rendere liberi nel concetto sopra descritto, anzi, molti ritengono che il danaro non solo non doni la libertà ma sia anche una forma di schiavitù a cui la maggioranza degli uomini sottostanno. Il desiderio soddisfatto è appagante nel momento stesso in cui lo si soddisfa, poi però ecco subito un nuovo desiderio da soddisfare senza mai fine.

La libertà non si può spiegare. Si può soltanto respirare senza pensarci, come l’aria, e come l’aria rimpiangerla quando non c’è più. A differenza dei dogmi, non reclama certezze e non ne offre. I suoi mattoni sono i dubbi e gli errori, gli slanci e gli abusi. I suoi confini sono labili, mobili. E la sua rovina è l’assenza di confini, che le toglie il piacere sottile della trasgressione. (Massimo Gramellini)

Forse la libertà, sempre riferendosi a quella soggettiva, è la trasgressione, è la capacità di una persona di essere liberi di trasgredire alle regole, di essere padroni della propria vita in relazione a regole imposte per il comune vivere. La trasgressione è l’atto di libertà, quindi? Oggi certamente no, il trasgredire è divenuto un atto normale, una valore che la massa condivide e attua in diverse forme. Non esistono più trasgressioni. Alexis Tocqueville era convinto che l’individualismo fosse nato come passione per la libertà, come sovranità dell’individuo che si libera da tutti i dogmi imposti dalla società in cui vive. Ma oggi la libertà è finta, tutti credono nella loro libertà individuale mentre la verità è che vi è un “pensiero unico” che domina le scelte delle persone.

L’esempio della richiesta del riconoscimento dei diritti per i gay, infatti, è la dimostrazione di una di quanto sostengo: non esiste libertà ma solo imposizione da parte del pensiero dominante. I Gay rivendicano diritti innaturali e disgregatori della società, ma invece di essere azzittiti vengono considerati come icone sociali da difendere da coloro che difendono un pensiero di normale logica naturale. Come è possibile non comprendere che la rivendicazione omosessuale non ha senso in una società “sana” e con valori condivisi? La decadenza dell’occidente nel mondo deriva proprio da questo tipo di posizioni per cui l’uomo, in nome della libertà, può e deve soddisfare tutti i suoi capricci.

Come gli omosessuali, anche le donne che vogliono figli con ogni mezzo sono l’esempio di come agisce il pensiero unico sulla massa, essere libere di concepire come e quando si vuole non è un atto di libertà ma di egoismo e quindi una negazione della libertà. La libertà deve rivolgersi al bene comune alla responsabilità verso gli altri e al mondo in cui si vive, non esiste libertà dove l’uomo vive e pensa per se stesso. Contro la libertà dell’individuo, noi, opponiamo la libertà del popolo, la coscienza di essere liberi di scegliere come popolo in una patria, e non la libertà senza rispetto né responsabilità verso gli altri, soddisfacendo i propri desideri.

Libero popolo in libera patria!

Fabrizio Fratus

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3 Commenti su LA FINE DELLA LIBERTÀ

  1. Oggi la libertà di mangiare al macdonald’s quello che si vuole e di sposare chi si vuole è la libertà dell’uomo moderno, in una società in cui non esiste la vera libertà di pensare che le razze non sono uguali, che i ricchioni non si devono sposare, che gli immigrati del terzo mondo non devono essere ammessi.

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  2. La parte più interessante del testo per me è “Nessuno è libero da condizionamenti”.
    Niente di più vero, siamo tutti in relazione e siamo liberi se troviamo lo scopo di questo nostro essere in relazione.
    Un esempio che mi fecero e che mi piace riproporre: una candela che non volesse morire, che volesse vivere per sempre, non dovrebbe bruciare mai, vivrebbe per sempre ma non sarebbe più una candela, bensì un pezzo di cera.
    Diventerebbe altro, non sarebbe se stessa.

    La libertà è adesione allo scopo della tua esistenza, usare la propria esistenza, spenderla, consumarla, essere se stessi, quindi.
    Prima si dovrebbe capire lo scopo, e poi si potrebbe cominciare a lavorare sulla propria libertà.

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  3. in un breve corso per politica per giovani che ho frequentato anni fa da clandestino (ero già in pensione) un relatore ha definito la libertà”il poter agire come credi senza condizionamenti e sopratutto senza aspettative” . I ragazzi vicino a me erano sorpresi e non molto d’accordo io da pensionato che faceva volontariato l’ho apprezzato molto.

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