FAMILY DAY: TUTTI IN PIAZZA (ANCHE GLI STRANOSESSUALI)

Tutti uniti per tenere l'ideologia gender fuori dalle scuole

A mala pena un mese di preavviso, ben poca pubblicità, l’inevitabile sciacallaggio da parte dei soliti, condizioni metereologiche non esattamente favorevoli, e un milione di partecipanti. Sì avete capito bene: un milione, grossomodo la stessa cifra di quel del Family Day del 2007 che ha posto fine alla parabola dei Dico e dei Pacs del governo di Romano Prodi.

Un trionfo insomma, trionfo che si è preannunciato già ore prima dell’inizio dell’evento data l’affluenza massiccia di persone in piazza San Giovanni, incuranti della pioggia prima e del sole cocente dopo. Massiccia la presenza degli aderenti al Cammino Neocatecumenale, ma non sono mancate neppure le singole realtà parrocchiali, associazioni come Alleanza Cattolica e movimenti quali La Manif pour Tous Italia. La parte del grande assente la ha recitata invece Comunione e Liberazione, la quale in un comunicato pubblicato qualche giorno prima dell’evento ha affermato di non parteciparvi. Ciònonostante, non sono stati pochi gli aderenti al movimento che sabato sono scesi in piazza lo stesso.

L’evento ha potuto giovare del sostegno del Pontificio Consiglio per la Famiglia, e anche della presenza dei rappresentanti della comunità evangelica, ebraica ed islamica (i quali hanno anche tenuto degli interventi dal palco, ad eccezione del rabbino Di Segni, assente a causa di una festività ebraica a cui ha dovuto partecipare), a dimostrazione di come la battaglia per la difesa della famiglia (e, a conti fatti, della realtà stessa) dall’ideologia di gender possa venire condivisa non solo dai cattolici, ma da tutti gli uomini che con la retta ragione comprendono come tale deriva antropologica altro non possa fare se non distruggere e snaturare prima la cellula fondamentale della società rappresentata dalla famiglia, e successivamente l’uomo stesso. Oltre agli esponenti delle comunità religiose sopracitate, si ricordino tra i relatori anche Mario Adinolfi, fondatore del quotidiano online La Croce, Costanza Miriano, autrice de Sposati e sii sottomessa, l’avvocato Gianfranco Amato, capo dei Giuristi per la Vita, Kiko Arguello, fondatore del Cammino Neocatecumenale, e Alfredo Mantovano, magistrato e membro di Alleanza Cattolica.

Una volta terminato l’evento, e gli entusiasmi dovuti al trionfo, è però fondamentale che le energie riversatesi sabato in piazza San Giovanni non vengano meno, ma siano incanalate in un progetto di più ampio respiro che, oltre a ostacolare efficacemente i vari progetti di legge Cirinnà e Scalfarotto, possano finalmente tornare a far sentire una voce fuori dal coro su quei temi etici che oggi paiono venir letti nella sola ottica che fa comodo al pensiero dominante.

Elemento su cui vale la pena di spendere qualche parola è il fatto che quest’adunata oceanica non è stata frutto delle direttive calate dall’alto da parte della Chiesa o di qualche singolo vescovo, ma bensì dell’iniziativa di singoli laici che, coerentemente con la loro vocazione, hanno assunto “il rinnovamento dell’ordine temporale come compito proprio” (cit. decreto Apostolica Actuositatem).

Inevitabilmente, una simile manifestazione non poteva non suscitare diverse critiche, e a tal riguardo appaiono scontate quelle espresse da testate quali Repubblica e Il Fatto Quotidiano, piuttosto che dal mondo Lgbt. Un po’ meno scontato invece (ma pur sempre prevedibile) quel “fuoco amico” proveniente dalle fila di parte del tradizionalismo cattolico, che pur nelle sue sfaccettature differenti da gruppo a gruppo si ritrova nel filo conduttore di accusare l’evento di essere stato troppo moderato su determinati temi, limitandosi però alla critica senza aver organizzato nulla per opporsi a quelle derive contro cui si è scesi a Roma qualche giorno fa.

La piazza ha dunque premiato la causa, inviando un chiaro messaggio, proveniente dalle fila del paese reale, alla classe politica e all’attuale governo: laddove la verità stessa della natura umana viene minacciata, un popolo è pronto a mobilitarsi, anche a costo di macinare chilometri, per ricordare che le foglie sono verdi d’estate (cit. G. K. Chesterton).

La Redazione

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1 Commento su FAMILY DAY: TUTTI IN PIAZZA (ANCHE GLI STRANOSESSUALI)

  1. e perchè dimenticate Azione Cattolica e comunità di s. egidio? quelle sono ancora peggio: hanno partorito rosy bindi e mons. Paglia.

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