OMOFILIA E COPROFAGIA

Potevamo mettere anche Gianni Morandi, nella foto. Ma non è gay.

CONCHITA WURST

Fino a poco tempo fa l’omosessualità era studiata dalla psicopatologia e definita una malattia, una perversione, una parafilia, un grave disturbo della personalità. Adesso invece, giustamente, la legge stabilisce che non è più malattia ed è anzi parificata all’eterosessualità. È invece considerato non normale e sanzionato come omofobo chi la definisce come anomalia.

Orbene, se l’omosessualità, il rapporto carnale con persona del proprio sesso, non è più malattia ma è equiparata all’eterosessualità, allora la coerenza logica e il principio di parità di trattamento, sancito dall’articolo 3 della Costituzione italiana, esigono che il legislatore legittimi anche il matrimonio tra fratelli e sorelle, il cui divieto – reliquato di epoche oscurantiste – non ha alcuna base scientifica, e che limita la piena realizzazione dell’amore tra due persone già legate da un rapporto familiare.

Occorre altresì che il legislatore riveda tutto il settore delle cosiddette perversioni, in modo che siano dichiarate per legge normali e non discriminabili non solo l’omosessualità, ma anche altre pratiche che tradizionalmente erano considerate perversioni, come i rapporti sessuali con gli animali e con i cadaveri, e come la coprofagia, ossia il mangiare escrementi – una pratica naturale, comune tra gli animali e i bambini, che questi disapprendono crescendo, per effetto dell’educazione ambientale. Gli escrementi sono un cibo più salubre di molti comuni cibi industriali, soprattutto di quelli per fanciulli: non contengono tutti quei grassi idrogenati, quegli zuccheri diabetizzanti, quei coloranti cancerogeni. Consideriamo anche altri benefici di questa pratica: il recupero di sostanze consumate, un’alimentazione a basso contenuto calorico e ricca di fibre naturali.

Se la legge stabilisce che l’omosessualità non è malattia, se il rapporto omosessuale è parificato al rapporto eterosessuale, se entrambi possono egualmente costituire una famiglia, se discriminarla costituisce il reato di omofobia, allora la legge deve stabilire che anche gli escrementi sono parificati agli altri alimenti, che mangiarli è perfettamente normale, che entrambi costituiscono cibo sano, che entrambi devono essere offerti nei ristoranti e nelle mense, e che negare questo principio incitando pubblicamente al disgusto verso gli escrementi e il cibarsi di essi, costituisce il reato di coprofobia. Aspettiamo quindi anche su questa materia un apposito disegno di legge dell’on. Scalfarotto.

Per concludere, nell’attesa, lasciateci parafrasare un genio libertario del passato: Non mangeremo mai il vostro sterco, ma difenderemo fino all’ultimo il vostro diritto di mangiarne finché volete.”

Marco Della Luna

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1 Commento su OMOFILIA E COPROFAGIA

  1. Martino Mora // 21 giugno 2015 alle 18:07 // Rispondi

    Il ragionamento non fa una grinza.

    Mi piace

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