PARTE IL PORNO TOUR

Nel nuovo libro di Fratus, le ripercussioni psicologiche e sociali del dilagare della pornografia

Come si trasforma la vita nel porno-brodo globale in cui ormai nuotiamo?

Da questa domanda partono le riflessioni del sociologo Fabrizio Fratus, che sta intensificando sempre di più con grande successo la sua produzione saggistica. Dopo “Fascisti su Milano”, si cambia completamente argomento, dal racconto di una storia politica si passa ad un’analisi sociale. Fratus produce un’ampia e interessante analisi del dilagare della pornografia partendo dalle condizioni del fruitore, ragionando sul modo in cui l’uomo e la donna si relazionano al sesso nell’era del porno-brodo globale nel libro “L’ideologia del godimento – Pornografia e potere nella società delle immagini”, edito dal circolo Proudhon e scritto in collaborazione con lo psichiatria Paolo Cioni, studioso attento e già autore di “Euroschiavi” che spiega i processi chimici che si sviluppano nel cervello del dipendente da porno.

L’autore contrappone alle tesi iper-liberiste che si oppongono a qualsiasi forma di limitazione della pornografia idee suffragate da dati e dal consulto di esperti da tutte le parti del mondo. L’uso della pornografia è collegato alla masturbazione, alla ricerca di soddisfazione sessuale in modo individualistico. Per questo motivo, secondo Fratus il dilagare del porno-brodo globale ha favorito la disarmonia di coppia, le separazioni, i divorzi e anche il calo delle nascite in vari paesi del mondo tra cui l’Italia. Una tesi dallo stile provocatorio è quella per cui l’autore de “L’ideologia del godimento” collega lo sviluppo della pornografia anche all’omosessualità.

“La pornografia è omosessualità perché contribuisce all’accettazione dell’omosessualità e alla sua pratica”, Fratus sostiene questo concetto in un paragrafo dedicato in maniera specifica all’argomento. Citando l’intervento di Michael Glatze, ex co-fondatore di “giovani gay in America” molto attivo per la difesa dei diritti civili della sua categoria – che, da diversi anni, dopo aver abbracciato la fede cristiana, non solo ha cambiato interesse sessuale, ma ha proprio testimoniato come l’omosessualità sia pornografia, Fratus si lancia anche in una sorta di spiegazione delle dinamiche di relazione tra i due fenomeni. La pornografia crea dipendenza e richiede in tal senso stimolazioni sempre maggiori, che possono essere ricercate in altri tipi di rapporto che sviluppano fantasie nuove, più attraenti. In questo meccanismo il sesso si svincola dalle categorie uomo-donna, diventa esclusiva ricerca del piacere, eccitazione fine a se stessa, l’”ideologia del godimento” da individuo libero ed emancipato.

Fratus descrive la pornografia come un fiume in piena, inarrestabile. In Italia ne fa uso l’80% degli uomini e il 30% delle donne, a cui l’autore dedica un paragrafo in cui dimostra che il porno non è più un’esclusiva maschile. “I giovani fanno uso del porno per conoscere il sesso, per informarsi dell’atto sessuale, trasformando la visione pornografica in una nuova fonte dell’educazione sessuale. In questo modo la possibilità di avvicinarsi alla conoscenza della sessualità in modo graduale si spegne e il sesso diviene un meccanismo materiale, utilizzato solo per provocare e provare piacere. Inoltre la bellezza di condividere la propria intimità con un’altra persona viene sostituita dall’esperienza solitaria ed individualistica della masturbazione”, così’ Fratus descrive il fenomeno riflettendo anche sull’inadeguatezza della scuola nel contrastare l’avanzata del porno che ha degli effetti importanti sull’aumento dell’impotenza maschile.

Il saggista approfondisce le indagini del Siams (Società Italiana di andrologia e medicina sessuale) che ha rilevato che la maggioranza degli uomini intervistati tra i navigatori di siti pornografici (il 28%) fa uso quotidiano di materiale video porno per masturbarsi.

Tale pratica così frequente è la causa della progressiva diminuzione di desiderio sessuale relativo al rapporto di coppia sino a arrivare a un’incapacità di erezione con la propria donna, sostiene Fratus, che afferma più volte nelle sue argomentazioni che la dipendenza da porno richiede immagini sempre più stimolanti producendo una dissociazione forte con la realtà e con il rapporto con la propria compagna. È un libro da leggere, un’immersione senza ipocrisia nell’analisi di un fenomeno con cui bisogna assolutamente fare i conti. Alcune tesi sono provocatorie e forse anche apocalittiche in alcuni passaggi ma “l’ideologia del godimento” riesce sicuramente nel suo obiettivo: produrre riflessioni, osservare la realtà nella sua complessità e non con l’inerzia e con gli schemi predefiniti a cui siamo abituati molto spesso.

Ciro Troise per La Voce

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