CIALTRONI REALI

Siamo l'eco dell'epoca in cui viviamo

Ammettere di buon grado che le nostre idee non hanno motivo di interessare chicchessia è il primo passo verso la saggezza. (Nicolàs Gòmez Dàvila)

Nel precedente pezzo avevo iniziato a illustrare come la realtà dei giovani sino ai trent’anni sia in cerca di una identità basata sull’apparire: viviamo in una società che si basa sull’immagine e la nostra cultura si basa su icone e modelli dettati del mondo della pubblicità, dello spettacolo, della televisione e del cinema. Una realtà pre-confezionata dove tutti possono assimilarsi al format prestabilito.

Ormai l’apparire è il nuovo status symbol ed è lo spartiacque tra chi crede essere lo “sfigato” e chi invece il personaggio di successo. Il divulgare la propria persona tramite foto, commenti e altro, grazie ai social media contando i “like” e le relative condivisioni, fa sentire meno soli e più apprezzati. Questo processo fa illudere le persone di essere migliori in relazione al modello a cui si fa riferimento, quindi allo standard di immagine che si vuole replicare, contribuendo a dare forza alla maschera che ci si è creati.

Ogni volta che si appare significa, quindi, farsi accettare, essere legittimati e ammessi al macrocosmo che ci circonda. La recita del copione è un continuo tentativo di vincere la propria naturale esistenza cercando di credere e fare credere di appartenere a una realtà più grande. Inseriti nel contesto soggettivo a cui si fa riferimento si inizierà così a indossare una maschera che diverrà a poco a poco la nostra unica realtà, si seguiranno specifici schemi accettati perché certi di appartenere al quel mondo, al sistema a cui facciamo riferimento ma senza renderci conto che in verità il modello a cui il soggetto si ispira è una costruzione culturale e serve solamente a incanalare tutti nello schema di riferimento. L’appartenere realmente o in modo fittizio a uno specifico “gruppo”, quindi, è solamente il volersi mettere autonomamente in un recinto fatto di schemi e pensieri assolutamente reali per coloro che ne appartengono ma senza nessun senso per tutto il mondo esterno.

Studi recenti hanno dimostrato come l’aumento del disturbo alimentare deriva proprio dal fatto di doversi continuamente rapportare con modelli che non ci appartengono, ma che rappresentano un raggiungimento sociale a cui si aspira; il nostro corpo non fa altro che avvisarci del disagio che stiamo vivendo, la difficoltà di rappresentare la nostra esistenza in un sistema di apparenza senza senso.

Quanto accade è una malattia sociale? Le persone cercano di autocelebrarsi diventando, in realtà, rappresentazione di un sistema senza sostanza? Questo fenomeno può essere inquadrato come nuovo modello di massa?

Lo stress emotivo in continuo aumento sembra proprio dare ragione a chi sostiene che quanto sta avvenendo sia una malattia sociale e, l’unica via per la guarigione, è l’uscire dallo schema dell’apparire, del volere essere, del mostrarsi tornando a vivere la propria identità libera da schemi sociali e culturali, liberandosi delle maschere per sembrare ciò che si è realmente. L’unica via di uscita è comprendere che spesso, se non sempre, quanto si pensa è già stato detto da altri, che la vita in tutte le sue forme è solamente un ripercorrere un disegno già stabilito in un continuo “eterno ritorno”. La felicità si raggiunge senza inseguire modelli prestabiliti in schemi disegnati che creano solo invidia e insicurezza. Il volere apparire a ogni costo crea frustrazione, reale solitudine e allontana la persona dalla vita di gioia e condivisione. Vivere in armonia con se stessi e con le persone che ci circondano è il primo passo per raggiungere una reale libertà di scelta, seguire il modello imposto, al contrario, ci rende schiavi e malati di protagonismo.

Fabrizio Fratus

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2 Commenti su CIALTRONI REALI

  1. Beppe Garilli Cappellini // 13 aprile 2015 alle 20:04 // Rispondi

    Totalmente d’accordo.Quello che stiamo vivendo oggi viene da lontano,da molto lontano,ma diciamo che dal 1945 in poi persegue un disegno ben definito,che si evolve in continuazione,sfruttando le tecnologie che via via si vanno sviluppando.

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  2. Molto interessanti e terribilmente reali entrambi gli articoli sui cialtroni digitali e reali,tipi che magari possono co-esistere anche nella stessa persona,e ne vediamo a iosa tutti i giorni,ma il motivo principale è che nella maggior parte dei casi si è ormai avvolti nel relativismo nichilista pompato dal massiccio uso del soft power che impone i dogmi della religione laica post-modernista e unisce nell’ignoranza la maggior parte della popolazione,che spinta dal flusso di desideri sempre crescenti e quindi alla ricerca della stabilità che mai avrà nel soddisfarli,dalla digitalizzazione forzata di ogni attività della vita umana dove ognuno si auto-spettacolarizza,bè quest’umanità non ha gli strumenti ermeneutici per capire la realtà,e in molti casi non vuole averne per paura di perdere quel poco di certezze che sembrava avere,in un mondo dove il darwinismo sociale non è mai stato così forte come oggi nell’occidente moderno,altro che democrazia,gli uomini e le donne oggi,se ancor si può parlare così senza icorrere negli attachi del gender army,assomigliano purtroppo alla figura dell’ULTIMO UOMO di nietzsche, e sono molto pullulanti e tenaci…

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