L’ARREMBAGGIO DEI CAPITALI JIHADISTI

La chiusura dei patrî confini come soluzione. Anche ai Terroni.

Oggi pare che l’Unione Europea, considerata l’ingestibilità degli enormi flussi migratori in arrivo soprattutto dall’Africa anche per effetto del jihad del Califfato e di Boko Haram, si stia orientando per il respingimento in luogo dell’accoglimento. In effetti, di africani in condizioni di fuggire ve ne sono decine di milioni, e non è possibile accoglierli senza far precipitare l’Europa in condizioni insopportabili; perciò l’unico atteggiamento razionale è la chiusura, tanto più che infiltrazioni jihadiste sono già probabilmente in corso e basterebbero poche centinaia di islamisti armati e votati alla morte per mettere a ferro e fuoco paesi isterici e militarmente imbelli come l’Italia. Probabilmente la politica accoglientista dei nostri noti politicanti è mirata non solo ai profitti della gestione degli immigrati e del loro uso come mano d’opera (in nero, per lo spaccio, per la prostituzione), ma anche a produrre una situazione di fatto compiuto, in cui ci si “accorga” che ci sono tanti islamisti decisi a rivendicare i principi della loro religione e della loro legge, e tanto ben organizzati e armati, che opporsi è ormai impossibile e bisogna fare concessioni, lasciare loro spazio in parlamento e nelle istituzioni, trattare con loro le leggi, etc. Gli italiani, soprattutto i settentrionali, hanno un indice di riproduzione bassissimo, l’1,23%; la partitocrazia italiana scoraggia gli italiani dal far figli imponendo loro più tasse e più tagli dei servizi, a fronte di immigrarti extracomunitari con un indice di riproduzione tra 4 e 5; quindi la partitocrazia italiana sta usando i soldi degli italiani per finanziare la sostituzione etnica degli italiani con africani.

Chi voglia opporsi a un siffatto esito, sempre più probabile, dovrebbe non soltanto insistere per la chiusura all’immigrazione non selezionata, non soltanto insistere perché agli immigrati sia imposto il rispetto delle norme e dei costumi locali come condizione per non essere espulsi, ma anche esigere il congelamento degli investimenti provenienti da quei paesi che sostengono e finanziano i jihadisti, in primis Arabia Saudita e Qatar, grandi sponsors semiufficiali di Isis e di Boko Haram, nonostante la loro superficiale alleanza con gli USA (e gli USA stessi sono molto ambigui su questo punto). Non si può lasciare che potentati islamisti, o che si servono dell’islamismo armato per destabilizzare le aree di cui vogliono assumere il controllo, acquisiscano posizioni di potere finanziario e industriale in Europa, specialmente nelle infrastrutture strategiche: comunicazioni, trasporti, finanza, energia – altrimenti ci si rende ricattabili da loro e c i si deve sottomettere – ciò vale soprattutto per un paese come l’Italia, che continua ad aumentare il suo debito pubblico e a non crescere, nonostante le condizioni molto favorevoli (svalutazione dell’Euro, deprezzamento del petrolio, ripresa internazionale), e che così da un lato dimostra l’inconcludenza delle riforme e dei sacrifici sinora realizzati, e dall’altro lato preavvisa che, in caso di venir meno di tali favorevoli condizioni, l’Italia subirà un tracollo. Però, scusate, dimenticavo un dettaglio: forse non possiamo congelare gli investimenti dei petrolieri filo-jihadisti perché dipendiamo troppo da loro per il petrolio, avendo democraticamente eliminato Gheddafi e Saddam, e scelto di fare i duri con la Russia.

Per finire, una nota sul fallimento dell’integrazione, dell’assimilazione, del multiculturalismo, applicabile non solo all’immigrazione suddetta. Per ragioni professionali, ho esaminato materiale di indagine anche “diretto”  circa l’infiltrazione delle varie mafie nel Nord Italia, compreso l’affare Grande Aracri. In tutti questi casi si vede bene che è stato un disastroso errore unire politicamente popoli con sistemi etico-sociali diversissimi tra loro. La “contaminazione” rapida, massiccia e non filtrata per le vie culturali, non apporta arricchimento, ma prevalentemente disfunzionalità, in campo etnico, in campo economico come in campo biologico. Pensate se vi piacerebbe farvi fare una trasfusione di sangue senza accertare la compatibilità del donatore. Oppure andate in Australia a vedere che cosa ha prodotto l’immigrazione degli innocui conigli europei. Dalle carte delle indagini sulla penetrazione mafiosa al Nord appare come i modelli sociali, poniamo, calabresi, frutto della particolare storia di quelle zone, quindi anche delle devastazioni operate dai Savoia e dei loro mandanti esteri, si trapiantano in Lombardia, Emilia etc. assumendo quivi forma e natura maligna, individuando le debolezze e i bisogni della gente, proponendo le loro “soluzioni”, le loro risorse finanziarie e corruttive, per legare a sé persone di tutti i tipi, e danneggiando irreparabilmente la società locale, la quale non ha avuto modo di sviluppare difese immunitarie contro questi modelli sociali, e viene quindi stravolta a tutti i livelli: imprenditoriale, amministrativo, politico… sono arruolati anche appartenenti alle forze dell’ordine… i settentrionali imparano ad aver paura, a sottomettersi, ad accettare.

Il Nord si sta meridionalizzando. Quanto aveva ragione il Cavour nell’opporsi all’annessione al regno sabaudo del Meridione, e successivamente, ad annessione effettuata, quanta ragione aveva, ancora, nel volere istituzioni separate!

Marco Della Luna

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