ESSERE PADRI

Il primo amore di ogni figlia e il mentore di ogni figlio

Essere padre è uno dei compiti più difficili al mondo, si ricopre un ruolo molto delicato e molto importante per la crescita, l’educazione dei figli. Essere madri è diverso: si è madri da quando si guarda il test di gravidanza positivo, il primo calcio nel pancione è solo la prima di tante conferme. La mamma è portatrice di vita, per nove mesi è un tutt’uno con il suo bambino, solo lei lo sente veramente. È come se essere madri fosse un diritto naturale: infatti, una madre che commette infanticidio viene definita una madre snaturata, privata quindi della sua natura intrinseca di essere madre.

Essere padri non è così “semplice”, essere padri è una conquista, si deve lottare ed essendo un onore ce lo si deve meritare. La gioia che un padre prova nel momento in cui guarda per la prima volta il figlio è la somma della gioia che prova la madre per nove mesi tutta in una volta sola, un uragano che lo travolge; è facile vedere uomini svenire in sala parto o piangere disperati. Oggi vengono fatti dei corsi pre-parto in cui i futuri papà hanno un ruolo fondamentale, hanno tutti ben presenti le modalità di respirazione e hanno un blocchetto con tutte le posizioni possibili per rendere il travaglio più semplice possibile alla futura mamma, tutto ciò vent’anni fa era impensabile.

L’uomo di oggi vuole essere pronto, vuole vivere il suo bambino fin dall’inizio, ma non c’è tanto da fare non sarà lui ad avere le contrazioni. L’uomo di oggi sa di dover lottare con tutto se stesso per essere padre, sa che dovrà meritarselo, sa che commetterà degli errori e sa che dovrà rimediarvi. Chi è padre? La nostra cultura cattolica ci insegna che il nostro Dio è Padre, un padre da lodare, seguire, ma che rimarrà sempre per noi ineguagliabile, irraggiungibile. Recentemente in pedagogia si è insediata un’altra figura, un altro padre, l’eroe dell’Iliade Ettore, eroe che per salvare la propria patria affronta con coraggio il suo già segnato destino, ma prima dice addio alla moglie Andromaca e al figlio Astianatte, che prende in braccio e alza sopra di sé pregando Zeus, con questo gesto innalza, oltre che in senso fisico anche in senso morale, il figlio al di sopra di sé.

È questo che un padre dovrebbe auspicarsi: che il figlio diventi migliore di quanto lui possa mai essere, che il figlio possa superarlo, e quindi deve guidarlo nella crescita fornendogli tutti gli strumenti, i suggerimenti e i consigli di cui ha bisogno, ma soprattutto indurlo con il proprio comportamento a migliorarsi, spronarlo a diventare una persona sempre migliore. Nella società di oggi è difficile, ci sono sempre più padri privi di strumenti ed estremamente insicuri, tutto ciò influenza la formazione dei figli. È difficile, per esempio, essere un padre separato che vede il figlio a week end alterni e che sente chiamare “papà” il nuovo compagno dell’ex moglie, è difficile essere un padre che per mettere del cibo in tavola si deve umiliare andando a fare la spesa alla Caritas. La società di oggi non aiuta i padri, anzi aggiunge ostacoli ad un percorso già in salita, le madri hanno così un nuovo compito, aiutare il padre ad essere padre, fornendogli quelle sicurezze di cui la società lo priva, lui in cambio imparerà a cambiare pannolini, a separare i bianchi dai colorati e preparare la merenda per la scuola.

Marina India Pizzochero

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3 Commenti su ESSERE PADRI

  1. articolo bellissimo… l’ho rebloggato sul mio blog “I carotini”, nel caso riteniate che non sia opportuno provvederò subito a toglierlo..

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  2. L’ha ribloggato su I Carotinie ha commentato:
    mooooolto interessante…

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