ECCO PERCHÈ SALVINI HA POSATO SEMINUDO. È TUTTA COLPA NOSTRA (CIOÈ VOSTRA)

Ecco a voi i limiti della sovraesposizione mediatica. Che però è necessaria, finchè non alzate le chiappe

Salvini ha voluto provare l’ebrezza dell’essere rock star. Certo, se a farti il servizio non è Rolling Stone ma una di quelle testate alla Signorini Style, può succedere che ti fanno somigliare a Marilyn Monroe piuttosto che a Jim Morrison.

Comunque sia, il Salvini della strada, dei quartieri popolari, della felpa jeans & clarcks, si è concesso i cinque minuti di celebrità da red carpet che più volte – siamo certi – avrà sognato. E ne siamo certi perché, più volte, lo avete sognato tutti. D’altronde, inutile fare i supereroi, il sistema dominante tutto lustri paillettes e belle donne attrae chiunque. Perché chiunque è costantemente bombardato da una perenne sponsorizzazione di un mondo tutto forma e niente sostanza, dove l’effimero è un valore e la concretezza una scocciatura. E in politica, al giorno d’oggi, l’apparire è divenuto l’elemento imprescindibile: tv sondaggi facebook twitter agenzie stampa coni gelati talk show. Apparire apparire apparire. Perché una volta che i media ti collocano in modalità off, sei politicamente morto.

In questa situazione si trova in particolar modo Salvini, come già sottolineava L’Intellettuale Dissidente. Costretto alla sovraesposizione mediatica, perché ha avviato un progetto politico fortemente coraggioso ma fortemente scomodo, in cui non credeva nessuno, soprattutto dentro il suo stesso movimento. Così ha dovuto fare tutto da solo (o quasi), girando come una trottola per qualsiasi posto possibile e immaginabile, fisico televisivo e virtuale. Usando tutti gli strumenti a disposizione, anche se questi non sono gestiti da te e quindi – quando possono – cercano di tenderti la trappola. Finire su Panorama, Chi e Oggi rientra nella logica del tentare di arrivare a più pubblici possibili per sfidare Renzi e Berlusconi su tutti i terreni nei quali fino ad ora hanno avuto il monopolio… soprattutto adesso che i dati sottolineano la possibilità concreta, da parte di Salvini, di poter sottrarre loro questi terreni.

Il problema è, appunto, che però gli strumenti che ti tocca utilizzare non sono tuoi. Perciò, mentre ti fai in quattro per sfruttarli, devi costruire al più presto uno strumento tuo. Questo strumento è una rete fisica concreta e attiva sui territori, capace di comprendere interpretare e diffondere il progetto avviato da Salvini. Se il leader del Carroccio fino ad oggi ha dovuto rincorrere così tanto i media, è per sopperire alla carenza di persone in grado di supportarlo in questo compito faticoso. Sopperire a tal punto da rendersi disponibile a denudarsi per far entrare anche nei rotocalchi il suo messaggio. Con poca gioia per chi non vuol mettere un’idea nobile a contatto con la feccia mediatica… e di chi nei rotocalchi preferisce tette grosse o addominali scolpiti.

Dunque, avendo uno storico disprezzo per chi si riduce a spettatore passivo e preferendo chi ha il coraggio dell’azione in prima persona, la sfida da lanciare a chi ha accolto con (giusta) perplessità il Salvini in versione VIP, è questa: affinchè si possa svincolare dalla sovraesposizione mediatica e fuggirne le inevitabili conseguenze negative, ci si rimbocchi le maniche per aiutarlo a costruire lo strumento alternativo e antisistema. Che è un esercito di abili e competenti dirigenti in grado di parlare ai media ma soprattutto alla gente, per convincerli che è ora di dare inizio alle danze.

Vincenzo Sofo (www.vincenzosofo.net)

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