RENZI COME MUSSOLINI?

Sul diritto alla casa, Renzi copia (male) il Mussolini della RSI

Il manifesto di Verona, elaborato durante il Congresso del PFR del 14 Novembre 1943, rappresenta la summa ideologica del Fascismo ed è stata recentemente ripresa dal Partito Democratico di Renzi.

Dei 18 punti della Repubblica Sociale Italiana ve n’è uno, il quindicesimo, particolarmente interessante che riguarda il diritto alla casa:

Quello della casa non è soltanto un diritto di proprietà, è un diritto alla proprietà. Il partito iscrive nel suo programma la creazione di un ente nazionale per la casa del popolo il quale, assorbendo l’istituto esistente e ampliandone al massimo l’azione, provveda a fornire in proprietà la sua casa alle famiglie dei lavoratori di ogni categoria, mediante diretta costruzione di nuove abitazioni o graduale riscatto delle esistenti. In proposito è da affermare il principio generale che l’affitto, una volta rimborsato il capitale e pagatone il giusto frutto, costituisce titolo di acquisto.
Come primo compito, l’ente risolverà i problemi derivanti dalle distruzioni di guerracon requisizione e distribuzione di locali inutilizzati e con costruzioni provvisorie.

Questo concetto fascista è stato ripreso da Renzi che, però , come al solito, non è riuscito ad attuarlo in modo intelligente. Infatti, nonostante i nuovi disegni di legge, gli sfratti dei cittadini italiani continuano ad essere perpetrati e sembra che gli unici a trarne vantaggio siano i clandestini e gli extracomunitari.

Da luglio 2014, infatti, la legge italiana tutela gli inquilini Italiani impossibilitati a pagare il canone di locazione per cause di forza maggiore. L’accusa di morosità incolpevole, il cui contenuto è spiegato nel testo del decreti del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, previsto dal decreto-legge n. 102/13 pubblicato in Gazzetta Ufficiale non è più reato. Ma cos’è che fa’della morosità…un crimine incolpevole?

Questi sono i 7 punti che giustificano il mancato pagamento dell’affitto:

  • perdita di lavoro per licenziamento;
  • accordi aziendali o sindacali con consistente riduzione dell’orario di lavoro;
  • cassa integrazione ordinaria o straordinaria che limiti notevolmente la capacità reddituale;
  • mancato rinnovo di contratti a termine o di lavoro atipici;
  • cessazioni di attività libero-professionali o di imprese registrate, derivanti da cause di forza maggiore;
  • malattia grave, infortunio o decesso di un componente del nucleo familiare che abbia comportato o la riduzione del reddito complessivo;
  • necessità dell’impiego di parte notevole del reddito per fronteggiare rilevanti spese mediche e assistenziali.

Grazie a tale decisioni il governo ha ceduto alle regioni circa 20 milioni di euro al fine di aiutare le famiglie di cittadini che , per via dei punti elencati sopra, non riescono più a pagare il canone di locazione. Gli inquilini in difficoltà possono chiedere fino ad 8 mila euro al comune per recuperare in contratto con il proprietario dell’edificio.

Per avere accesso a questo beneficio, che il comune si impegnerà a segnalare ai prefetti, vi sono 5 requisiti:

  • ISEE sino a 25.000 euro;
  • oppure ISE sino a 35.000 euro;
  • eventuale atto di intimazione di sfratto per morosità;
  • un contratto di locazione registrato;
  • cittadinanza italiana o regolare titolo di soggiorno.

Avvalendosi perciò della legge fascista, teorizzata da Mussolini ed applicata da Renzi, si può giungere alla conclusione che lo sfratto di un cittadino italiano , vittima di morosità incolpevole, non può venir eseguito, in quanto gli aspetterebbero per diritto 8 mila euro dallo Stato.

È per questo che, seguendo la logica della legge, risulterebbe giusto e logico difendere gli sfratti delle famiglie italiane . Opponendo resistenza passiva alle forze dell’ordine e restando ad occupare l’abitazione la famiglia di cittadini italiani troverebbe il tempo per compiere tutte quelle procedure burocratiche necessarie per farsi sovvenzionare momentaneamente l’aloggio.

La legge stessa tutela le abitazioni e, paradossalmente, giustifica l’opposizione – momentanea – fisica agli sfratti dei cittadini italiani. Evidentemente questo genere di operazioni anti-sfratto possono venir compiute solo dal momento in cui il diritto alla casa ed al sovvenzionamento resta limitato a quei cittadini che lo meritano, ossia gli Italiani regolari che soddisfano tutti i requisiti della morosità incolpevole.

Extracomunitari, clandestini e parassiti non devono per alcun motivo abusare degli alloggi e delle magre finaze dello stato, perchè a causa loro vengon meno i diritti dei cittadini regolari italiani.

Inoltre anche la lista d’attesa per ricevere un appartamento Aler è estremamente ingiusta nei confronti degli Italiani , in quanto gli stranieri irregolari beneficiano esattamente dei loro stessi diritti. Cosa assolutamente non logica, viste le ristrettezze economiche in cui versa il paese.

Liliane Tami

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