FDI: QUANDO L’ALLEANZA CON LA LEGA CONVIENE

La destra è ormai morta, non si ripiglia manco con il defibrillatore

Così Pietrangelo Buttafuoco rispondeva al suo intervistatore, nel corso della presentazione di Buttanissima Sicilia a Caffeina, lo scorso luglio.

Tra gli auditori, quelle parole saranno sicuramente suonate come una bacchettata rivolta all’universo di centro-destra: Forza Italia, NCD e Fratelli d’Italia. In realtà, non era una bacchettata, ma un’amara constatazione: manca una destra in Italia, c’è poco da fare. Ci sono i richiami, costanti e alle volte un po’ retorici, ad Almirante e al mondo missino; ci sono le ricorrenze storiche del 10 Febbraio e della caduta del Muro di Berlino che compattano, per ventiquattrore, un microcosmo quotidianamente frammentato e in guerra. Manca però la volontà di scegliere di definirsi, nel nome e nei programmi, di destra.

Dalla Lega Nord arriva la proposta di Salvini a Fratelli d’Italia: un Front National italiano che, come quello francese, sia capace di convogliare ampi consensi anche da sinistra.

In Gioventù nazionale (giovanile di FdI) più delle parole parlano i contenuti: Evola, Brasillach, Romualdi, Jünger (intellettuali certo non ascrivibili all’ambiente moderato) restano riferimenti culturali saldi. Senza contare, in politica estera, la sintonia con i governi di Putin e di Assad.

Dal canto suo a Salvini la voglia di vincere non manca e, se anche non andrà in porto la “joint venture dei sindaci” con la Meloni candidata a Roma e lui a Milano, certamente il suo partito non si ferma, né rallenta la corsa verso Palazzo Marino o, a questo punto, verso Palazzo Chigi.

“Esagerato!” contesterà qualcuno. Qualcuno poco informato: proprio ieri, ad Affari Italiani, Matteo ha ricordato che se il cuore lo spinge a correre da primo cittadino ambrosiano, la ragione lo porta oltre laddove, forse, ritiene di poter dare un contributo effettivo non solo alla ‘causa’ di Milano, ma a quella Nazionale.
E, sempre nel corso dell’intervista, Salvini ricorda che “la Lega è la Lega, stiamo preparando la scommessa di rappresentare il 51% degli italiani. Certo, ci sono buoni rapporti con Fratelli d’Italia, dove siamo alleati in Emilia-Romagna per le Regionali del 23 novembre, ma la Lega è la Lega”.
Insomma, poche chiacchiere e poco spazio ai titubanti: chi c’è bene, chi non c’è uguale. E, probabilmente, questa è la via giusta: puntare al risultato, senza badare troppo a chi ha le idee ancora confuse sul da farsi.
Staccarsi da gruppo e andare in fuga, come nel ciclismo. Correre in solitaria come il Front National, con un’unica sostanziale differenza: la LN al governo c’è già stata, Marine Le Pen mai.

Forse, più che morta, la destra è solo in dormiveglia. Fratelli d’Italia non risponde, osservando con diffidenza i secessionisti diventati nazionalisti. E non accorgendosi che la distanza con la propria base rischia di allargarsi, proprio sulla questione identità.

Sufficit animus? No, “sufficit sbrigarsi” a meno che, fermi nell’ attendismo, non si voglia restare a guardare la LN fagocitare tessere, consensi e un’eredità politica che non è un marchio registrato di proprietà degli ex AN, perché l’identità è un bene collettivo, non di una fondazione.

Marco Petrelli

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1 Commento su FDI: QUANDO L’ALLEANZA CON LA LEGA CONVIENE

  1. mi ripeterò fino alla nausea, il fine giustifica i mezzo, anche se non se sempre. Questo per me è un caso più che valido

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