Il fronte identitario è pronto: benvenuto a chi ci sta. Ma fuori gli egocentrismi

Su La Padania, Vincenzo Sofo spiega il significato politico della manifestazione di oggi. Con un avviso alle destre

La manifestazione Stop Invasione rappresenta un punto di svolta per la Lega Nord, un evento che certificherà la concretizzazione del progetto di Matteo Salvini, convinto del fatto che occorresse una nuova strategia per riportare la battaglia leghista al centro delle dinamiche politiche. Di fronte ad un nemico che sta diventando sempre più mastodontico – assumendo addirittura dimensioni sovranazionali – e sempre meno individuabile, una opposizione efficace non è pensabile se non per via di un’alleanza con tutte quelle forze decise a fare resistenza. Un concetto compreso e lanciato da Salvini già oltre un anno fa, lontano dalle luci elettorali, promuovendo un fronte identitario a livello europeo, ma da tessere anche in Italia.

Costituita la Lega dei Popoli, dato carattere di continuità alla collaborazione europea (vedi la partecipazione leghista alle “internazionali identitarie”) e cuciti rapporti con la Russia di Putin, Salvini si è conquistato di diritto lo scettro indiscusso di condottiero di questo nuovo e auspicato fronte, così come la Lega Nord ha ottenuto di diritto la palma di forza politica di riferimento, come certifica la partecipazione di molti gruppi extra leghisti al corteo. Questo ha suscitato perplessità circa la presenza di sigle “scomode”, ma è dovere di chiunque voglia portare avanti un progetto politico serio aprirlo a tutti coloro che vogliono sostenerlo così da massimizzarne la potenza d’urto. Avanzare pregiudizi o campanilismi è errato, se non si vuol cadere nella trappola del “divide et impera”.

D’altro canto è fuori discussione che – proprio per il fatto che Salvini sia riuscito laddove altri avevano fallito o non avevano osato – sia egli ora l’unico e il naturale capofila. Se infatti l’apertura all’esterno è necessaria alla Lega per acquisire una maggior incisività, è altrettanto vero che si tratta di un’insperata ancora di salvataggio per una destra politica ormai destinata all’estinzione, che ora ha invece la chance di tornare protagonista. E’ ovvio che non possa più farlo sotto vecchie spoglie ma debba adeguarsi a ciò che nel frattempo è stato creato, ma se per qualcuno ciò rappresenta un limite, di certo è imputabile non alla Lega ma ai loro errori passati (vedi Alleanza Nazionale), che hanno bruciato la credibilità di certi schemi.

Ecco perchè Salvini ha chiesto, saggiamente, che non siano presenti alla manifestazione altre bandiere o simbologie diverse da quelle portate dal Carroccio. Perchè sarebbe dannoso creare confusione mentre è necessario cementare l’unione, rendendo chiaramente identificabile – anche simbolicamente parlando – alla popolazione da che parte stare. Ed ecco perchè è necessario che le realtà esterne che hanno deciso di sposare la battaglia leghista devono comprendere questa richiesta e non rovinare un evento così determinante nello scenario politico italiano per vezzi individualisti.

Coloro che capiranno che è ora di esser disposti a mediare la propria ambizione singola in nome di una più funzionale strategia di comunità (si pensi alle dichiarazioni di Casa Pound), rappresenterà certamente un valore aggiunto in questa battaglia. Chi preferirà dar sfogo al proprio esibizionismo, non potrà certamente essere considerato un credibile alleato nella costruzione di un percorso comune.

Vincenzo Sofo (tratto da La Padania)

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1 Commento su Il fronte identitario è pronto: benvenuto a chi ci sta. Ma fuori gli egocentrismi

  1. da diversi mesi ascolto radio padania, una voce fuori dal coro conformistico e mistificatorio dell’informazione. purtroppo nella maggioranza di coloro che pure si dicono moderati si sono depositate molte falsità diffuse anche da giornali e televisioni che negli anni scorsi erano schierati con il centrodestra – vedi giornale e mediaset . per non parlare di personaggi apparentemente non schierati ma che reagiscono con istinti pavloviani quando si trovano davanti un leghista ( es. Diaco e Buonanno ). l’informazione resta il nodo fondamentale per sfondare. auguri a tutti

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