Il Duce è vivo!

Scherzavo, è morto, ma il "dove" e il "per opera di chi" restano due incognite fonte di dibattito

Sulla reale esecuzione del Duce esistono tantissime ipotesi differenti. Per certo si può dire che la sua morte non è avvenuta né a piazzale Loreto nè per mano dei servizi segreti inglesi, come invece è sovente divulgato. Sempre più tesi, in particolar modo sostenute dagli studi del dottor Maurizio Barozzi, confermano l’ipotesi che mi è stata narrata da un uomo che sostiene d’aver conosciuto di prima persona uno dei tre testimoni della morte del Duce. La testimone da lui conosciuta si chiamarebbe Dorina Mazzola e sarebbe deceduta a Bonzanigo nel 2001.
L’anziano informatore mi ha giurato di possedere tre pagine di carta ingiallita cedutegli da Dorina in persona. A parer suo, questi documenti redatti da Guglielmo Cantoni (patrigno di Dorina) nella casa chiamata De Maria, presso il comune di Bonzanigo, raccontano una serie di fatti che mettono in discussione la versione ufficiale della morte di Mussolini e Claretta Petacci.
A detta della stessa fonte, Mussolini e la sua amata avrebbero perso la vita la mattina del 28 aprile 1945. Stando a ciò che mi è stato riferito, sul documento è scritto che Benito e Claretta, fuggendo verso la Svizzera, vennero catturati da un gruppo di partigiani a Dongo poco prima dell’alba e furono trascinati nella stalla della famiglia Cantoni. Il duplice efferato omicidio sarebbe stato perpetrato da Michele Moretti, dal Colonnello Valerio (Walter Audisio, poi diventato dirigente del Partito Comunista) e da Pertini, futuro capo di stato.
Attenendosi a questa fonte inverificabile, il Duce e la sua compagna sarebbero stati incatenati, bastonati e picchiati a sangue, poi sfregiati ed infine ammazzati con una raffica di colpi. I tre testimoni oculari della fine del Duce furono il partigiano Gugliemo Cantoni, chiamato anche Sandrino, autore del documento sopraccitato, sua moglie Sadina e, appunto, la figlia di lei, Dorina Mazzola, che chi mi ha narrato queste vicende avrebbe conosciuto.
Oltre ai documenti, dovrebbe esistere anche una fotografia che testimonia questa versione dei fatti.  Rappresenterebbe due persone che trasportano in spalla il cadavere di Mussolini mentre lo portano a Piazzale Loreto per simularne la celebre esecuzione pubblica. A differenza dei testi scritti, chi mi ha narrato questa vicenda afferma però di non possederla.
La storia, purtroppo, continuerà a celare i suoi misteri e, dove le fonti scritte mentono, forse, non resta che attenersi a quelle orali.
Liliane Tami
Nota: il Talebano ringrazia la redazione de rDvucie per l’immagine di copertina. Provocatoria e di macabro gusto, come piace a noi. Sì, proprio A NOI!
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