Non è mica colpa loro (l’uomo bianco li ha fregati)

Tutti a prendersela coi negri ma, se sono in questa condizione, è stato per il profitto di qualcuno

Con ogni probabilità, l’abolizione del reato di immigrazione clandestina ha poco a che vedere con il progressivo intensificarsi degli sbarchi di immigrati irregolari. Instabilità politica, disoccupazione, guerre e povertà, nei paesi di provenienza dei migranti che, giorno dopo giorno, notte dopo notte, approdano sulle nostre coste, rappresentano le vere cause alla radice dell’odierno fenomeno migratorio. Un fenomeno in forte crescita stando ai dati divulgati dal Ministero degli Interni, secondo cui dall’inizio del 2014, sarebbero giunti nel nostro Paese più di 80.000 profughi. Probabilmente entro la fine dell’estate si potrebbero raggiungere i 100.000 ingressi. Sebbene non si tratti di un’invasione, il dato non è sottovalutabile poichè determina una situazione difficilmente sostenibile per un Paese come il nostro, alle prese con una crisi economica pesantissima.

L’operazione Mare Nostrum, iniziata il 18 ottobre 2013 con il fine di perseguire un obiettivo nobile, quello di affidare alla nostra Marina Militare l’onere di intervenire anche in acque internazionali per scortare gli immigrati sino alla destinazione italiana più vicina, sta in realtà mettendo in luce tutta l’impreparazione e la disorganizzazione delle nostre istituzioni, nel gestire in modo adeguato i migranti dopo l’arrivo nei centri di accoglienza. Cosa intende fare il Governo per trovare una soluzione a questa situazione di emergenza, tenuto conto del fatto che, come da giorni riportano i principali telegiornali e quotidiani, i centri d’accoglienza destinati agli immigrati sono ormai al collasso? Alla vigilia del semestre di presidenza italiana del Consiglio dell’Ue, ci si domanda se l’Italia di Renzi, saprà proporre soluzioni tali da contenere questa ondata migratoria.

Già si pensa alla possibilità di utilizzare le caserme dismesse quali centri temporanei di permanenza per poi smistare un po’ qua e un po’ là questi poveri disgraziati. Come è noto, molti comuni sono “alla canna del gas” e non riescono nemmeno a dare sostegno ai propri numerosi cittadini indigenti e disoccupati. L’accordo Maroni-Gheddafi aveva risolto solo in parte il problema. Oggi Gheddafi non c’è più, la situazione libica è caotica e l’Europa non fornisce un apporto adeguato in termini di azioni di politica estera, di risorse economiche e di mezzi. I vari Governi europei se ne infischiano e allora ci tocca far da soli. Non è colpa dell’Italia, se in Nord Africa ci sono state grosse turbolenze. Non fu il nostro Governo a volere l’intervento armato in Libia, la guerra in Siria o l’attuale crisi palestinese. Eppure l’immigrazione, come fenomeno conseguente alle tensioni, che in modo crescente pervadono il Mediterraneo, l’Africa e il Medio Oriente, finisce per produrre conseguenze dirette proprio sul nostro Paese.

Gli Italiani, contrariamente a quanto pensano il Presidente della Camera o Cécile Kyenge, sono tutt’altro che razzisti. Hanno infatti compreso da un pezzo, che in qualche misura non possiamo esimerci dal fare la nostra parte, hanno compreso che l’immigrato non ha colpe per il solo fatto di cercare una vita migliore o per fuggire da guerre e persecuzioni. Tutti gli italiani sanno che bisogna accordarsi con i Paesi dell’Area Nord del Mediterraneo per bloccare le partenze, così come tutti sanno che occorre garantire finanziamenti costanti ai paesi d’origine dei migranti, per contribuire al progressivo miglioramento delle condizioni di vita. Semmai il vero problema è che ancora gli Italiani non hanno interiorizzato i rischi concatenati al fenomeno dell’immigrazione: smantellamento del tessuto socio economico e tradizionale, peggioramento delle condizioni di lavoro, oltre al progressivo diffondersi di degrado e criminalità. Ipnotizzati da un finto e irresponsabile nuovo umanesimo buonista che fa del multiculturalismo un valore da perseguire, oltre che una condizione inevitabile, tralasciano di identificare le reali responsabilità della catastrofe che ci attende.

Così i media, di questi tempi impegnati a diffondere il verbo del “pensiero unico anti-identitario” cercano di convincerci che se non fosse per gli immigrati, la nostra economia imploderebbe, che dal punto di vista culturale è un bene che ci si misuri con l’Altro, che in realtà gli immigrati fanno lavori che gli italiani non vogliono più fare. Ma quale valore aggiunto portino in concreto nel nostro Paese queste masse di sottoproletari sradicati e ricattabili, non è dato sapere. È venuto il momento di far la voce grossa: non con gli immigrati, che son vittime, ma con quelle forze che governano l’economia mondiale, che pianificano guerre fra disperati per fare affari e vendere armi, che ricattano i lavoratori italiani, costretti a ridurre diritti e tutele per non perdere il posto a vantaggio di soggetti più deboli e quindi maggiormente predisposti ad accettare condizioni poco dignitose e salari più bassi.

Queste forze con le loro politiche di profitto sono la causa del marciume dell’attuale fenomeno migratorio.

Dario Leotti

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