Non ci sono più i froci di una volta (Atto omosessuale VS Omosessualità)

Inutile che continuate a tirare in ballo Achille e Patroclo: quelli mica erano femminielli

Uno dei più frequenti luoghi comuni intorno all’omosessualità è che questa fosse socialmente accettata nell’antichità, in particolar modo nella Grecia classica e nella Roma pre-cristiana. Inutile dirlo: niente di più falso. Anzitutto perché come è vero che vi era una diversa idea di famiglia e di ruoli rispetto a quella attuale, è anche vero che il concetto di omosessualità oggi vigente non ha niente a che fare con la sua concezione classica. O meglio: nella classicità non vi era affatto il concetto di omosessualità, semmai di effemminatezza contrapposta alla virilità.

Come scrive lo stesso M. Foucault all’interno del meraviglioso affresco costituito dalla sua opera sulla storia della sessualità ed il suo rapporto con il potere, tanto in Grecia quanto a Roma l’effemminatezza è sempre stata emarginata e rifiutata socialmente. Gli uomini che fanno le donne erano trattati sicuramente molto peggio che da noi (spesso erano tenuti a corte alla stregua di fenomeni da baraccone). Quando si portano i soliti esempi di Socrate, Alessandro e Cesare, per corroborare la tesi secondo cui esistevano già “i gay” e occupavano anche posizioni di rilievo sociale, si dimentica che ognuno di questi era sposato ed ebbe figli. Nessuno di loro si sarebbe mai neanche sognato di rifiutare le donne. Nella stessa comunità lesbica di fatto l’omosessualità fra le giovani nobili era consumata in vista e in preparazione del successivo matrimonio per poter meglio soddisfare il marito. Qualcosa che oggi farebbe venire infarti multipli alle nostre femministe. Stessa cosa accade quando si parla di “omosessualità” in natura: i famosi cervi gay. Sembra ridicolo dover anche solo rispondere, ma oggi la situazione è quella che è, quindi facciamolo: trovatemi un animale che rifiuti la riproduzione, poi parlatemi di animali gay.

La distinzione fondamentale che bisogna allora operare è quella fra omosessualità ed atto omosessuale: se parliamo di atti omosessuali, allora è vero senza dubbio che nell’antichità la sessualità era vissuta in maniera più libera, poiché questi erano relegati ad un area privata e legata al semplice gusto nella soddisfazione sessuale. Ma se si pretende di far entrare a forza nell’antichità i “gay” ed il concetto moderno di omosessualità, allora si è completamente fuori strada. Quando si parla di diritti e riconoscimenti, di matrimonio e di adozioni, ora anche di figli “propri” (letteralmente parcheggiati dentro l’utero di sconosciute), si entra nella sfera del biologico e del sociale: qui nessuna civiltà di nessuna parte del mondo ha mai assistito a ciò che stiamo assistendo oggi, ovvero il totale stravolgimento delle identità sessuali.

Parliamo pure di diritti e riconoscimenti di base, ma non venite a raccontarci di “mammi” o amenità del genere, magari facendo riferimento ad antiche radici classiche. Nessuno qui sta dicendo che i nostri gay andrebbero trattati come si faceva in età classica, ma per favore almeno evitate di incoraggiarci.

Daniele Frisio

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