MODERATO SARAI TU

L'unico modo per ricostruire il centrodestra, è abbattere il centrodestra

Da quando ha ottenuto il plebiscito di preferenze alle ultime elezioni europee, sono diventati tutti pazzi di Salvini. Un modo come un altro per fare di necessità virtù, in un centrodestra uscito – Lega a parte – a pezzi dalla recente tornata elettorale, che ha ricordato a tutti una cosa: Berlusconi ha quasi 80 anni. E a quella età mica puoi fare il leader, almenochè non ti chiami Ciriaco De Mita e ti candidi a sindaco di un paesello campano. Ma Forza Italia di persone che possano sostituire Berlusconi, qui lo diciamo e qui lo neghiamo, non è che ne abbia. Così l’ex Cav ha iniziato a predicare la riunione di tutti i moderati.

Eh no, Silvio, non ci siamo. Moderato sarai tu. Saranno i forzisti e saranno i neocentristi. Moderata di certo non lo è la Lega. E, resiste – nonostante il ventennio di attività – proprio per questo. Perchè ha resistito alla deriva post-ideologica della politica trasformata in mera amministrazione, dei movimenti trasformati in contenitori o comitati elettorali, delle istanze trasformate in coalizioni. Perchè ha mantenuto un progetto di società ed è rimasta l’unica ad averne uno. Così che mentre i partiti à la mode sono diventati ricettatori de voto di opinione (quello che prende consistenza un minuto prima di entrare in cabina elettorale), la Lega è rimasto un riferimento per chi vota sapendo bene che cosa vuole.

Berlusconi, che fesso non è, ha capito il motivo per cui il centrodestra ha perso mentre la Lega no. Perchè il centrodestra è diventato una nebulosa incomprensibile (già il termine “centrodestra”, è indicativo) mentre la Lega ha preservato un’identità. Non solo, con Salvini ha saputo aggiornarla, rafforzarla ed integrarla, proiettandola verso il futuro. Questo fa di Salvini l’unico legittimo (perchè credibile) leader di uno schieramento alternativo al renzismo, di opposizione al sistema attuale. Anche questo, Berlusconi lo ha capito bene. Importanti saranno però i termini di questo schieramento, i contenuti, gli obbiettivi. Quanto si debba essere di destra, di centro o di sinistra, chissenefrega. Quanto si debba essere alternativi alle tesi globalizzanti, alle tesi turbocapitaliste, alle tesi antisovraniste, alle tesi standardizzanti e multiculturaliste, è fondamentale.

Moderato non va più bene (sempre che lo sia mai andato). Non è il tempo per esserlo, con famiglie che fanno vivono sempre più di stenti e i lavoratori che si suicidano per colpa del lavoro – che dovrebbe nobilitare, non annichilire. Non è il tempo di esserlo in una fase di accelerazione dello scippo dei diritti fondamentali dell’autodeterminazione e della sovranità del proprio futuro. Non è il tempo di esserlo in un momento di soprusi nei confronti della famiglia, dell’identità, delle tradizioni e di tutto ciò che è sempre stato il fondamento di una comunità sana.

Chiamare a raccolta i moderati significa essere parte del passato, significa aver perso la capacità di interpretare il presente. Chiamare a raccolta i rivoluzionari, come ha fatto Salvini in Europa con la Le Pen e come sta facendo in Italia – significa capire di che cosa ha bisogno il futuro. Sta dunque agli altri scegliere se farne parte o se consegnarsi ai libri di storia.

Vincenzo Sofo

(tratto da http://www.lapadania.net)

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2 Commenti su MODERATO SARAI TU

  1. Non so se la Lega abbia un responsabile della cultura; io non l’ho mai sentito nominare, ma per un movimento del genere è decisamente indispensabile. All’inizio della sua storia la Lega aveva privilegiato la battaglia per l’autonomia economica contro il cosiddetto assistenzialismo di cui godevano altre zone d’Italia e che toglieva troppe risorse a chi produceva ricchezza, e l’aspetto culturale era alquanto trascurato e ridotto a mero folclore.
    Con l’avvento di Salvini pare che questo abbia invece una rilevanza maggiore, come del resto è giusto che sia, e l’aspetto economico vi deve essere subordinato.
    Dunque è fondamentale che nella Lega vi siano persone in grado di riscoprire i valori comunitari, le abitudini tradizionali di ogni parte del paese, le sapienze ancestrali comuni a tutti i popoli che da noi sono ormai andate perse, sostituite dai burocratismi e dai tecnicismi di cosiddetti specialisti che non sono in grado di comprendere nulla che vada oltre il loro ristrettissimo ambito di intervento.
    I principi universali che regolano tutte le comunità della terra sono i medesimi, e poi la loro applicazione nel quotidiano dipenderà dalla capacità di comprensione di ognuno e dalle caratteristiche dell’ambiente nel quale si trovano a vivere. Così ogni comunità sarà diversa dalle altre, ma i principi che la animano sono i medesimi, e proprio nel riconoscimento dei comuni principi si era costruita secoli fa un’Europa veramente unita a dispetto delle innumerevoli e diverse comunità che la abitavano. La distinzione di Tonnies fra gemeinschaft e gesellschaft («La teoria della società riguarda una costruzione artificiale, un aggregato di esseri umani che solo superficialmente assomiglia alla comunità, nella misura in cui anche in essa gli individui vivono pacificamente gli uni accanto agli altri. Però, mentre nella comunità gli esseri umani restano essenzialmente uniti nonostante i fattori che li separano, nella società restano essenzialmente separati nonostante i fattori che li uniscono»).è esplicativa del passaggio da un’Europa (quella medievale) unita ad una (quella attuale) solo aggregata.
    La cultura, non la legge, forma una comunità, e appunto a quella bisogna tornare per ricostruire ciò che è possibile eliminando nel contempo tutte quelle norme omologanti che finiranno per distruggere quel poco che ancora è rimasto.
    E di idee per cominciare una inversione di tendenza in questo senso ve ne sono tante…

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