Lezioni di comunicazione da Marine Le Pen. Prendete appunti!

Lezione di politica vol. 1: non fornire al sistema gli strumenti per attaccarti.

“Doveva essere la presentazione della piattaforma politica dei partiti noeuro in vista delle prossime elezioni europee. E invece il 15 aprile Marine Le Pen incontrerà a Strasburgo solo Matteo Salvini. Gli altri, dagli olandesi del Pvv ai fiamminghi del Vlaams Belang fino agli slovacchi dello Slovenská Národná Strana, dovranno aspettare il loro turno.”

L’incipit dell’articolo pubblicato qualche giorno fa da L’Espresso non è il preludio ad un intervento circa la recente polemica sulle millantate allenaze con il Front National che tanto vanno di moda in Italia (anche se, il fatto che la Le Pen incontri solo Salvini la dice lunga). Bensì ad una notizia molto interessante circa il profilo comunicativo che la leader dei sovranisti francesi ha deciso di adottare.

Domani ci sarebbe infatti dovuto essere un evento collettivo per la neonata Alleanza per la Libertà europea, il fronte internazionale di tutti i movimenti che stanno conducendo la battaglia contro questa Europa. Ci sarebbe dovuto essere, appunto. Perchè Marine Le Pen lo ha fatto saltare. Motivo? Esternazioni di alcuni leader politici delle altre forze alleate – dagli olandesi del Geert Wilders agli austriaci del Fpoe – i quali toni troppo coloriti hanno attirato l’attenzione dei media, che hanno colto al balzo l’occasione per attaccare il progetto politico sfruttando l’ingenuità comunicativa di alcuni singoli. E così, per il momento vedrà solo il leader del Carroccio, l’unico a garantirle affidabilità e non a caso uno degli assi portanti del progetto.

La forma spesso è sostanza, soprattutto in politica. Ben lo sa Marine Le Pen, che attraverso un repulisti dell’immagine e della comunicazione ha trasformato il Front National rendendolo digeribile a nuove fette di elettori francesi e portandolo all’attuale successo in termini di consensi. Senza abbandonarne i contenuti e gli obbiettivi essenziali (come invece accaduto all’Alleanza Nazionale di Fini e dei suoi colonnelli), ma modellando le forme di diffusione per adattarle al pubblico di riferimento. Perchè se l’obiettivo è coinvolgere e convincere che fino a ieri non capiva le tue proposte, è bene cambiare le modalità con le quali le si presenta ed è bene usare quelle che maggiormente ti permettono di avvicinare. Altrimenti, il destino sarà l’autoghettizzazione, la chiusura in un’enclave granitica fatta di pochi intimi che si dicono e ridicono le stesse cose tra stesse persone. Un’orgia autoerotica che induce a dirsi quanto si è più belli e più bravi degli altri, senza rendersi conto che – però – nessuno se ne accorge. E dunque, a poco serve.

Un saggio e godereccio amatore di donne e di avventure, dice che – se nessuno sa che hai fatto una cosa – in fondo è un po’ come se non l’hai fatta. E se già non è valorizzata appieno una storia finchè non è conosciuta, figuratevi un’azione politica.

D’altronde avete letto questo articolo solo perchè avete visto le tette.

Vincenzo Sofo

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