Si prepara la dittatura del prossimo premier?

Le recenti riforme stanno in realtà preparando il terreno alla dittatura eurocratica

Renzi è stato scelto non certo per dimostrate capacità, ma per la sua immagine di bravo ragazzo a capo di un governo di giovani rassicuranti – un’immagine che lo rende idoneo, con l’aiuto di contentini demagogici su tasse e bollette, a far passare una riforma elettorale e del Senato estremamente pericolosa e aggressiva verso la democrazia e lo stesso impianto della Costituzione. Una riforma che prepara l’ambiente giuridico-costituzionale adatto in cui il successivo premier potrà esercitare una dittatura formalmente legittima. E quel premier non sarà un ragazzotto inoffensivo, ma un uomo degli interessi finanziari, dei poteri forti, un delegato della Trojka, che macellerà l’Italia come la Trojka ha macellato la Grecia, senza però che la Trojka debba metterci la faccia, quindi scaricando sugli italiani la responsabilità di ciò che essa farà a loro. Perché col le decine di miliardi che annualmente l’Italia dovrà togliere ai contribuenti per l’abbattimento forzoso del debito pubblico (fiscal compact) in un trend già di avvitamento fiscale pluriennale, è molto facile che l’Italia debbia invocare l’aiuto, il bail-out, della Trojka.

In una siffatta situazione, in cui l’Italia è indebitata sempre più in una moneta praticamente straniera e completamente sbilanciata su poteri esterni alla Repubblica, avevamo bisogno di una riforma che prevenisse da altre sospensioni della democrazia come quella imposta ben tre volte dai manovratori del rating e dello spread attraverso Napolitano, e invece… arriva esattamente l’opposto! Riflettete bene: sotto la pelle d’agnello di Renzi e dei suoi ragazzi un po’ ingenui, con le loro riforme, e con l’aiuto di un Berlusconi sempre più condizionabile giudiziariamente, stanno istituendo una nuova architettura costituzionale in cui

  • il segretario del partito si sceglie i candidati che gli vanno bene
  • col voto di meno di un terzo degli elettori si prende la maggioranza assoluta nell’unica camera legislativa
  • si blinda a priori la fiducia al proprio governo, nomina il Presidente della Repubblica (che a sua volta nomina buona parte del Senato!), il presidente dell’unica camera legislativa, i giudici costituzionali, i membri laici del CSM, e altre cariche di garanzia
  • revoca i ministri
  • lascia senza rappresentanza parlamentare i partiti che raccolgono milioni di voti

Quindi si pone al di sopra di ogni controllo. La giustificazione è che i tempi richiedono un premier forte e decisioni rapide. È una giustificazione bugiarda, perché queste esigenze di efficienza/rapidità e insieme di democraticità/legalità sarebbero molto facilmente soddisfatte senza rinunciare alle garanzie e alla rappresentatività vera del corpo elettorale. Basta mantenere, accanto a una Camera dei Deputati eletta con un sistema maggioritario e con sbarramenti, un senato elettivo, riformato come segue, in modo che sia l’organo della rappresentanza fedele dell’elettorato e delle garanzie:

  • il Senato è eletto con sistema proporzionale su base regionale ed è rinnovato per la metà ogni 3 anni;
  • non può essere sciolto;
  • non partecipa alla normale attività legislativa e non vota la fiducia (queste funzioni spettano alla sola Camera dei Deputati) salvo un diritto di veto che può esercitare con maggioranza dei 3/5 dei membri su proposta di 1/3 di essi;
  • ha competenza legislativa esclusiva perriforme costituzionali;
    1. leggi costituzionali;
    2. leggi sulla cittadinanza;
    3. leggi elettorali;
    4. ratifica di trattati limitanti la sovranità nazionale;
  • ha competenza esclusiva per:
    1. messa in stato di accusa del presidente della repubblica;
    2. decisioni su eleggibilità e decadenza di deputati e senatori;
    3. commissioni di inchiesta;
    4. nomina del presidente della repubblica, dei giudici costituzionali, dei membri lai del CSM, dei capi di tutte le istituzioni di garanzia.

Un tale sistema bicamerale è così semplice e chiaro, lineare ed efficace nell’assicurare tutte le funzioni, l’efficienza e le garanzie, che il fatto stesso che non sia nemmeno proposto prova il pericoloso obiettivo del governo in carica e la corresponsabilità di chi lo sostiene in qualsiasi modo.

 Marco Della Luna

 

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