I 1000 euro in più di Renzi? Voto di scambio

Il Jobs Act di Renzi: una farsa per comprare i voti degli italiani alle elezioni europee

Renzi non ha ancora fatto in tempo a prender confidenza con lo scranno di Presidente del Consiglio, che già tutta Italia ha compreso (e ne ha fatto burla) della sua natura di venditore di pentole. La sua maggioranza è la stessa di Letta che, come sappiamo, non ha combinato nulla e il partito di cui è a capo lo stesso che, come sappiamo, ha sostenuto fortemente Monti. Eppure Renzi ha promesso che in 100 giorni cambierà Pubblica amministrazione, fisco e giustizia; ha annunciato che le buste paga, che Letta era riuscito ad incrementare di soli 14 miseri euro, da maggio schizzeranno a 1000 euro in più annui.

Però, si badi bene, niente taglio del cuneo fiscale e i soldi non si sa bene da dove salteranno fuori; certo è che si devono trovare, perchè a maggio si vota e meglio (per il PD) se con qualche euro in più nella busta paga… Badiamo bene a questo intervento: è evidente che chi riceve più soldi sia contento, ma senza il taglio del cuneo fiscale si tratta di una manovra a tempo e quindi limitata. Nulla cambia a livello di impatto sulla società nè a livello di aumento della qualità di vita dei ricevitori. Insomma, un jolly temporaneo per comprare i voti degli italiani. Praticamente, la logica del voto di scambio.

Forse sarebbe stato piu’ utile utilizzare qui soldi (che per ora non ci sono, ricordiamolo) per politiche di lavoro giovanile, 10 miliardi di euro sono un gruzzolo che se ben usato qualcosa produce e l’Italia ha un tasso di disoccupazione giovanile altissimo, inoltre, i giovani spendono perché spesso hanno le famiglie che li sostengono e quindi quei soldi tornerebbero a far girare l’economia reale. Lo stesso Renzi, artista della comunicazione forse addirittura meglio del Silvio nazionale, ha anche annunciato la vendita di 100/150 auto blu all’asta, un colpo da maestri per indurre i cittadini a credere che lui sia il nuovo salvatore, colui che taglierà le spese inutili… la realtà è che quelle auto non vengono più utilizzate, sono vecchie e non è “onorevole” andarci in giro, comprala tu italiano beota…

Tra i diversi annunci, ecco quello che fa arrabbiare un pochino: marcia indietro per quanto riguarda il pagamento dei debiti alle imprese. Niente decreto ma disegno di legge in modo che i tempi si dilatino. E per trovare i soldi? Oltre alle chaicchere c’è una grandissima operazione, tassazione delle rendite dei risparmiatori. Dopo aver tassato la casa ereditata dai genitori o acquistata con pesanti mutui, ecco l’accetta sui risparmi. Un salasso.

Tra le innovazioni della “rivoluzione” renziana troviamo inoltre che:

“…sparito il contratto unico di assunzione su cui si vociferava, mentre si è avviato un rinnovamento dei rapporti a termine che consente i contratti a termine senza causale entro il massimo di 36 mesi rispetto agli attuali 12. Viene meno anche il periodo di intervallo – già sensibilmente ridotto negli ultimi anni – tra un contratto e l’altro; di contro, viene messo un tetto all’applicazione dei contratti in scadenza, che non potranno superare il 20% della forza lavoro impiegata. Novità importanti anche sul fronte dell’apprendistato, che introduce il ricorso alla forma scritta per il solo contratto e patto di prova; salta, infine, il minimo di assunzioni per l’applicazione di nuovi apprendistati”

Completamente rivista dunque la riforma Fornero (certamente un bene), ma resta il fatto che le coperture economiche non ci sono.  Serve dunque un sistema che rilanci il lavoro giovanile senza pesare sulle casse delle aziende e sviluppando un sistema per cui chi deve andare in pensione trovi uno scopo e una motivazione per restare al lavoro: un patto sociale per il futuro, insomma, come potete leggere CLICCANDO QUI. Ma di risposte (o almeno prospettive) reali Reni non ne ha date, confermando l’assoluta continuità con la linea politica che da subito ha deciso di seguire: parole parole parole.

Fabrizio Fratus

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1 Commento su I 1000 euro in più di Renzi? Voto di scambio

  1. Questo è quanto scrissi di Renzi quasi un anno fa:
    http://llht.org/2013/08/30/la-paura-fa-renzi/
    O, più recentemente:
    http://llht.org/2014/02/27/convergenze-e-congruenze/

    Vi ho già scritto nel form dei contatti: se vi va, massima disponibilità da parte mia a far convergere le energie. Ciao.

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