Chi ha visto il genio senza volto? (Il mistero di Majorana)

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La rivoluzione non è un pranzo di gala, non è una festa letteraria, non è un disegno o un ricamo, non si può fare con tanta eleganza, con tanta serenità e delicatezza, con tanta grazia o cortesia, la rivoluzione è un atto di violenza.
Mao Tse Dong

Questo aforisma doveva essere abbastanza chiaro a Ettore Majorana, mentre la mattina del 27 marzo 1938 sbarcava a Napoli. Si incamminava lungo una piccola via del porto e scompariva senza lasciare traccie.

Infatti il giovane fisico Ettore Majorana una rivoluzione l’aveva fatta eccome. Ed era talmente grande che in poco tempo poteva solo scappare. Per salvare la propria vita ed evitare che i frutti delle sue ricerche ”rivoluzionarie” finissero nelle mani sbagliate. Stiamo parlando di una storia che ha i contorni di un film di fantascienza; se non fosse che sono tutti fatti realmente accaduti. Stiamo parlando di una delle prime armi di distruzione di massa basate non su gas o batteri. Un dispositivo avveniristico costruito sulla meccanica quantistica (negli anni ’30): il Raggio della Morte.

E’ il 1927, Ettore è un brillante studente di Ingegneria a Roma. Viene introdotto un pomeriggio dall’amico, e compagno di corso, Emilio Sgrè presso l’ufficio privato di Enrico Fermi. Dopo una rapida chiacchierata ed un confronto sul modello statistico della struttura atomica Ettore decise di frequentare la facoltà di fisica di Via Panisperna, sempre a Roma. Fermi riconosce immediatamente il genio del ragazzo e ne esorta la ricerca e l’analisi sperimentale durante tutto il corso di studi. Per primo teorizzò il neutrino, e porto avanti studi sulla meccanica quantistica e sulla radioattività in anticipo sui tempi. Laureatosi con 110 e lode ricevette offerte da tutto il mondo…tutte rifiutate. Chiese invece di poter insegnare fisica all’università di Napoli e venne accontentato dal mondo accademico di allora. D’altronde era un genio!

Dopo un viaggio in Germania e una serie di studi delicatissimi sull’antimateria (teoria simmetrica elettrone/positrone e ricerche sullo “spin-flip”) si presume che abbia costruito il famigerato Raggio della Morte. Tecnicamente si tratta di un congegno che utilizzando cariche magnetiche messe in rotazione da piccoli motori riesce a concentrare dei positroni (anti-elettroni, antimateria N.d.r.) e a “spararli” contro un obbiettivo. Facendo evaporare qualunque materiale entri a contatto. Sembra fantascienza vero? Invece è realtà e ci sono carte, documenti ufficiali e filmati. (uno ricavato da una nota trasmissione TV lo trovate in fondo all’articolo).

Il problema è cosa successe dopo. Il buon Majorana comprendendo i pericoli della scoperta e temendo per la propria vita, trovò nella fuga la unica possibilità di salvezza. Lasciò incompiute le proprie ricerche e distrusse il materiale relativo alla sua invenzione. Ci resta una confidenza che fece al fratello poco prima di scomparire: “All’Istituto nessuno capisce nulla. Le mie teorie le possono comprendere solo quattro persone: Bohr, Heisenberg, Dirac e Anderson…”

Nella Storia il raggio della morte verrà fuori un’altra volta, ne scriverò in un articolo apposta. Ma in molti si interessarono al destino del Majorana. Dal governo dell’epoca (Mussolini fissò una ricompensa per chi poteva fornire informazioni utili al ritrovamento) alla TV di oggi (Chi l’ha Visto?) e praticamente tutti i giornali. Ma due persone indicarono un luogo dove probabilmente il Majorana si recò per trovare rifugio. Leonardo Sciascia indica nella Certosa di Serra San Bruno, in Calabria, il riparo del fisico in fuga. Infatti un monastero di clausura, dove si rinuncia al proprio nome e si riducono al minimo i contatti col mondo esterno poteva essere la scelta più azzeccata. E anche la Polizia di Stato che ha recentemente riaperto le indagini ha cominciato dall’inaccessibile monastero tra i monti.

Per non dimenticare: la seconda persona che fece riferimento a Majorana riparato presso la Certosa di Serra San Bruno fu nientemeno che Giovanni Paolo II. Che recatosi dai monaci, nel suo discorso di benvenuto ricordò che il monastero: «aveva dato ospitalità al grande scienziato Ettore Majorana».

L’Ayatollah

 

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1 Commento su Chi ha visto il genio senza volto? (Il mistero di Majorana)

  1. Mi interessa saperne di più sull’argomento

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