Se mi lasci non vale

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Sembrerebbe che quanto avvenuto venerdì sia la fine di un lungo percorso in cui il Silvio nazionale ha “bruciato” i suoi delfini… prima Tremonti, poi Casini, a seguire Fini e ora Alfano, uomo imposto da lui stesso alla guida del Popolo delle Libertà. Un movimento, quello del PdL che non ha portato fortuna a nessuno: dopo la vittoria del 2008, il governo è durato poco, ha visto l’uscita di Fini e di La Russa con la conseguente creazione di mini partiti. Il PdL, all’origine, aveva lo scopo di riunire tutti i moderati in una casa comune e voleva seguire la logica dottata da Veltroni e dal Partito Democratico. Il risultato è tragico, scissioni e micro partiti che molto probabilmente alle Europee del prossimo maggio non saranno in grado di raggiungere il 4%.

Di sabato l’ultima (ipotetica) scissione che ha visto scomparire il PdL e tornare Forza Italia più un novo partito di centrodestra guidato da Alfano e democristiani vari. Ma se tutto fosse una strategia? Silvio Berlusconi è l’unico vero stratega della politica italiana, specialmente visto che D’Alema, oramai, poco conta nei disegni a lungo termine (sempre che il PD ne abbia) del centrosinistra. Proviamo a pensarci, Silvione ha un problema: il movimento è diviso in due, da una parte chi vuole andare all’opposizione e dall’altra chi vuole restare al governo. Da una parte c’è la questione della responsabilità e dall’altra il fatto che molti cittadini non ne possono più. C’è l’assoluto bisogno di ampliare l’offerta politica. Insomma, vi sono molteplici motivazioni per cui il dividersi, domani, potrà essere una scelta vincente. Non a caso, lo strappo è stato “delicato”; Alfano e Berlusconi hanno dichiarato che alle prossime elezioni andranno assieme e con questa operazione l’ex Presidente del Consiglio potrà fare opposizione ma allo stesso tempo rivendicare la sua responsabilità nei confronti della situazione economica. Alfano sarà colui che rappresenterà la moderazione. Un’operazione politica di sicuro successo che credo veda Berlusconi e Alfano complici. La nuova DC si prepara.

Ma vi è un altro aspetto di cui tenere conto. Come tutti sanno, Silvio ha un patto per cui dovrà lasciare in mano ad un referente democristiano il partito quando lui si ritirerà. Diventa necessario, quindi, creare la situazione adatta per cui il futuro segretario della nuova DC sia autorevole e reale punto di riferimento del centro. Alfano come ex democristiano e “fedele” amico di Silvione è la persona giusta… in politica non si guarda al passato ma al presente, ciò che è stato è passato e se vi sono stati reali battibecchi è anche vero che tutto può essere cancellato e dimenticato senza rancore. Scelta Civica di Monti si è disgregata, dunque il nuovo partito di Alfano, composto per lo più da ex democristiani, è il vero interlocutore per i montiani.

Insomma, quale scissione, questa è un’operazione geniale di un uomo che – seppur alla fine – si dimostra pienamente attivo nell’elaborare strategie a lungo termine. Non amiamo Berlusconi, ma gli riconosciamo una capacità incredibile di stupirci sempre e di riprendersi in mano il mazzo delle carte.

Fabrizio Fratus

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