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La nuova trincea è l’Europa: Macroregione unica speranza

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Tutti ad affannarsi per le elezioni politiche nazionali, alcuni a blaterare sull’inutilità o dannosità della macroregione proposta dalla Lega Nord. Eppure la situazione attuale dimostra il contrario.

Notizia fresca fresca direttamente da Strasburgo: la Corte Europea sui diritti umani si pone contro la discriminazione tra coppie eterosessuali ed omosessuali sul fronte delle adozioni. Principio che dovrà essere seguito – pur non obbligando – da tutti i paesi membri del Consiglio d’Europa a consentire le adozioni alle coppie omosessuali. Tradotto: i paesi in cui le unioni civili consentono l’adozione, dovranno consentire l’adozione anche alle coppie omosessuali. Riaccendendo in Italia i riflettori sul dibattito sulle coppie di fatto.

Non è obiettivo di questo articolo dibattere sul tema appena citato (lo abbiamo già fatto e non mancheremo di rifarlo), bensì di porre in evidenza un fattore oggettivo: ormai la maggior parte delle decisioni degli stati nazionali sono frutto del recepimento di indirizzi comunitari, più o meno vincolanti a seconda della situazione. L’esempio delle adozioni mostra come tale “ingerenza” sia arrivata a toccare anche le questioni più alte, quelle etiche; ma l’elenco è lungo. Basti pensare a quanto sta accadendo in Grecia (di cui abbiamo parlato pochi giorni fa) e che sta colpendo duramente anche la nostra economia: le decisioni sulle quote di produzione e sui dazi doganali stanno infatti incidendo pesantemente – e negativamente – sui ceti produttivi del nostro Paese, impedendoci di produrre e comprare i prodotti nostrani per imporci quelli esteri, anche se di qualità inferiore (vedi arance).

La reazione a tale situazione è di due tipologie: la prima, perseguita da Monti e dal PD, di prostrazione ai diktat europei a prescindere dalla bontà o meno degli stessi con abbinata progressiva concessione di sovranità all’UE. Trattasi della soluzione auspicata dalla finanza e dai cosiddetti “poteri forti”, poichè porta alla disgregazione dei popoli azzerando la loro capacità di difesa e favorendone la sottomissione. Debellare i governi nazionali per eliminare ostacoli alle azioni di un governo tecnico-finanziario occidentale (l’Europa infatti è strumento Usa). La seconda reazione è l’esaltazione della sovranità nazionale: contro l’Europa delle banche, difendiamo e rinforziamo gli Stati. Idea anacronistica e perdente, perchè siamo in questa situazione proprio perchè gli Stati nazionali hanno fallito.

Immediato dunque rendersi conto dello stato di impasse: i territori, rappresentati dalle Regioni, dovrebbero andare a trattare con il loro Stato centrale di appartenenza per tutelare i propri diritti e interessi, senza però che lo Stato – quand’anche volesse recepire le loro istante – possa fare  nulla perchè soggiogato all’Europa. La quale attualmente non ha il minimo legame con le sue terre. Dunque, trattasi di azione politica inefficace già in partenza.

Di qui nasce il progetto rivoluzionario proposto dalla Lega: rafforzare le Regioni e coalizzarle in aree omogenee con identità e fini comuni, per creare delle rappresentanze forti in grado di andare a difendersi direttamente in Europa. Ecco la Macroregione: la via alternativa e concreta per riappropriarsi della propria identità e del proprio territorio

Alla faccia delle intenzioni di Monti e servitù di togliere poteri alle Regioni, si scopre dunque che sono queste a rappresentare la speranza per il futuro dei popoli. Purchè siano affidate a forze politiche intenzionate a valorizzarne il potenziale, non a sopprimerlo. Solo da qui può partire la battaglia per una vera Europa federata dei popoli, politicamente forte ed indipendente da paesi stranieri e da forze esterne, i cui rappresentanti rispondano ai territori che li hanno eletti.

Ma da questo punto di vista, gli schieramenti sono molto netti: Lega Nord contro tutti. Ambrosoli, Albertini, Bersani, Monti, Vendola, Giannino… sono esattamente la stessa cosa. A voi la scelta sul vostro destino.

Vincenzo Sofo

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