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Bolognini: la nostra scommessa per la Lombardia

Manifesto

Abbiamo già avuto modo di esprimere, su questo blog, l’apprezzamento per il nuovo progetto politico della Lega Nord, che – dopo essersi accorta dell’inefficacia della tradizionale “via romana” (specialmente quando le percentuali non elevatissime ti costringono ad alleanze) – ha deciso di puntare tutto sul territorio, da dove lanciare un’azione di pressione politica sia a Roma sia a Bruxelles. Abbiamo già avuto modo di dimostrare anche come, oltre alla bontà della strategia, la nuova Lega abbia messo in campo dei contenuti decisamente interessanti, specialmente per quanto riguarda la Lombardia: la Macroregione ne rappresenta l’apice, ma ne contiene molti altri altrettanto innovativi (ad alcuni dei quali abbiamo già dedicati articoli ad hoc).

All’interno della squadra messa in campo da Maroni per questo progetto, vi è una persona con il quale Il Talebano ha già da tempo instaurato un rapporto di collaborazione, e che dunque speriamo che entri a far parte di quel consiglio regionale dal quale ci attendiamo la traduzione concreta del progetto sopra citato: si tratta di Stefano Bolognini, vivace 37enne di Milano, attualmente assessore provinciale alla sicurezza e alla protezione civile. Si tratta di una collaborazione avviata grazie al sostegno datoci per il progetto culturale da noi avviato e volto all’affermazione, nel dibattito politico interno ed esterno alla Lega, di tematiche e di punti di vista nuovi ed innovativi, che superassero i vecchi schemi precostituiti per andare ad individuare nuove sintesi e nuove linee di azione.

Così, oltre che l’aiuto nell’organizzazione dei vari incontri culturali, è sorta un’intesa su diversi aspetti politici che secondo noi dovrebbero essere alla base dell’attività dentro l’istituzione lombarda, dei quali sintetizziamo i più importanti:

  • DIRITTO ALLA CASA. Necessità di un intervento di riorganizzazione del sistema degli alloggi popolari, per arrivare ad un meccanismo che consenta anche ai giovani e ai meno abbienti di veder realizzato il sacrosanto diritto ad una casa di proprietà. Si tratta di un percorso fattibile e già sperimentato, che porterebbe ad una riqualificazione degli stabili, ad una responsabilizzazione degli inquilini nella loro gestione, incentivando la creazione di comunità e facilitando l’acquisto della casa. Tema già affrontato nell’articolo La sfida della Lega per il diritto alla casa.
  • CHILOMETRO ZERO. La sfida per il chilometro zero è fondamentale per la salvaguardia e la tutela del nostro territorio: il chilometro zero è una via necessaria per favorire il ritorno dalla scala globale a quella locale, o perlomeno a far convivere le due cose, mantenendo una dimensione comunitaria in un mondo completamente internazionalizzato dove domina l’esternalizzazione. il sostegno delle produzioni locali e la preferenza delle imprese locali nell’affidamento di appalti consentono di dare maggior respiro alla nostra economia e di mantenere nel territorio posti di lavoro altrimenti destinati a traslocare nelle aree dello sfruttamento.
  • LA MONETA LOCALE. Si tratta di un’idea molto innovativa e molto cara al Talebano. Un meccanismo di moneta complementare locale da affiancare all’Euro. Ciò consentirebbe di favorire il consumo e lo scambio di beni  e servizi in loco (vedi punto precedente) ma anche di limitare gli effetti inflazionistici, mettendo al riparo i settori più delicati e più legati al territorio. Infine, si tratterebbe di un deciso cambio di rotta rispetto alla via turbocapitalistica, recuperando il senso originario del denaro, mezzo di scambio e non di speculazione/profitto. Anche in questo caso, Il Talebano ha trattato più volte la questione, ad esempio nell’articolo Una moneta parallela locale come risposta alla crisi.

Questi sono i temi principali sui quali si è sviluppata la convergenza. Ma anche la storica intenzione di recuperare il sistema dei Navigli ed in generale di tutti i luoghi storici della nostra terra, così come le idee di una sicurezza finalizzata al ripristino del senso di appartenenza comunitaria e di un ulteriore miglioramento del sistema sanitario lombardo in un’ottica di maggior domiciliarità, territorialità e solidarietà sono strade da noi condivise.

Ecco dunque i motivi per cui speriamo che sia Maroni a governare la Lombardia i prossimi anni e che, nella compagine degli eletti, ci sia anche Bolognini. Perchè questa è l’occasione di arrivare ad un radicale e definitivo cambio di passo rispetto al modello di società e di Paese che ancora si ostinano a difendere gli Albertini, gli Ambrosoli, i Bersani, i Monti (e, se non fosse gli fosse stato imposto il programma della lega, anche Berlusconi) ma che ha dimostrato di aver miseramente fallito.

Vincenzo Sofo

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