Le primarie: il nuovo mezzo per fregare il popolo

Due giorni fa, su Sky, ha riscosso enorme interesse l’evento organizzato per le primarie di coalizione del centro-sinistra… o del Pd (non si è ancora ben capito). Un confronto televisivo tra i cinque candidati: Renzi, Bersani, Tabacci, Puppato e Vendola, tutti dietro ad un tavolo, ad ammiccare alle telecamere e mettere in atto improbabili pose ad effetto. Il sito web del Partito Democratico si è addirittura scatenato presentando l’evento con un’immagine ad hoc… i cinque pretendenti al titolo in versione Fantastici 4, con l’intrusione di Tabacci-Silver Surfer.

La trovata ha inorgoglito dirigenti, quadri e tirapiedi del partito di Renzi-Bersani, convinti di essere riusciti ad introdurre un’innovazione encomiabile al teatrino della politica. Il risultato è stato che, da quell’evento, media e opinione pubblica sono riusciti a trarre tutto tranne che contenuti politici. Problema tuttavia insito non solo nella trovata televisiva, ma nell’ormai accettato e consolidato strumento delle primarie.

E’ questo infatti uno strumento apparso solo di recente nel panorama politico italiano. In passato, in un tempo che ormai sembra preistoria, la scelta del candidato da esprimere alle elezioni non era frutto di una consultazione generale, ma di un confronto che avveniva esclusivamente all’interno dei partiti. Volontà di restare chiusi nei palazzi del potere e di non cercare il contatto con la società? Nient’affatto. Il confronto tra le diverse figure che si proponevano come rappresentanti di un movimento erano il risultato di un confronto politico che nella vita partitica quotidiana avveniva tra le diverse “correnti” che li componevano. Il momento topico di questa dialettica era rappresentato dal congresso, ove venivano presentati e messi in votazione i vari documenti politici. La facoltà di esprimersi in merito a queste decisione era riservata ai tesserati, ovvero a coloro che avevano deciso di entrare dentro un movimento ed attivarsi per portare avanti il progetto politico dello stesso.

Non erano dunque i cittadini a decidere chi e cosa dovessero rappresentare i partiti. Erano i partiti a recepire le necessità della società, studiare le risposte sulla base delle proprie ideologie e riferimenti culturali, ed infine a produrre una progetto da portare a compimento, cercando di convincere la popolazione che quella era la ricetta migliore.

Poi arrivò la campagna di demonizzazione delle ideologie, sublimatasi nell’era del Berlusconismo: la politica diventa sempre più mera amministrazione del potere e si svuota di ogni contenuto. L’apparenza e la mediaticità iniziano a prendere il sopravvento. I politici iniziano ad essere sostituiti dai cosiddetti membri della società civile: imprenditori, giornalisti, pseudo-giornalisti, presentatori, vallette, ecc. La cosa interessante è che, se Berlusconi rappresentava il simbolo di questa involuzione, la sinistra nel dichiarare la propria opposizione a questo modello, ne assumeva in realtà i caratteri. Non è un caso che le primarie siano state introdotte da questa parte politica.

La mancanza di contenuti ha quindi portato a sostituire i congressi con le primarie e gli eventi mediatici: il dibattito politico si è tramutato in una sfida a ghigni, battute, colpi ad effetto. Il pubblico, compiaciuto, sembra apprezzare la pièce teatrale, convinto di riuscire ad influenzare le proprie sorti. Grazie alla primarie, i partiti riescono a celare il vuoto contenutistico spostando l’attenzione su quello estetico, si dispensano dal dovere di presentare un’offerta politica fingendo di dare al popolo la possibilità di stabilirla lui. Ed è indifferente se questo sia di destra o di sinistra, elettore o no, poichè egli non fa altro che scegliere un commediante tra quelli proposti dall’establishment senza neppur sapere che cosa ci sia dietro. Garantendo così il mantenimento dello status quo ed evitando il ricambio.

Da notare, infine, come questo processo abbia paradossalmente assunto il suo carattere più spudorato in termini di mediaticità, esteticità ed incipriamento proprio con l’uscita di scena di Berlusconi: sparitone il simbolo negativo, la sinistra non ha più dovuto aver paura di vergognarsi. Da quel momento, è esplosa l’americanizzazione dell’azione politica, di cui Renzi è diventato la personificazione (basti pensare al fatto che, per le sue campagne, adotta persino i colori e i caratteri dei partiti statunitensi). Mentre il Pdl disorientato si limitava a copiare l’idea dei rivali, il Pd – con l’evento Sky di lunedì, ha addirittura fatto il salto di livello, riducendo il confronto di idee interno non più nemmeno a talk show, ma quasi a talent show… una sorta di X Factor dove ognuno ha esibito le sue qualità esteriori cercando di abbindolare il pubblico, così da non essere eliminato. Chi sarà il vincitore? Di certo, non le idee. Come si è potuto abbondantemente constatare.

In ogni caso, lo specchietto per le allodole delle primarie e la nuova trovata diabolica degli “eventi Sky” un risultato utile l’hanno prodotto: tracciare una linea di demarcazione piuttosto evidente tra i partiti farlocchi (quelle grandi ammucchiate finalizzate alla mera gestione del potere, che sono Pd e Pdl) e quelli che ancora mantengono uno scopo politico o, perlomeno, un’identità culturale. Non è un caso, infatti, che nella Lega, nel Sel e nel M5S non si senta il bisogno dell’aiuto del pubblico per la scelta dei leader in grado di rappresentare i rispettivi movimenti.

1 Commento su Le primarie: il nuovo mezzo per fregare il popolo

  1. Allora, mi sono appena sorbito questo confronto ,ho spento la tv perche’ non ce lo fatta ad ascoltarli,mi si e rivoltato lo stomaco. di questi due candidati alle primarie del centrosinistra o quello che ne rimane.non andro’ a votare per le primarie perche’ non sono comunista e poi perche’ nessuno di questi due signori mi ha convinto.alla sinistra piace sempre semplificare molto la vita dei propri elettori (se penso che potrebbero usare le stesse tecniche per migliorare la burocrazia in Italia mi sale l’ansia!).La politica in Italia è come Beautiful, una grande soap. Anche se ti perdi qualche puntata, quando ritornerai a occupartene ci saranno sempre Stephanie, Ridge e Brooke in primo piano. La politica in Italia vive di una realtà che non esiste nella realtà. E si nutre di un linguaggio retorico col quale manipola le menti degli spettatori da casa. Insomma, talvolta questa specie di democrazia-ad-ogni-costo che la pseudo-sinistra italiana vuole ostentare, oltre che essere del tutto improduttiva, rischia di diventare ridicola. A me questa storia delle primarie, sarò anche impopolare, ma non mi convince molto. O meglio, messa così, non mi convince affatto. Questa pseudo-coalizione infatti non sta chiedendo ai suoi elettori “quale pensate che sia il candidato migliore?” Ma sta chiedendo “che programma volete che portiamo avanti per questo nostro paese allo sfascio? Cioè noi che siamo, di professione, politici e parliamo il politichese, non sappiamo più che pesci prendere, quindi, vi diamo un po’ di alternative, con qualche sfumatura, vediamo la vostra reazione, e da lì decidiamo quali cazzate raccontarvi nei prossimi mesi per distrarvi dai problemi reali del paese, che non riusciamo a risolvere.”Così funziona il sistema mediatico: te ne sparo una grossissima così tutti si occupano di questa cazzata. Intanto succede che ragazzini si suicidano perchè insultati per essere gay (e il parlamento non approva ancora una legge contro l’omofobia!); che per un concorso pubblico con prove che durano da un anno, esca la graduatoria dei 1800 vincitori, ma esca con una nota del ministero della difesa che specifica che, sì, questi sono i vincitori da bando, ma visto che non ci sono i fondi, facciamo che vincono solo i primi 200 e gli altri 1600 (che per un anno si sono preparati, hanno sostenuto le prove e molte spese, e hanno di fatto vinto) se ne tornano a casa: “ritenta, sarai più fortunato!” (e nessuno ne parla!); succede che la scuola in Italia cade a pezzi, non solo metaforicamente, ma proprio letteralmente; succede persino che volino fumogeni da un palazzo del governo su un corteo di ragazzi che protesta, ma non si sa bene chi si sia intrufolato nel palazzo protetto dalle forze armate, e abbia lanciato dalla stanza del segretario dei fumogeni non in dotazione. Probabilmente i no-tav, o i comunisti, o i loony-tunes… E questi nel confronto narcolettico parlano di alleanze, di patti di stabilità, di fondi ai partiti. Non voglio fare il populista. Nemmeno il demagogo (sono le parole che vanno di moda, dopo spread e choosy) ma questi dove vivono? Cioè il loro tentativo di intortarci è davvero notevole, e la pressione psicologica da “devi scegliere il meno peggio” mi ha ricordato gli insegnamenti della televenditrice wanna marchi devi bombardare la casalinga di informazioni sensazionalistiche, e, senza darle il tempo di rifletterle, “allora signora veniamo a casa sua stasera alle 22.30 o domani mattina alle 7.45?”, in modo che la risposta No, mai! non venga neanche concepita dalla povera donna. Io la soluzione a questa crisi non ce l’ho. Ma non credo che un ex-democristiano centrista o un nonno-Bersani possano rinnovare la politica in Italia. ma… cosa sta proponendo? Una campagna ad personam dove lui sembra proporsi come l’alternativa a tutti i mali del mondo? Renzi? mi sembra un giovane arrivista, che fa il “giovane che capisce i giovani”, e sicuramente c’è del vero, ma… col culo parato chiunque può dire qualsiasi cosa. Il candidato ideale per questa sinistra dovrebbe essere una donna, gay, giovane, ma con esperienza, imprenditrice e precaria dipendente, con figli ma favorevole alle adozioni per le coppie omosessuali, contro i costi della politica, ma che riesca a tenere insieme la coalizione della casta, escludendo Casini, ma restando aperta a collaborazioni future…Questa sinistra non impara mai… Ma se non dovessero riuscire a vincere neanche questa volta (con qualsiasi candidato) le elezioni, nonostante la situazione italiana, altro che rivoluzione, dovremmo iniziare a ripensare seriamente al feudalesimo!

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