Lombardia annessa alla Svizzera? Un torto alla nostra Terra
(tratto dal blog di Vincenzo Sofo)
Di recente il Ministro della Difesa svizzero ha detto che per i suoi connazionali «annettere la Lombardia non sarebbe un problema, dato che rappresenta circa il 90 per cento del totale di tutti gli scambi commerciali con il nostro Paese». E’ subito scattata la reazione istintiva e provocatoria di noi leghisti, afflitti soprattutto in questi ultimi tempi da un bigotto centralismo statale, che abbiamo gioito alla sola idea di salutare Roma per l’emmenthal. Nazione più vicina e, qualcuno ha detto, dalla cultura più affine a quella lombarda.
Al di là delle provocazioni, è bene fermarsi a riflettere e rendersi conto che si tratterebbe di una proposta accoglibile solo su un piano goliardico. Lo spirito indipendentista della Lega nasce dal non riconoscimento delle istituzioni italiane, che nell’arco della loro vita non hanno fatto altro che vivere di assistenzialismo clientelare. Lo spirito indipendentista della Lega nasce dalla volontà di rivendicare l’identità delle tante piccole patrie – in questo caso del nord – ognuna secondo le proprie specificità. Neppure la cosiddetta Padania sarebbe considerata immune da questo autonomismo locale: basti pensare, dentro la Lega, alle specifiche identità territoriali che hanno espressione nella distinzione tra Lega Lombarda, Liga Veneta, ecc. Tutte legate, però, da un comune denominatore.
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