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GRILLOPOLIPSE NOW

di Andrea Carbone

Premetto: Beppe mi stava più simpatico quando faceva il comico. Ri-premetto: il movimento che ha creato ha diversi pregi a parer mio, e anche molti difetti. Sarebbe pero’ molto bello spingersi più in là di due impressioni di primo acchito, superficiali, e vorrei condividere le conclusioni cui sono arrivato, lasciando perdere i discorsi di genesi e acquisto del consenso, roba da politologi che qui non avrà spazio.

In sintesi il grillismo è da ricondursi alla parola “guerra”. Guerra è ciò con cui Grillo ha iniziato, una guerra contro tutti che lo ha fatto distinguere ed emergere, che gli ha dato visibilità..ma non si può combattere senza un fine. E così si trasforma nel rivoltoso gentile che vuole distruggere i palazzi del potere dall’interno, coordinando liste civiche cui finalmente può dare un’appartenenza, e con ottimi risultati, dice la storia recente. Ernesto Guevara all’amatriciana, praticamente. Due brevi frasi spese per arrivare alla situazione attuale: combattimento di posizione. Perché alla fine lo stoico guerriero è stato accerchiato o, come spero di far comprendere, è come se si fosse accerchiato da solo.

Trincerato nel vaffanculismo e nella verve del delirante tremens ora ha due fronti impegnati, uno più spinoso dell’altro.

Primo: il problema politico. Rifiutata la mano porta sull’onda del successo amministrativo-referendario dell’ormai consolidato (con riserva) Asse Pd-Sel, e avendo naturalmente preso a schifìo tutti i restanti partiti, il moVimento non ha riferimento ideologico se non l’essere “contro”, e questa posizione in ultima analisi non porta ad altro che al tetto del 7% dei voti, a esagerare. Senza parlare del limite fondamentale dei mezzi di propaganda tradizionali fedeli alla politica “professionale”, che per quanto obsoleti raggiungono molte più persone del suo blog, e i cui direttori malvolentieri approvano articoli sul “comico”, essendoci virtualmente più asterischi che lettere (con l’eccezione, non sempre, del Fatto). Come si insegna alla scuola dipietrista, essere solo sgrammaticati urlanti senza bandiera alla lunga stufa.

Secondo: le defezioni interne. È naturale che con un solo leader carismatico dalla favella facile e metodi dispotici qualche abbandono ci sia (mi sembra di ricordare una storia partitica simile..ma che anno è? 2011 o 1994?). Peccato che grazie alle ultime sparate sui no-tav, prontamente smentite con tanto di accusa di mistificazione ai giornali (peccato ci siano i video), i nerd-fans telematici si siano abbastanza infuriati, e dalle loro postazioni computerizzate abbiano controattaccato la scheda madre. C’è di più. È degli scorsi giorni una riunione a porte chiuse con divieto di parola ai partecipanti tra Grillo/Maodellarivoluzioneculturale e fedelissimi, nella quale sono stati unilateralmente nominati i responsabili nazionali: scontata nei modi (da osteria di bassa taratura), nei toni (urlati), e nei contenuti (da censura), la reazione degli amministratori eletti, che dopo essersi adoperati per ottenere voti si vedono bipassati nelle nomine dei coordinatori in favore di qualche semisconosciuto che conosce il Generale G. da più tempo.

Il cabarettista è ora diventato un grande attore, e se ci prestate attenzione va sempre più assomigliando alla nemesi arcoriana della ‘scesa in campo’. Sembra il protagonista di Apocalipse Now ormai affetto da sindrome del Vietnam, inadatto a rivestire abiti civili. Visti gli ultimi sviluppi poi, la pellicola rischia di trasformarsi in “Salvate il soldato Beppe”.

-Mi piace l’odore di gas nervino la mattina..-

2 Comments on GRILLOPOLIPSE NOW

  1. Riguardo al punto primo: il Movimento 5 Stelle è a 5 stelle in quanto porta avanti attualmente 5 proposte (acqua pubblica, trasporti, ecc…) sviluppate in maniera organica con contributi trasversali(anche premi nobel come Stiglitz). Queste sono più o meno condivisibili come ogni proposta politica, ma la sostanza è che dietro al Movimento c’è un progetto concreto.
    Per il punto due non posso fare altro che essere d’accordo sul fatto che esistono i video e che sta alla gente giudicare. Proprio per questo motivo mi permetto di postare un link: http://www.youtube.com/watch?v=ob13BMkMR1E
    guardatelo pure tutto, ma mi soffermerei su quel che accade dal minuto 3’21”.

  2. sono d’accordo sul fatto che la politica di grillo si basi sul concetto della discesa in campo ma forse per portare avanti certi progetti ed idee quella mi sembra l’unica possibilità. Il sistema è troppo marcio e corrotto, troppo impegnato a sopravvivere. Grillo non si candida di persona crea le condizioni per permetterlo ad altri così da non passare per la nomina dei capi partito unici boss dopo la legge porcellum. Io condivido il suo movimento e la ratio che ne è alla base nonchè gli strumenti: class action- mezzi di democrazia diretta come il referendum abrogativo e la proposta di legge popolare. Non avrà mai uno strapotere lo hai detto anche tu va contro tutto e questa è un ulteriore garanzia della sua buona fede( se smettesse di farlo sarebbe invece sintomo che qualcosa è cambiato)

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