Sergio Ramelli: un assassinio da non dimenticare
Sergio Ramelli era giovane studente milanese simpatizzante del Fronte della Gioventù. All’inizio degli anni ’70 frequentava l’Istituto Molinari, caratterizzato dalla presenza di forti gruppi della sinistra extraparlamentare (soprattutto Avanguardia Operaia). In questo contesto, Sergio inizia ad avvicinarsi politicamente alla destra e si iscrive al Fronte della Gioventù, organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano.
Al quinto anno, dopo un tema sulle Brigate Rosse, i capi di Avanguardia Operaia bloccarono lo studente incaricato di consegnare i compiti al professore, si fecero consegnare con la forza il tema di Ramelli e lo affissero alla bacheca della scuola. A tale episodio seguì, durante un’assemblea, una sorta di “processo politico” in cui Ramelli venne “condannato” a lasciare l’Istituto Molinari: da questo momento si scatenò una vera e propria persecuzione ai danni di Sergio, con insulti e minacce quotidiane.
Il 13 gennaio 1975 Ramelli fu circondato in strada da 80 studenti e costretto a cancellare con della vernice delle scritte inneggianti l’MSI apparse sul muro esterno del Molinari; sempre nello stesso mese Luigi Ramelli, il fratello poco più grande di Sergio, fu aggredito da due giovani armati di chiavi inglesi che probabilmente lo avevano scambiato per Sergio.
In seguito a questi avvenimenti i genitori di Sergio decisero di trasferirlo in un istituto privato: quando Sergio e il padre si recarono nella presidenza del Molinari per richiedere il nulla osta al trasferimento, gli studenti di Avanguardia Operaria si disposero in due file lungo il corridoio che portava della presidenza e, una volta uscito Sergio, lo assalirono con calci a pugni fino allo svenimento e malmenando anche il padre ed il preside.
Verso la fine del febbraio 1975, Roberto Grassi, ex studente del Molinari e membro del “Servizio d’Ordine” di Avanguardia Operaia, propose un’azione punitiva ai danni di Ramelli a Marco Costa, nuovo leader della squadra del Servizio d’Ordine presso la Facoltà di Medicina. Alla squadra fu consegnata una foto “segnaletica” di Sergio, scattata durante l’episodio della cancellazione delle scritte. Brunella Colombelli iniziò gli appostamenti, per scoprire le abitudini di Sergio Ramelli e indicare al resto del gruppo dove e quando colpire.
Il 13 Marzo il gruppo si riunì in via Celoria per prepararsi alla spedizione: Roberto Grassi fornì chiavi inglesi e sbarre di ferro al resto del gruppo; Marco Costa e Giuseppe Ferrari Bravo, furono incaricati di aggredire materialmente Ramelli sprangandolo con le chiavi inglesi; Franco Castelli, Luigi Montinari, Claudio Scazza, Gianmaria Costantino, Claudio Colosio,e Antonio Belpiede ebbero il compito di presidiare gli incroci del tratto di strada dove verrà aggredito Ramelli, evitare eventuali fughe del Ramelli e impedire un eventuale soccorso da parte di altri militanti di destra e/o passanti. Successivamente il gruppo si recò nei pressi dell’abitazione di Ramelli. Verso le 13, come era solito fare, Sergio rientrò, parcheggiò il motorino in una via attigua alla propria abitazione e si diresse verso casa.
La squadra si lanciò verso Ramelli ed iniziò a sprangarlo al viso e alla testa. Dopodichè il gruppo scappò e si diresse verso le aule occupate dell’Università ove ripulire le chiavi inglesi e i vestiti dal sangue di Ramelli. Sergio, esanime in una pozza di sangue con materia grigia fuoriuscente dal cranio, fu soccorso dalla portinaia del suo stabile e trasportato in ambulanza al Policlinico di Milano. Giunto all’ospedale in condizioni critiche, Ramelli fu sottoposto ad un intervento chirurgico della durata di 5 ore. Per 47 giorni lottò fra la vita e la morte.
Sui quotidiani si sparse la voce, falsa, che il Ramelli avesse fatto i nomi dei suoi aggressori: lo stesso giorno un gruppo di studenti di estrema sinistra si appostò sotto casa dei Ramelli e aggredì Luigi, intimandogli di lasciare entro 48 ore la città “altrimenti farai la fine di tuo fratello!” Il 28 aprile un corteo sempre di studenti di estrema sinistra si avviò verso l’abitazione dei Ramelli e, ivi giunto, coprì i muri esterni con scritte e manifesti carichi di insulti e minacce. Verso le ore 10 del 29 aprile 1975 Sergio Ramelli morì, a 17 anni. Accusato di portare avanti le proprie idee.
Il 29 Aprile ricorrono altri due tragici eventi, accomunati dalla stessa matrice:
- 29 Aprile 1976. Il giorno del corteo organizzato per commemorazione dell’assassinio di Sergio, Enrico Pedenovi viene assalito in viale Lombardia e ucciso a sangue freddo a colpi di arma da fuoco.
- 29 Aprile 1945. Carlo Borsani (medaglia d’oro, gravemente ferito in guerra a causa di una gravissima ferita al cranio che lo rese completamente cieco), viene assassinato in piazzale Susa con un colpo di pistola alla nuca. Il suo corpo viene poi gettato su un carretto della spazzatura e portato in giro per Milano con appeso il cartello “ex medaglia d’oro”.

Rispondi