Uscire dall’empasse

Mentre i dati riportano una nazione allo sbando che non cresce e al contrario del resto d’Europa è sempre più in difficoltà, il nostro governo è ormai imbrigliato e si affida a proposte di medio/lungo termine come l’articolo 41 della costituzione. Basta aprire un qualsiasi quotidiano per leggere che le camere non lavorano, non producono leggi, atti etc… l’ultimo consiglio dei ministri è durato solo 5 minuti perchè il premier era atteso dai suoi avvocati per discutere la difesa…

Berlusconi continua ad annunciare che presto la maggioranza sarà più consistente, ora dichiara che i parlamentari saranno 325. La domanda è: a che cosa servono 325 parlamentari se non si fanno leggi e sono le commissioni il vero problema??? Il Presidente del Consiglio deve riprendere in mano il timone, ma è ostacolato dalle sue vicende personali, delle quali non vuole rendere conto. In riferimento alla proposta del presidente della camera il Silvio ha risposto: «È una proposta irricevibile, io non ho infatti mai tradito il mandato degli elettori, non ho sabotato il governo e le riforme e non ho usato la mia veste istituzionale per ordine complotti e ribaltoni». La perplessità sulla sua tenuta aumenta.

Da questa blog libero abbiamo più volte spiegato che la strada inevitabile per smuovere l’empasse politica passa per un accordo tra Lega e FLI. Ieri Fini ha dichiarato la sua disponibilità per un Senato delle regioni. Ora bisogna capire se la Lega preferisce attendere la caduta del monarca Silvio. Anche se, così facendo, rischia di essere tagliata fuori dagli sviluppi della nuova repubblica.

I Sondaggi parlano chiaro, il PDL è in picchiata, sceso sotto il 30% è a meno di 28 punti; la Lega inizia anche lei a perdere qualche consenso. L’effetto Ruby arriva, sostenere il presidente del Consiglio rende complici di una situazione che non risolve nulla a favore del federalismo e al contrario fa arrabbiare militanti e simpatizzanti del partito di Bossi. Solo un mese addietro le elezioni erano l’asso nella manica di Berlusconi, oggi invece guai a parlarne, visti i dati… La fortuna per il centrodestra resta l’inesistenza di una sinistra capace di fare politica e che si affida a Di Pietro e al capobranco degli omosex, mentre il terzo polo è indietro, deve ancora decidere chi candidare a Milano.

Il sistema Italia non è mai funzionato realmente ma oggi è evidente l’imbarazzo politico, sociale e  internazionale in cui siamo finiti e la colpa è nostra, cioè di tutti i cittadini che continuano ad essere complici di coloro che interpetano la politica per un tornaconto personale.

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