Patto Pdl-Udc: nel 2013 Casini premier. E la Lega?

Un articolo pubblicato ieri su Affaritaliani.it riportava un’indiscrezione che già avevamo rivelato qualche tempo fa, ovvero di un possibile accordo tra Pdl e Udc che prevede, per il 2013, il seguente esito: Casini premier e Berlusconi Presidente della Repubblica.

Si tratta di un’ipotesi che potrebbe essere diventata più concreta all’indomani del voto di fiducia. Non a caso i due, il 14 dicembre alla Camera, si sono salutati abbracciati affettuosamente nonostante uno stesse per sfiduciare l’altro.

Questo accordo servirebbe ad emarginare i finiani, rendendo la loro presenza in Parlamento innocua per la stabilità del governo. Berlusconi è poi convinto di riuscire, nei prossimi mesi, a riportare all’ovile altri scissionisti prosciugando così Futuro e Libertà. Una bella prova attende il partito di Fini, che dovrà dimostrare quanto vale.

La posizione più interessante è però quella della Lega. La base militante odia Casini e rifiuta ogni accordo con l’Udc; ma Bossi sa che per governare in democrazia servono i numeri. E attualmente c’è in gioco il federalismo, troppo importante per essere buttato via a causa di prese di posizione a priori.

Tuttavia anche Bossi sa di non potersi fidare dell’Udc, essendo questa una forza politica che ama stare un pò di qua e un pò di là (così da potersi riciclare in base alla convenienza). Inoltre si tratta di un partito di centro, che non vuole essere di destra e che odia i leghisti. Si tratta dunque di un’alleanza che, in tutta probabilità, verrà meno un minuto dopo l’uscita di scena di Berlusconi.

Discorso diverso sarebbe il Fli, che invece ha come fine quello di diventare il nuovo punto di riferimento del centrodestra moderato post-berlusconiano. In questo caso la convivenza tra Lega e Fli sarebbe necessaria, in uno scenario press’a poco così: la Lega nel ruolo di rappresentante della destra del popolo e Fini voce dell’area moderata/liberale/borghese.

Il probema è che l’astio tra Berlusconi e Fini, nonchè quello tra finiani e aennini, rende al momento impossibile un ragionamento politico comune e strumentale. Bossi, che giustamente per il momento rinnova la fedeltà a Silvio (per ora l’unico a garantire il federalismo), è dunque “vittima” di questo scontro personale e deve accettare ciò che passa il convento: l’Udc.

Ma prima o poi bisognerà pensare al futuro senza Berlusconi…

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